Giovanni Barblan | FUOCO SU NAPOLI

quando ritrovi, fra i tanti, un libro che dieci anni fa ti era piaciuto, lo rileggi nuovamente per stabilirne , ancora o no, la validità. mi riferisco a ” fuoco su napoli ” di ruggero cappuccio ( nome storico nella letteratura italiana ), scrittore., regista teatrale, regista lirico, osannato perfino da quel ‘monstrum ‘ di nome paolo isotta, terribile ma geniale stroncatore, di mezzo mondo artistico. cappuccio è attualmente direttore del ‘ napoli teatro festival’ che, francamente , non so bene cosa sia. veniamo al romanzo, a dir poco apocalittico. estrapolando fin dell’inizio alcune frasi , si ha un’idea ben precisa di quello che napoli è stata e sarà. ‘ ma napoli a napoli che gli dice ?’,   ‘ la gente di napoli dichiarava tutta la sua passione per il vuoto ‘ , ‘ la città era divisa in tredici zone controllate da tredici clan . poi tu spari ai miei e io sparo ai tuoi’ , e così via. a questo si aggiunge un ritratto disarmante e penoso di feste, festini, cene, incontri segreti verso la catastrofe ‘ accaduta l’anno prossimo ‘ . ‘ ci sarà un collasso vulcanico tettonico dell’intera area. il mare entrerà nelle strade di napoli. pozzuoli , caro avvocato, forse è l’ultima volta che la vedete’, confessa il prof corso, esperto vulcanologo, all’avvocato ventre ( il nome dice tutto ) che, in nome del silenzio, ne approfitterà per i suoi loschi affari in vista di un diverso futuro. la storia, avverinistica  o meno, evidentemente si ripete !  la ricerca di una nuova maternità per la città  sarà affidata alla protagonista, luce di sangrano, appartenente ad una grande famiglia in disgregazione. altri personaggio affollano le pagine, ma i suddetti sono i protagonisti. tutto è descritto con stile sintetico, diviso in 56 brevi capitoletti. veloce, asciutto, diretto, quasi impressioni annotate ,di volta in volta ,sul  ‘ moleskine ‘. cappuccio sembra veramente convinto di quello che scrive. in un’intervista, dirà : ” al massimo tra cinque mesi napoli finirà di esistere. ci penserà la natura a rimettere le cose in ordine,  distruggendo tutto e rifacendo il suo piano regolatore”. realtà romanzesca? o remake di ” processo alla città ” e ” mani sulla città ” ?

” questo basso mondo è una vecchia cortigiana, ma che non cessa di avere giovani amanti ” ( augustin de sainte – beuve ).

” se non combatti per porre termine alla corruzione e al marciume, finirai col farne parte” ( joan baez ).