Redazione | Inizia a produrre i primi risultati il II^ Convegno sul lavoro marittimo sul tema: “Esami professionali e programmi didattici: criticità e proposte” tenutosi lo scorso 30 settembre presso la Casa Comunale organizzato dall’avv. Antonio Carannante-Assessore al Lavoro Marittimo del Comune di Procida con il Pilota del Porto di Livorno Fabio Pagano, il Direttore di macchine Giovanni Paudice e il Capitano Nicola Salvemini del Circolo Capitani e Macchinisti di Procida. Il Convegno ospitò, ricordiamo, tre illustri armatori italiani per la prima volta a Procida: Onorato, D’Amato e D’Amico dando vita a uno stimolante dibattito.

“L‘obiettivo di questo convegno, giunto alla seconda edizione, è quello di porre Procida come riferimento nazionale del lavoro marittimo, e far sedere allo stesso tavolo marittimi-armatori-Scuola-Ministero per esaminare alcune criticità che oggi affliggono la carriera dei lavoratori marittimi ed elaborare insieme proposte per tentare di risolverle. Ebbene, come annunciammo, abbiamo elaborato e portato proposte concrete all’attenzione dei Ministeri competenti.” afferma l’Assessore Carannante.

“E con soddisfazione comunichiamo che, tramite l’On. le Carloni (presente al Convegno e che ringraziamo), le nostre proposte sono finalmente giunte nella Commissione Parlamentare Trasporti con la Risoluzione n. 7/01391 del 10.11.2017 a prima firma del Capogruppo PD On. le Tullo, e in attesa di essere calendarizzata. Un primo passo importante per tentare delle modifiche legislative che riprenderemo anche col prossimo Governo. Nulla è facile, ma occorre sempre lavorare per riuscirci. Intanto stiamo organizzando già la terza edizione.” conclude l’Assessore Carannante.

Il Direttore di Macchine Giovanni Paudice-d’Amico Società di Navigazione S.p.A, tra gli organizzatori, ricorda inoltre: “Vogliamo essere propositivi nel affrontare il tema della concorrenza tecnologica e quella di altre popolazioni che si sono affacciati al lavoro marittimo solo recentemente, rispetto alla millenaria tradizione italiana. Non si tratta di puro protezionismo del lavoratore italiano, ma di elevare qualità e dinamicità dei marittimi italiani, i quali lo sono soprattutto per vocazione.”

 

Risoluzione giunta alla Commissione Parlamentare trasporti.

“Risoluzione in Commissione IX, premesso che:

il comparto marittimo rappresenta un settore fondamentale dell’economia italiana;

la portualità in Italia, sia merci che passeggeri, genera nel complesso circa il 2,6% del PIL italiano, registrando oltre 11.000 imprese nel settore e 90.000 addetti impiegati (dati Unioncamere, 2014);

complessivamente, sono interessati dall’interscambio commerciale marittimo oltre 230 miliardi di Euro (ISTAT, 2014), che rappresentano oltre il 15% del PIL nazionale. Il cluster della logistica nel suo insieme, invece, incide per il 14% sul PIL italiano, registrando 150.000 imprese nel settore e un milione di addetti (corrispondente a circa il 5% dell’occupazione complessiva);

l’Italia inoltre è tra i paesi leader dello shipping mondiale, risultando 2° tra le flotte dell’Unione europea e 4° al mondo. Anche l’età media della flotta (inferiore ai 13 anni) riflette la vivacità di un settore in cui si continua ad investire, per navi più moderne, più sicure, più ecologiche. Ciò fa si che la maggior parte di esportazioni ed importazioni siano espressioni dell’economia del mare, in particolare nel Mezzogiorno d’Italia;

a contribuire in maniera determinante al successo di questo sistema è senza dubbio la qualità dei marittimi che vengono formati dal nostro sistema scolastico e professionale, unanimemente riconosciuta da tutti gli operatori del settore come di assoluta eccellenza;

è tuttavia importante fare in modo che i giovani formati agli istituti superiori nautici che intendano intraprendere la carriera marittima siano opportunamente agevolati in questo percorso anche attraverso un’attenzione particolare alla delicata fase successiva al conseguimento del diploma;

un primo intervento assai utile potrebbe essere quello di acquisire presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i nominativi dei diplomandi, ai quali comunicare alcune informazioni fondamentali per il prosieguo del loro percorso formativo e professionale (ad esempio la modalità d’iscrizione alle matricole della gente di mare, i corsi necessari per il primo imbarco, elementi informativi per favorire una consapevole valutazione del percorso formativo da intraprendere);

un secondo aspetto rilevante è quello relativo al sostegno economico per i giovani che intendono, successivamente al diploma, svolgere i percorsi formativi necessari per la loro qualificazione;

