Procida – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stato approvato il PEF del settore rifiuti e a tal proposito ieri l’assessore all’ambiente Titta Lubrano ha dichiarato:

“E’ stato approvato il Piano Economico Finanziario del settore rifiuti che  fotografa la spesa complessiva che il comune sostiene per questo servizio nell’anno.
Questo piano si inserisce in una nuova modalità di gestione del settore che – proprio a partire da questo documento – caratterizzerà per il futuro l’igiene ambientale in tutti i comuni d’Italia.

Un nuovo modo di intendere e regolamentare il servizio rifiuti, oggi troppo spesso soggetto alle fluttuazioni del mercato del cd. materiale “nobile” derivante dalla Raccolta Differenziata (crescente in quantità ma calante in quanto a ricavi) ed al rialzo costante dei costi di smaltimento, soprattutto nel Mezzogiorno.

Un metodo uniforme che possa garantire ai cittadini un livello omogeneo di servizio attraverso la definizione di costi efficienti, equi, trasparenti e chiari. Tanto, non solo attraverso l’introduzione di nuove regole contabili e documentali quanto – soprattutto – mediante il coinvolgimento del consumatore, quale soggetto attivo e protagonista – con i propri comportamenti e scelte quotidiane – della gestione virtuosa del rifiuto.

Un consumatore informato, consapevole che condivide le scelte e gli obiettivi di fondo della Pubblica Amministrazione e li mette in pratica, in linea con quanto – nel concreto – Procida ha fatto negli ultimi anni, raggiungendo risultati più che soddisfacenti.

Il PEF del comune ha posto in evidenza nel 2020 un costo complessivo annuo del servizio pari ad €uro 3.360.000 circa che, attraverso la TARI, viene coperto dagli utenti, suddivisi in utenze domestiche (su cui grava per la maggior parte) e non domestiche.

Per il 2021 il Consiglio Comunale aveva già deliberato a settembre di non variare le Tariffe, per cui nessun aumento troveremo in bolletta.
 Il PEF portato all’attenzione del Consiglio Comunale a fine anno è stato oggetto di “Validazione” da parte dell’ATO Napoli 2 di cui il comune di Procida fa parte. L’Ambito Territoriale Ottimale, nato nel 2016 e comprendente comuni appartenenti alla medesima area metropolitana, dovrebbe nei prossimi anni assumere la gestione diretta del servizio di igiene urbana assicurando a tutti i comuni – ad esempio dell’area flegrea – livelli uniformi di servizio a costi sostenibili dalle famiglie coinvolte e competitivi rispetto agli attuali.

La validazione dell’ATO ha dato atto della completezza, coerenza e congruità del PEF di Procida.

Successivamente all’approvazione del Consiglio comunale il PEF sarà trasmetto nuovamente all’ATO che ne curerà l’invio all’ARERA: è quest’ultima, infatti, l’Autorità deputata all’approvazione definitiva del documento.

Un procedimento, dunque, articolato e coinvolgente più soggetti – sia interni che esterni al comune –  a testimoniare un cambio di rotta in materia di rifiuti.

Vero è che si è riscontrato in questi ultimi anni un aumento complessivo dei costi (manodopera, trasporto via mare e terra, conferimento presso impianti di trattamento) a fronte di una diminuzione dei “premi” riconosciuti per la differenziazione dei materiali, dovuta al crescente impegno dei comuni a fare bene e di più la Raccolta Differenziata con conseguente difficoltà del “mercato” ad assorbire il materiale riciclato.

Anche si deve riscontrare una evidente sperequazione di costi e tariffe tra il Nord ed il Sud d’Italia che è effetto principalmente della mancanza di impianti di trattamento in questa parte del paese ed, in special modo, in regione Campania.

A Procida nel 2018 sono stati registrati 616,64 Chilogrammi per abitante (pari a 1,69 chilogrammi al giorno per ciascuno). Un dato certamente dipendente dal flusso turistico ma esigente una seria riflessione per quanto è alto e – nel lungo periodo – insostenibile sia economicamente che ambientalmente.

Quindi, produrre meno rifiuti modificando le nostre abitudini quotidiane (es. preferendo prodotti con poco imballo, acquistando le giuste quantità per evitare scarti, prediligendo la riparazione piuttosto che la sostituzione dei beni cd. durevoli, limitando oltremodo il consumo dei prodotti cd. mono-uso e “usa e getta”).

In secondo luogo occorre che si differenzi di più e meglio: allo stato abbiamo rilevato percentuali di R.D. intorno al 70%: è questo un risultato buono ma da migliorare almeno di 10 punti. Nel nostro comune ci proveremo anche attraverso una prossima variazione del calendario della R.D. che porterà la raccolta del secco non riciclabile ad un solo giorno a settimana (a fronte dei due attuali): questa scelta ci porrà al passo con la quasi totalità dei comuni più virtuosi (in alcuni dei quali il secco viene raccolto una/due volte al mese) ed invoglierà il cittadino a differenziare meglio e con più attenzione.

Sarà poi necessario proseguire negli interventi di contrasto della evasione e morosità nei pagamenti della TARI: la percentuale di incasso nel 2019 è stata del 68,82% motivo per cui si attiveranno politiche più incisive per coinvolgere quei cittadini ancora recalcitranti.

Le politiche ambientali dell’Amministrazione stanno dando i loro frutti ma il cammino è certamente ancora lungo e non privo di difficoltà spesso dovute a livelli superiori di organizzazione del circuito del rifiuto».


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