Redazione | Procida regge al ciclone 5 stelle. Questo è il dato più evidente della tornata elettorale appena trascorsa. Infatti il “combinato disposto” dell’impegno diretto in campagna elettorale di alcuni esponenti locali, sia pur non candidati, ha comportato un risultato in controtendenza con la Regione e con il collegio elettorale cui Procida appartiene.

In luogo di un 57 % abbondante registrato dai 5 stelle nel collegio Camera di riferimento, a Procida, nel proporzionale, il dato scende a circa il 33%, cioè ben 24 punti sotto.

Certo il maggior merito sembrerebbe essere di Luigi Muro. La sua tempestiva ed intelligente scesa in campo al fianco di Forza Italia, ha costituito quel valore aggiunto sufficiente ad affermare quel partito ben oltre il dato regionale e di collegio. E, soprattutto, a farlo diventare, sull’isola il partito più votato in assoluto. La coalizione, inoltre, che appoggiava Severino Nappi alla Camera, ha raccolto circa il 40%: un dato ragguardevole.  Al di là dei numeri, da una serie di segnali interni agli addetti ai lavori e di partecipazione dei cittadini, appare evidente che il connubio Muro-FI disegna un asse portante della politica procidana, con cui tutti i protagonisti dovranno fare i conti. L’operazione politica non è priva di contraddizioni e di potenziali debolezze, come vedremo, ma è innegabilmente un momento di chiarezza e, forse, di stabilità della politica locale.

L’attivismo di Muro e la coerenza politica con le sue scelte recenti ha spinto Dino Ambrosino ad un discreto attivismo. Se la sua maggioranza ha registrato qualche defezione per talune simpatie grilline in alcuni protagonisti (primo tra tutti il “pesante” consigliere Gianni Scotto di Carlo), la quasi totalità della giunta si è impegnata ad affiancare il Sindaco Ambrosino nella campagna a favore del PD, pur con entusiasmi ed attivismi variabili.

Il risultato (anche qui raffrontato col dato regionale e di collegio) è stato molto buono e la percentuale ben oltre il 18% configura Procida tra i comuni della Campania a più alta percentuale per il Partito Democratico. La prudenza, poi, mostrata dal Sindaco (anche in proprie dichiarazioni) nei confronti del risultato dei 5stelle, la dice lunga sulla strategia di Dino Ambrosino verso le prossime elezioni comunali. Ma anche in questo campo non mancano, riteniamo, potenziali debolezze e contraddizioni.

Perché la forza del mix della “Procida che Vorrei” (uscita vincente alle scorse elezioni) è stata la porta aperta alla sinistra estrema e a persone che si richiamavano ai movimenti (pur a titolo personale) come i 5stelle. Il tormentone di “quelli di prima” agitato come una clava nei riguardi dei politici che hanno seduto nei consessi del passato è stato finora uno slogan costante ed in grado di compattare un gruppo variegato. Potrebbe essere ancora vincente nel futuro, a meno che, con un’esperienza di governo, anche i 5stelle (oltre al PD) si “sgonfino” come appeal di rinnovamento.

Due anni sono tanti e dovrà passare molta acqua sotto i ponti.

La cosa chiara è che, nel centrodestra Luigi Muro ha, oramai, anche palesemente, lanciato il suo guanto di sfida, dall’alto del suo 40% appena riconfermato. Certo compattare tutto il gruppo di reduci, dietro la figura dello stesso Muro, che pure non è una NUOVA PROPOSTA, correrebbe immediatamente il rischio di compattare quasi tutto il rimanente 60% contro. I numeri sono tuttavia approssimativi e, ricordiamoci che, mancano all’appello circa un migliaio di procidani che vanno a votare solo alle comunali. Gli esiti, se si votasse oggi, sarebbero, quindi abbastanza insondabili, dato tutte le variabili.

Sono impossibili da prevedere se abbiamo un orizzonte di due anni.

Ci troviamo un po’ come alle corse dei cavalli dei sondaggi clandestini. Non possiamo prevedere i tempi. Cominciamo, tuttavia, a capire meglio i cavalli e i loro comportamenti.