Sebastiano Cultrera – Nel 1958 muore Mario Spinetti. Diventa Sindaco di Procida il prof Guido Cennamo. Da qualche anno (dal 1950) veniva ripresa la tradizione, nata prima della guerra, della Sagra del Mare, con l’elezione della Graziella. Guido Cennamo era insegnante di francese e decide di dare un tocco di internazionalità alla festa. Nel corso del discorso di saluto il Sindaco, quindi, non ha difficoltà a porgere un saluto agli ospiti dell’isola anche in lingua francese, donando un pizzico di esotismo e mostrando apertura ed accoglienza per i turisti nella nostra isola.

La cultura, e la lingua francese, poi, hanno poco (o per nulla) frequentato la Festa dei procidani.  Eppure la Graziella è il vero fulcro della festa. Ma Lamartine continua ad essere dimenticato.

In questi ultimi tre anni il turismo sta crescendo in maniera esponenziale sulla nostra isola, ed il turismo straniero, in particolare. Tra tutte le nazionalità di ospiti, quella francese è fortemente al primo posto. Per svariati motivi in Francia, Procida è fortemente di moda, come meta turistica, e lo è, in maniera trasversale, per tutte le età. Molti gruppi di ragazzi vengono orami, tra l’altro, a fare una visita alla nostra isola. Ed è un fenomeno in aumento, per via di un passaparola positivo.

Un ragazzo francese, inoltre, mi ha raccontato di una grande promozione di Procida (evidentemente di qualche azienda di viaggi), e che la metrò di Parigi è piena di grandi foto della Corricella e della nostra isola.

Quale felice combinazione ed occasione migliore, per valorizzare la Sagra del Mare attraverso le gesta del grande scrittore (e poeta e uomo politico) francese?

La 68sima Sagra del Mare non sembra aprirsi sotto questi auspici. Torna a prevalere la ricetta “Made in Sud” che piacerà, speriamo, a parte dei procidani in festa. Ma rimane lontano un nesso con la figura di Lamartine.

Già il Mare, nella Sagra è confinato, sempre più, solo nei giochi e nelle competizioni; ma, ancora una volta, Graziella sarà quasi orfana del suo Alphonse.

Un gemellaggio con il comune di Macon (luogo natale di Lamartine) sarebbe, quindi, da programmare già da settembre, per arrivare, almeno all’estate prossima con un programma articolato. E utilizzare, allo scopo, anche i rapporti in atto con le comunità di procidani all’estero (anche in Francia, come a Saint Mandrier) per fare giuste sinergie.

Al di là delle dotazioni economiche (che la Regione, purtroppo tarda a assicurare per tempo) vanno simpiegate migliori e più mirate energie per capire quale deve essere la dotazione culturale della Sagra e del suo momento clou, che è l’elezione di Graziella. Ma bisogna cominciarsi a pensare per tempo e in maniera meno provinciale. La tradizionalità e la tipicità dell’evento possono essere una delle chiavi di affermazione e di promozione della nostra identità. Ma se si perdono di vista alcune colonne portanti dell’evento si corre il rischio solo di sottolineare lo spirito stracittadino e i peggiori istinti autoreferenziali.

Procida è un microcosmo, certo. Ma non è il centro del mondo. Può tuttavia continuare ad accogliere e ad aprirsi al mondo, in sintonia con la sua storia. Per farlo deve tenere proprio quella storia di apertura al mondo come riferimento delle sue attività pubbliche più importanti.

In ogni caso, lo sappiamo, la Sagra del Mare, anche quest’anno, la salveranno le splendide ragazze e gli stupendi abiti tradizionali. Quindi: “Bonsoir mesdames et messieurs, voici la fête de la mer”!