E’ morto il Prof. Roberto Lobello. Il ricordo di Gino Finelli

Gino Finelli – Un altro personaggio che ha caratterizzato una larga parte del nostro tempo ci lascia.

Roberto Lobello, chirurgo di rara maestria, professore ordinario di chirurgia generale dell’Università Federico II, era un uomo riservato, che amava il mare, e che aveva scelto Procida come luogo dove riposare e  trascorrere le sue meritate ferie. Amava tanto il mare della nostra Isola che trascorreva intere giornate immergendosi per conoscere meglio le bellezze dei nostri fondali. Punto di riferimento per moltissimi Procidani, nel suo reparto li accoglieva, oltre che con la sua immensa professionalità, anche con quella disponibilità e affetto che pochi chirurghi sanno dare.

Per il suo legame profondo con l’Isola avrebbe meritato la Cittadinanza Onoraria, quella acquisita sul campo per avere con la sua innata capacità chirurgica aiutato e curato una notevole fetta della popolazione.

Conoscevo Roberto fin da ragazzo, quando appena laureato mi accingevo ad entrare in quel mondo affascinante della chirurgia e mio padre, medico conoscitore profondo della sanità campana, mi incitò ad ascoltare, osservare e collaborare con l’allora giovane chirurgo, nel quale già aveva intravisto le qualità di un maestro, di colui che avrebbe potuto aiutarmi a crescere nella difficile professione di chirurgo.

Moltissimi anni li abbiamo trascorsi insieme, incontrandoci in sala operatoria, discutendo di ammalati, di problematiche universitarie, ma anche parlando delle cose più personali e spesso affidando a lui le preoccupazione dei miei cari.

A Procida, nella sua bellissima casa di Solchiaro, ho avuto anche il piacere di organizzare qualche serata, ma ancor di più negli anni 90 quando ogni estate mettevamo su una piccola compagnia amatoriale di teatro, di averlo convinto a farne parte riscoprendo così, dietro quell’aspetto riservato e silenzioso, un uomo affascinante per il livello culturale, per l’ironia e la semplicità

Ci lascia un galantuomo, quello di altri tempi, al quale si poteva chiedere un aiuto e facilmente ottenerlo, un uomo che ha sempre coniugato la sua professionalità con quell’umanità che è espressione solo di chi possiede sensibilità e quell’immodestia che appartiene ai grandi.

Il mondo della chirurgia partenopea deve onorare la memoria di un suo figlio che ha dato lustro e dignità alla specialità E Procida deve salutare con rispetto e commozione un cittadino acquisito che, oltre che amare profondamente questa terra, ha offerto sempre la sua disponibilità e la sua attenzione. Con grande affetto

 

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