Tommaso Strudel* | Tra qualche giorno,nel nostro ospedale, dopo una  “incubazione”durata qualche anno,si materializzerà la  sostituzione di alcuni specialisti internisti dell’ospedale con alcuni medici del 118. Subito una doverosa premessa. Trattasi questi ultimi di ottimi professionisti nel loro specifico ruolo di medici dell’emergenza territoriale. Essi, con coraggio ed abnegazione, insieme alla loro equipe,intervengono in difficili situazioni svolgendo, per la parte che loro compete,un ruolo fondamentale in quella catena di interventi che viene posto in essere allorquando scatta una richiesta di assistenza. Nel 90% dei casi il loro intervento,dopo un primo trattamento sul posto, si conclude nel trasporto in ospedale e l’affidamento del paziente  agli specialisti ospedalieri,i quali a loro volta si avvalgono della loro esperienza maturata quotidianamente nelle corsie dei loro ospedali, dove sono necessarie diverse(si badi,non dico migliori) competenze per la multidisciplinareità delle patologie che si vanno ad affrontare.

Come si può capire, si tratta di due categorie di medici che hanno compiti ed esperienze diverse ,compatibili tra loro  ma non sovrapponibili né interscambiabili. Non è un caso che al Rizzoli di Ischia lavorano insieme entrambi i gruppi,ma nessuno si è mai sognato di rinunziare all’una per l’altra. Perché deve essere Procida la cavia   di queste sperimentazioni , che hanno il solo obiettivo di non far pagare ad Ischia Pozzuoli o Giugliano problemi di personale,a scapito di Procida, che già sconta carenze organizzative e strutturali sia dell’ospedale che del Distretto?E senza mai avvertire l’amministrazione?

So che il nostro sindaco ed il nostro assessore alla sanità si sono prontamente attivati presso la dirigenza asl,ma non mi risulta che abbiano ascoltate parole di rassicurazione sul punto. E’questo il momento allora che, per una volta,invece di dividerci sul “divieto”o sul dissesto(qui sì che  siamo imbattibili!)si produca insieme, maggioranza ed opposizioni, sul Comune come tra i cittadini ,una ferma presa di opposizione a tale modo dell’Asl na2 di governare la sanità procidana, come hanno fatto i capresi per il loro ospedale. Sul tappeto c’è il futuro del nostro nosocomio. Dopo tanti anni di lotta per averlo,c’è il rischio di un silente ma progressivo impoverimento della sua capacità di produrre sanità,avvolti nel silenzio e nell’ambiguità della Asl, incapace di rispondere pubblicamente a questa semplice domanda: cosa  volete farne del nostro ospedale, che progetto avete? Sarebbe persino giusto concorrere a forme di razionalizzazione della spesa laddove ci fossero sprechi ed inefficienze  ma a condizione che ciò non avvenga solo a Procida e  comunque senza che ciò comporti un arretramenti dei livelli qualitativi di assistenza. Spero che l’attuale amministrazione voglia utilizzare tutti gli strumenti in suo possesso per contrastare questa deriva e salvaguardare i diritti della nostra comunità.

*Medico ed ex Assessore Comunale