Redazione | Tra sanità, trasporti, mobilità e altre vicende, per un po’ di tempo abbiamo tralasciato la situazione finanziaria dell’ente che come si sa bene versa in uno stato comatoso. Non è una novità che da diverso tempo la Corte dei Conti ha acceso i riflettori sulle vicissitudini che hanno portato l’ente ad indebitarsi in un modo spaventoso. Per non farci mancare nulla non bastassero tutti i problemi che la comunità è costretta a vivere, lo spettro del dissesto finanziario si riaffaccia di nuovo sulla scena isolana. Ancora una volta allora abbiamo chiesto lumi al consigliere delegato al bilancio Giovanni Villani di illustrarci la situazione:

“E’ pervenuta – esordisce Villani – dalla Corte dei Conti l’ordinanza n°10 del 31 gennaio 2017, a firma del nuovo Presidente Dott. Giovanni Coppola, con relativo deferimento del Comune di Procida, cui è consentito produrre memorie illustrative e controdeduzioni entro giovedì 23 febbraio 2017. La Corte dei Conti è convocata in camera di consiglio per il giorno 1 marzo 2017 per verificare lo stato di attuazione del Piano di predissesto 2013-2019 del Comune di Procida. Anche nella nuova ordinanza la Corte dei Conti ripercorre lo stato di attuazione del Piano di predissesto finanziario 2013-2019 predisposto dall’Amministrazione Capezzuto & Company. La Corte dei Conti evidenzia che nessuno (o quasi) degli obiettivi intermedi indicati per il periodo che va 2013 al 2015 è stato conseguito dal Comune di Procida”.

Non poteva essere diversamente?

“Mi permetto di dire che non poteva essere diversamente, dato che quel Piano è insostenibile, tenuto conto sia:

  1. della durata di 7 anni scelta dall’Amministrazione Capezzuto per ripianare il disavanzo ed i debiti,
  2. del mancato ricorso nel 2013 al Fondo di rotazione (come osserva anche la stessa Corte dei Conti a pagina 1 dell’Ordinanza).

Nella nuova Ordinanza del 31 gennaio 2017 la Corte dei Conti, con una continua vista sul passato, prende in considerazione alcuni elementi nuovi (che peraltro esistevano nella loro gravità nel 2013 ovvero sono sorti tra il 2013 ed il 2014):

  1. Analizza i conti del Comune degli anni 2009-2010-2011-2012, confermando poi per gli anni di Piano 2013 -2014-2015 “l’incapacità sia ad incassare le entrate tributarie proprie e le tasse per i servizi resi sia a vendere la quota di partecipazione nella Società Marina di Procida”.
  2. Analizza i Fondi a destinazione vincolata che al 31 dicembre 2013 erano stati utilizzati per quasi 3 milioni e 100 e mai ricostituiti, e che non solo prefigurano un peggioramento del disavanzo di amministrazione ma anche una serie di responsabilità da verificare.
  3. Analizza le anticipazioni di liquidità ottenute dalla Cassa depositi e prestiti nel 2013 e 2014 per quasi 11 milioni di euro, che non hanno migliorato la situazione di cassa del Comune, anzi lo collocano di fatto in “dissesto finanziario”. Ed ogni anno il Comune di Procida deve rimborsare circa 1 milione 300 mila euro tra quota capitale e quota interessi…..
  4. Analizza la continua emersione dei debiti fuori bilancio……nel 2016 i Servizi Comunali hanno dichiarato ulteriori debiti fuori bilancio per 560 mila euro relativi ad anni pregressi che denotano “incapacità programmatoria e gestionale (di chi le responsabilità?) e che si aggiungono ai debiti fuori bilancio del 2013 di 1 milione e 700 mila euro circa!
  5. Evidenzia che i risparmi di spesa del personale sono stati annullati dagli interessi passivi sui debiti pregressi (=mutui/anticipazioni di liquidità/anticipazioni di tesoreria/etc…) e dai debiti fuori bilancio che continuano ad emergere. Oggi siamo chiamati a rendere conto alla Corte dei Conti di cose fatte o meglio non fatte) negli anni che vanno dal 2009 al 2015!

Una situazione che appare complicata, dunque?

“Cosa dire su ciò che gli altri hanno fatto o non fatto, peraltro con colpa ovvero con dolo in alcune circostanze? La situazione è complicata o meglio lo è sempre stata..….tuttavia continuo a ritenere che la rotta amministrativa è stata invertita e neppure una Commissione liquidatrice (= dissesto finanziario) potrebbe oggi fare di più di quanto si sta facendo. Occorre solo tempo (unitamente ad una gestione virtuosa della cosa pubblica)…che non può essere un semestre, o un anno ….ma qualche lustro…tanto che il 30 settembre 2016 il Consiglio comunale ha approvato un nuovo Piano di predissesto portandolo da 7 anni (2013 -2019) a 10 anni (2013-2022) e sul quale la Corte non si è ancora pronunciata. Si coglierà anche l’occasione data dalla Legge di Bilancio 2017 per rimodulare ulteriormente il Piano di predissesto su 30 anni entro il 31 maggio 2017”

Cosa fare allora?

“Intanto ho proposto al Sindaco ed al Responsabile del Servizio Finanziario di

  1. chiedere di essere ascoltati dalla Corte dei Conti, per illustrare, tra l’altro, il nuovo Piano 2013-2022 approvato dal Consiglio Comunale del 30 settembre 2016 ed indicare la nostra volontà di riformularlo ulteriormente entro il 31 maggio 2017,
  2. accelerare la predisposizione del Consuntivo 2016 che evidenzia aree di miglioramento, ad esempio nella vendita di terreni, nella ricostituzione die fondi vincolati (come riconosce peraltro la Corte dei Conti nell’Ordinanza), nella gestione delle entrate e nella riduzione delle spese, nel confronto col 2015 ed anni pregressi”

“Mi sia consentito una considerazione finale – e conclude il cons. Villani – quando dicevo che i debiti certi liquidi ed esigibili del Comune di Procida erano superiori a 30 milioni di euro……qualcuno bontempone faceva lo spiritoso o minimizzava o mistificava la realtà…..ora lo dice la Corte dei Conti nelle varie pagine dell’Ordinanza, sommando tutti le singole voci di debito.

E cosa dire quando gli stessi bontemponi si affannavano ad affermare che il solo risparmio di spesa del personale consente di risanare i conti del Comune? Adducevano teorie matematiche a dir poco fantasiose e facevano finta di ignorare che tale risparmio di spesa va visto nell’economia complessiva dei conti del Comune, cioè unitamente alle entrate ed alle altre voci di spesa, come gli interessi passivi ed i debiti fuori bilancio: oggi la Corte fa chiarezza anche su questo punto. Come sempre il tempo è galantuomo”.