Redazione | L’otto marzo scorso, in occasione della festa delle donne, non esitammo ad “eleggere” la procidana Rossella Lauro, donna dell’anno. La “migliore” risorsa femminile che le due isole del golfo di Napoli potesse annoverare tra i banchi delle politica. Ad oggi , forse, rifaremmo quella scelta. Ai più – come capita soventemente – quella scelta fece storcere la bocca. Cosa avrà fatto mai per meritarsi tutto ciò? Era la domanda che ci siamo sentiti dire. Bene, nelle righe che seguono sono illustrarti, proprio dalla diretta interessata, i primi 760 giorni del suo lavoro in seno all’amministrazione Ambrosino.

E stando a quanto fu illustrato in campagna elettorale nel 2015, nei mesi a venire ci potrebbe essere un rimpasto di giunta, l’occasione è giusta per ricordare a tutti il lavoro svolto.

«Sono passati due anni dall’elezione del 31 maggio 2015 che ha portato la Procida che Vorrei alla guida amministrativa dell’isola di Procida – dice Rossella Lauro –  Due anni impegnativi  che mi hanno vista  protagonista di una serie di progetti di un certo impatto per il nostro territorio.

Fin dal primo giorno era chiara che non potevo portare avanti il nuovo impegno da sola. La volontà di “raggiungere l’obiettivo insieme ai cittadini” è diventato un po’ il mio motto fin dall’inizio.

Ricordo ancora il primo articolo in cui la stampa locale si prendeva gioco del mio metodo comunicativo adottato nel momento che si aprivano i cantieri del Waterfront: bussare tutte le case del Palazzo Merlato per spiegare ad ogni singola famiglia il valore di quel progetto, proprio come un rappresentante del Folletto.

Capivo che non solo dovevo spiegare il progetto ma anche ascoltare i cittadini. Ed è stato questo scambio reciproco che mi ha dato il coraggio di avanzare richieste per delle modifiche progettuali come quella di Piazza Marina Grande: quando, infatti,  il suggerimento arrivava da chi viveva e frequentava quel luogo, capivo che esso doveva trovare spazio ed accoglienza e il mio compito era quello di chiedere un approfondimento tecnico per dare una risposta rispetto alla fattibilità della richiesta .

Immersa completamente nella nuova quotidianità, è trascorso un anno senza che neanche me ne accorgessi. Fortunatamente, in tutto ciò, sono stata sostenuta da  un percorso formativo importante e impegnativo dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che mi portava a Roma ogni due settimane per otto mesi. Il secondo anno è stato più programmatico e con strumenti tecnici ed amministrativi più adeguati in quanto cercavo di mettere in pratica tutto ciò che avevo appreso ed imparato al fine di incidere positivamente nella vita amministrativa. Ma la cosa più preziosa  che ho capito  è il valore di ogni persona al di là del suo modo di essere; ho imparato a conoscere le persone più in profondità, le dinamiche relazionali, ad analizzare le situazioni più complesse e  a misurarmi ogni giorno con tutto ciò.

Ritengo inoltre, nel non facile compito politico di realizzare il bene comune, fondamentale essere sempre molto esigenti con se stessi e valutare con obiettività e criticità i risultati ottenuti. E ritornare anche sui propri passi quando è necessario.

Questo atteggiamento mi ha aiutato a non scoraggiarmi quando ci sono state reali difficoltà che mi hanno impedito di raggiungere quei traguardi che come Amministrazione ci eravamo prefissati.  

A distanza di un anno rileggendo la relazione sul “Palazzo merlato” ho pensato a com’era prima che iniziassero i lavori, a quella estate infernale del 2015, alle polemiche successive, e mi è venuta voglia di prendere la bici e di andare al porto per guardarlo. Non sarà certamente perfetto,  ma dovendo consegnarlo entro sei mesi, pena la perdita dei finanziamenti, posso dire con coscienza che abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per impedire che l’incuria e il tempo deteriorasse  ulteriormente  questa bellezza architettonica imponente che è uno dei simboli dell’isola. Tra poco verrà effettuato il collaudo e ci potremo concentrare sulla seconda parte del progetto : il lotto B che comprende  il famoso parcheggio all’inizio di via Libertà.

Il “tirocinio” del Waterfront probabilmente resterà la scuola di formazione più importante nel mio Assessorato ai lavori pubblici. Oltre a confrontarmi con tutta la parte operativa del cantieri, c’è stato un enorme lavoro rispetto alla parte amministrativa: il passaggio da una programmazione 2007-2013 a quella 2014-2020 non è stata semplice e non era scontata.

Dopo due anni ormai comincia anche il conto alla rovescia per terminare i lavori del metano. Più della metà dell’isola è stata interessata dai lavori. Penso che il 2018 sarà un anno complesso, che necessita una programmazione attenta ed oculata perché bisognerà intervenire sull’asse principale e per alcuni mesi la mobilità sull’isola verrà cambiata. Sarà l’occasione per rifare l’impianto idrico e fognario e per riqualificare la pavimentazione delle nostre strade più frequentate.

Inoltre, è proprio di questi giorni , la notizia ufficiale dell’approvazione del progetto “Benessere Giovani” finanziato dalla Regione Campania. Nel programma dettagliato sulle politiche giovanili che abbiamo messo a punto come Assessorato, abbiamo più volte evidenziato che nostro obiettivo era quello di investire risorse nella formazione e nell’inserimento lavorativo dei nostri giovani. Oggi, c’è la certezza che con il progetto “Energie Sinergiche” abbiamo la possibilità di investire € 80.000,00 in workshop e stage per un anno nelle seguenti aree: energie rinnovabili, comunicazione, accoglienza turistica e organizzazione eventi.

Da settembre, poi,  daremo il via ad un corso di alta specializzazione  per aiutare i nostri giovani a diventare Europrogettisti. Qualifica oggi sempre più indispensabile per chi deve avviarsi  nel non facile mondo del lavoro. Inoltre  presenteremo il progetto per integrare sul nostro territorio la segnaletica turistica e verrà installata una rampa per accedere alla spiaggia sul Lungomare Cristoforo Colombo.

Tante altre ancora saranno le iniziative che ci vedranno impegnati con gli Assessorati coinvolti: dal campo sportivo al centro di via Salette, dall’accoglienza dei rifugiati, all’abbattimento delle barriere architettoniche, dal piano di azione per le energie sostenibili alla rigenerazione urbana.   Un pezzo alla volta, con determinazione  volontà e tenacia, potremmo raggiungere gli obiettivi condivisi nei gruppi di lavoro che hanno animato La Procida che Vorrei. Un ultima parola, non secondaria sul metodo. Senza retorica penso di poter affermare che oggi non sono cambiati solo  i nomi delle persone che  amministrano Procida, ma il metodo, il modo di fare Politica: continuo confronto con i cittadini, lotta alla corruzione e all’illegalità, trasparenza in tutti gli atti, bando al clientelismo, priorità assoluta al bene comune.

Logicamente  chi continua a ragionare con i vecchi schemi purtroppo farà fatica a capire alcune nostre scelte, mentre per chi ha dimostrato di guardare con occhi nuovi, senza pregiudizi e condizionamenti, ha la possibilità di notare azioni, sfumature che fanno la differenza già nelle piccole cose. Tutto è certamente perfettibile come in ogni realtà umana, – quella percentuale di errore è inevitabile e spesso funzionale all’intero progetto -. Continuiamo ad essere le persone, le idee, i volti che affrontano in prima linea le questioni più pungenti e spinose».