Redazione – Un mese dedicato alle donne. Un mese per mettere al centro l’universo femminile sull’isola di Arturo.  Tutto ciò nel vasto panorama delle iniziative portate avanti dalla cons. Sara Esposito.  Da secoli, la donna è sempre stata protagonista silenziosa nella vita procidana; tenace e sicura ha affrontato con coraggio le tempeste della storia, ha tenuto insieme la famiglia nei momenti più drammatici, ha curato ferite, ha sofferto lontananze ed ha sperato sempre nella rinascita dell’isola.

Le donne che tornano – dunque –  al centro dell’attenzione di una comunità – quella procidana – che possiamo definire “matriarcale” da sempre. L’assenza dei mariti imponeva (ed impone) alle donne la cura totale della famiglia, le faccende domestiche, l’economica amministrazione della famiglia, il disbrigo degli affari, le vendite e gli acquisti, e ogni altro affare che comunemente toccava agli uomini.

Cosa vuol dire essere una donna oggi e come si è arrivati a ricoprire ruoli diversi nella società nell’età contemporanea? Queste le domande più pressanti e storicamente più rilevanti che ogni giorno sentiamo ripetere e la mancata discussione – che invece dovrebbe essere piacevole, interessante, stimolante, affascinante, genera solo confusione. In tutto ciò di certo non ci aiuta la insularità di un territorio dove gli imperversanti dibattiti sul ruolo delle donne appaiono complicati, spesso inconcludenti, frequentemente contorti, banali, ripetitivi – e noiosi. Sembrano tutti basarsi su una premessa apparentemente semplice. E sostanzialmente sbagliata.

Invero dobbiamo affermare senza troppi giri di parole che non basterebbero tutti e dodici di mesi dell’anno da dedicare al gentil sesso per tutto quello che fanno quotidianamente come vero e proprio asse portante della comunità isolana. Donne che si impegnano sempre di più nel mondo delle professioni, della vita politica, delle agenzie educative.

A tutto ciò fanno da contraltare gli stereotipi o, se si preferisce, i modelli a cui una donna deve conformarsi che impediscono a troppe donne di ricercare una propria peculiare identità in libertà. Pensiamo ai modelli che ci propongono televisione e pubblicità sessista. Si tratta di modelli in cui si trova esaltato il corpo, non la mente – e lo stesso, in fondo, vale nel caso delle donne-mogli e donne-madri. Se la tua mente viene “declassata” a favore della tua corporeità, come riesci a esprimerti in libertà?

«Siamo alla vigilia della IIa edizione di MARZO DONNA – dice la brillante consigliera con delega alle pari opportunità Sara Esposito –  l’idea di rendere pubblica la pianificazione degli eventi, nasce dall’idea di far crescere l’interesse e la partecipazione nella collettività. Tutte le esperienze offrono un contributo fondamentale da sostenere e supportare.

Credo fortemente nell’ originalità di ogni persona e nella straordinarie potenzialità della femminilità da custodire, esprimere e da difendere lì dove ve ne sia bisogno».

«Penso – e continua –  che la struttura dei valori femminili orientata alla responsabilità verso gli altri, alla maggiore attenzione ai fenomeni emotivi e sociali determinano un approccio diverso da una struttura maschile orientata soprattutto alla competizione e sistematizzazione. Questa diversità se riconosciuta e valorizzata, all’ interno di condizioni sociali e culturali che non penalizzano le differenze, sono uno straordinario fattore di cambiamento e di crescita culturale e sociale. Oggi più che mai c è bisogno di questo: ricchezza di questa esperienza.

«Il mio invito – e conclude – alla comunità a prendere parte agli eventi calendarizzati, sottolineando che volutamente ve ne sono per tutti ‘i palati’. Buon Marzo Donna»