Redazione | Ancora una volta sono le pagine fb che raccontano uno spaccato di vita procidana. E purtroppo, è ancora una volta l’associazione “L’isola che non isola” che accende i riflettori su una problematica che riguarda i portatori di handicap. Questa volta oggetto dell’attenzione della pubblica opinione sono i parcheggi riservati ai diversamente, puntualmente occupati da altri o assenti.

«Quest’oggi raccontiamo una storia riguardante i parcheggi per auto a servizio dei disabili. Il posto auto per i disabili è un diritto sancito dalla legge italiana, e regolamentato dal codice della strada.

E’ previsto che una certa percentuale del totale posti auto destinati a parcheggi, siano dedicati al parcheggio autovetture al servizio della disabilità (siano esse pubbliche o private).

Questi posti devono essere a diretto servizio di persone con disabilità in pianta permanente oppure possono essere temporaneamente usati dall’auto al servizio del disabile laddove quest’ultimo non sia il diretto proprietario dell’auto o il conducente della stessa.

Fermo restando questi diritti e doveri, direttamente connessi con il contrassegno disabili, spesso tali tagliandi vengono usati impropriamente, e questo, a danno di quelle persone con problemi di deambulazione che potrebbero usufruire di quei posti per adempiere a commissioni, scuole o semplicemente fare compere.

Ovviamente gli organi preposti al controllo ed al rilascio degli stessi, sono stati informati di queste “anomalie”:

– autovetture che pur esponendo l’apposito contrassegno disabile circolano e sostano nelle apposite piazzole contrassegnate, senza il disabile;

– veicoli commerciali con tagliando disabili che sostano nelle piazzole;

– automezzi usati da persone normodotate per circolare in strada per piacere ed al rientro si parcheggiano nelle piazzole per disabili.

Purtroppo questi episodi possono influire in decisioni spesso cruciali, tanto è capitato al posto disabili nelle vicinanze della Farmacia a Piazza dei Martiri, l’unica dove fosse possibile per un “disabile vero”, poter accedere e acquistare medicinali.

Come si ricorda anche dagli atti connessi, dalle riunioni scaturite, e post fatti, in un primo momento è stato affermato che il posto disabile è stato eliminato temporaneamente, poi successivamente, decentrato al Casale Principe Umberto in quanto a piazza dei martiri tale parcheggio disabile era usato sempre dalle stesse autovetture con regolare contrassegno , senza peraltro verificare se queste auto avevano titolo a sostare nella piazzola, se quel contrassegno era usato in modo consono o impropriamente.

In un secondo momento si è poi dichiarato che l’intento, l’auspicio, l’obiettivo è quello di eliminare tutti i parcheggi nella piazza ed avere una Sky-line, un belvedere libero da autovetture, senza ovviamente pensare che in tal modo si andava a colpire l’anello debole della società, ovvero le persone con disabilità.

Le foto che alleghiamo mostrano lo stato attuale di piazza dei martiri, dove adesso regna il caos e la sosta selvaggia, le stesse foto sono state inviate anche al Sindaco diverse volte, al fine di cercare di risolvere il problema, ma senza ricevere alcun feedback. Evidentemente oberato da ben altri poroblemi! Quindi, la domanda nasce spontanea, a chi ha dato beneficio questa scelta scellerata di togliere il parcheggio destinato ai possessori di contrassegno disabili? Ovviamente a nessuno e gli unici che hanno subito il danno sono le persone che avevano bisogno di tale parcheggio!

Alla luce di quanto sopra, della non corretta gestione dei tagliandi, forse della volontà di non ledere diritti acquisiti,di non rovinarsi il vicinato; della completa anarchia nei controlli, probabilmente frutto della mancanza di indirizzamento degli organi preposti, tanto vale eliminare i parcheggi disabili e trasformarli tutti in strisce blu, a pagamento, consentendo ai disabili di non pagare il parcheggio.

Dando seguito a questo tipo di “politica”, di visione, il disabile deve essere lasciato in disparte, parcheggiato nelle strade secondarie, emarginato dalla vita isolana.

Forse, se ognuno di noi provasse a sedersi su una sedia a rotelle, “vivendo l’isola” per una settimana in questa condizione, forse apriremmo gli occhi.

Forse, se provassimo a parcheggiare a Casale Principe Umberto e procedere in carrozzella fino a piazza dei martiri, magari mentre passa un autobus, oppure un autocarro o, la lunga processione dei macrotaxi per terra murata, e soprattutto con l’attuale pavimentazione stradale, riusciremmo a capire l’assurdità della scelta di cui sopra.

Purtroppo nella concezione primordiale, arcaica e preconcetta dell’uomo, il disabile è sempre stato visto come un problema, una disgrazia capitata.

Meno male che remoti paesi meno fortunati del nostro, più dissestati dell’isola di Arturo, hanno già compreso che il disabile è un’opportunità, una risorsa che attira fondi, che convince più di cento servizi televisivi, che penetra più di tante campagne pubblicitarie di rinomati ed altisonanti colossi della finanza.

Ritornando alla nostra storia, non occorre un capitolato di spesa, ne tantomeno una ricerca di finanziamenti, basta monitorare tramite le forze dell’ordine, polizia municipale e altre, le auto con contrassegno, monitorare l’uso e la presenza dei disabili, convocare i possessori, le persone incaricate e ammonirli sull’uso dello stesso, sanzionare gli usi impropri ove presenti. Non chiediamo la luna. Chiediamo di poter esistere, di vivere come Arturo, come il suo cane Immacolatella, come suo padre Wilhelm o di Graziella oppure di Lamartine.

Chiediamo di fare le stesse cose che fate tutti voi. Voi con i vostri piedi noi con le nostre ruote purtroppo.

Che triste storia