CONTRIBUTO DI SBARCO. Raimondo Scotto di Covella: « Io provo a partire da una proposta, da un primo tassello. Chi metterà i successivi?»

Redazione – Ha già vinto il poco ambito titolo di “tassa” più odiata dai procidani, dagli operatori commerciali, dai professori dell’ultima ora e dalla politica isolana.  Da diverse settimane  – infatti – si alterano con differenti “fortune” sui social, personaggi in quiescenza, una certa “migliore gioventù” che si danno appuntamento  nello spiegare i loro punti di vista su quella che potrebbe e usiamo il condizionale,  essere l’aumento di 1 ( UNO ) euro per  chi sbarca a Procida: il cosiddetto “contributo di sbarco”.

Per qualcuno è troppo il rincaro, ci farà ripiombare all’era della pietra, le attività commerciali dovranno chiudere,  la gente preferirà bigliettare per altre location. Ecc ecc.  Diverso invece chi pone sul tavolo la possibile esenzione per i cosiddetti  “figli di Procida”.

Per qualcun altro i 3 euro sono addirittura pochi. Un po tutti si sono alternati sulla tastiera nel tentare goffamente di dare delle risposte. Come sempre accade poi sull’isola di Arturo, la situazione scade sul personale e addio dialogo.

In questi giorni a mente fredda quasi come a voler chiudere un cerchio vizioso, è intervenuto il segretario del Pd, Raimondo Scotto di Covella, che almeno ha avuto la bontà di presentare una idea più o meno condivisibile ma che va nella direzione del buon senso, del dialogo e della politica.

«Da più parti – esordisce Scotto di Covella – nelle ultime settimane si parla di contributo di sbarco. Chi critica, chi difende, chi ne parla, come spesso accade, a sproposito. Il dibattito si ripresenta ormai ogni anno e le polemiche abbondano. Mancano, però, a mio avviso, alternative e proposte di miglioramento.

Vorrei provare, con questo articolo, a mettere giù una proposta, un’idea».

«La critica che si muove maggiormente all’aumento proposto dal servizio di ragioneria del Comune di Procida e dal Revisore dei Conti ed approvato dal Consiglio Comunale a partire dal 2019, riguarda la discrepanza nel biglietto per Procida e quello per Ischia e che quindi si presume una furbizia e una malafede delle persone che acquisterebbero il biglietto per Ischia scendendo a Procida (“esse sibi similes alios fur iudicat omnes” dicevano i romani). Non dimentichiamoci, però, che sulla vicina Ischia vige la tassa di soggiorno per cui il contributo è giornaliero e il “salasso” è quotidiano per chi soggiorna.

Inoltre, “il gettito del contributo è destinato a finanziare interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori”. Dunque, non può e non deve essere l’unica fonte dalla quale attingere per portare avanti politiche volte al miglioramento della proposta turistica dell’isola. Per questo scopo ci si impegna per trovare le risorse necessarie che, purtroppo, non cadranno mai dall’alto».

«Ora, al di là dell’aumento o meno del contributo – e continua –  penso che si debba prevedere una revisione del regolamento in maniera sostanziale. Da tempo ritengo che vada rivista la modalità di riscossione del tributo. Oggi la legge ci viene incontro perché “affida al regolamento comunale anche la possibilità di disporre modalità diverse di riscossione del tributo in relazione alle particolari modalità di accesso alle isole”.

Pertanto, si potrebbe ipotizzare l’applicazione del tributo in partenza da Procida, che – di conseguenza – eviterebbe la citata forma di “evasione”. A cui si potrebbe aggiungere il tanto richiesto esonero per i nati a Procida (che sono davvero pochissimi) dal pagamento del tributo».

«Stabilire, poi, chi siano i “figli di Procida” è più difficile – e conclude – La problematica si bypasserebbe con l’istituzione della tassa di soggiorno, ma anche quest’ultima comporta diverse criticità, legate a forme di evasione e di gestione. Si rischia di far diventare il regolamento un mix di deroghe volte ad identificare una specifica categoria di persone.

Oggi, purtroppo, tutto è affidato allo scontro e non più al confronto politico. Se davvero però si ha a cuore una questione, una problematica, un principio, partiamo dalle soluzioni e non dai problemi. È vero che non sarà il contributo di sbarco a risanare i debiti comunali (anche se oggi è indispensabile) ma non possiamo non considerarla una voce importante di entrata per le casse comunali.

Io provo a partire da una proposta, da un primo tassello. Chi metterà i successivi?»

photo t.i

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