se infatti i giovani diplomati assunti presso grandi società di navigazione o ammessi all’Accademia del mare, effettuano tutti i corsi gratuitamente, per gli altri giovani diplomati che intendono intraprendere la carriera marittima il principale strumento di sostegno è rappresentato dalle risorse del Fondo nazionale marittimi, istituzione beneficiaria dell’importo formativo di cui al decreto ministeriale 17 dicembre 2008 destinato alla formazione degli allievi ufficiali. Il Fondo assicura un sostegno a copertura delle spese dei corsi, di vitto, di alloggio e di viaggio dei diplomati meritevoli con una votazione superiore a 75/100. Per fruire del contributo è previsto un termine, spesso molto prossimo alla data di diploma;

potrebbe essere valutata, nell’ottica di agevolare un ampliamento della platea dei potenziali lavoratori marittimi, sia la possibilità di attribuire benefici anche a diplomati nautici con punteggi inferiori a 75/100 (magari limitandoli alle sole spese dei corsi) sia quello di rendere meno stringente il termine per la presentazione delle domande (anche fino ad un anno dopo il conseguimento del diploma) così da consentire ai giovani un tempo adeguato per maturare la decisione di intraprendere o meno la carriera di ufficiale marittimo;

più in generale la formazione dei lavoratori marittimi è stata oggetto recentemente di un processo di riforma per l’adeguamento a direttive europee e alla normativa internazionale;

in particolare con il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71, è stata data attuazione alla direttiva 2012/35/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare. In attuazione di questa disposizione normativa è stato emanato il decreto ministeriale 25 luglio 2016 che disciplina i requisiti richiesti per conseguire il certificato di competenza e il certificato di addestramento;

il decreto direttoriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 22 novembre 2016 ha infine disciplinato i programmi di esame per il conseguimento delle certificazioni di competenza e delle certificazioni di addestramento per gli iscritti alla gente di mare;

la riforma è volta ad accrescere ed adeguare al nuovo quadro di riferimento la formazione dei marittimi in particolare rafforzando la conoscenza dell’inglese tecnico, ormai fondamentale per gli ufficiali;

in fase di attuazione di queste riforme si sono rilevate alcune criticità che potrebbero essere tuttavia agevolmente ridimensionate con opportuni adeguamenti delle disposizioni citate;

in primo luogo è stato segnalato un allungamento del tempo di conseguimento delle certificazioni sia di ufficiale di coperta che di macchina (per la cui certificazione è richiesto il superamento di quattro prove), sia per quella di primo ufficiale di macchina (per la cui certificazione è richiesto il superamento di tre prove);

l’articolo 6 del decreto direttoriale del 22 novembre 2016 ha infatti previsto che, qualora un candidato non superi una delle prove previste, è ammessa la ripetizione della stessa entro 12 mesi dalla data di effettuazione della stessa; la circolare ministeriale del 4 agosto 2017 ha imposto però che, ove una prova non sia superata, la ripetizione della stessa si svolga davanti alla medesima Commissione e che in generale tutte le prove si svolgano presso una sola direzione marittima o capitaneria di porto;

rendere ammissibile l’effettuazione degli esami presso più direzioni marittime abbrevierebbe sensibilmente i tempi necessari per l’abilitazione venendo incontro anche alla situazione di oggettivo disagio per i marittimi derivante dalla necessità di recarsi, talora appositamente, presso una specifica direzione marittima al fine del superamento degli esami;

inoltre potrebbe essere un opportuna agevolazione consentire l’utilizzo delle prove nelle quali il candidato è risultato idoneo come crediti nelle future sessioni di esame limitando al solo caso in cui non si superi per due volte la medesima prova la ripetizione dell’intero iter d’esame;

un secondo elemento di criticità segnalato riguarda la durata della prova di esame di inglese tecnico che è stata ridotta da 90 a 60 minuti. Tale termine appare troppo breve in relazione alla complessità della prova stessa e sarebbe pertanto opportuna una riconsiderazione dello stesso;

infine occorrerebbe intervenire sulla composizione delle Commissioni di esame in quanto spesso si verifica che ci sia un eccessivo lasso temporale tra le varie sessioni in considerazione della difficoltà di conciliare la disponibilità di tutti i commissari; a tale scopo potrebbe ipotizzarsi la creazione di un database con i potenziali membri in possesso dei requisiti opportunamente selezionati in modo da poter sostituire tempestivamente i membri che non risultano disponibili abbreviando i tempi per l’espletamento degli esami,

impegna il Governo:

ad assumere le iniziative di competenza per acquisire, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, i nominativi dei diplomandi presso gli istituti nautici, al fine di comunicare loro, al termine del percorso di studio, con una comunicazione personalizzata le informazioni fondamentali per il prosieguo del loro percorso formativo e professionale ricordate in premessa;

a favorire un’estensione dei beneficiari delle provvidenze del Fondo nazionale marittimi, assicurando anche a coloro che hanno conseguito il diploma nautico con media inferiore a 75/100 di accedere alle provvidenze del Fondo medesimo quanto meno per la copertura delle spese dei corsi di formazione;

a consentire che la domanda di accesso alle provvidenze del Fondo possa essere effettuata anche entro un anno dal conseguimento del diploma;

ad assumere le iniziative di competenza al fine di rendere ammissibile l’effettuazione degli esami presso più direzioni marittime superando le previsioni della circolare ministeriale del 4 agosto 2017;

a consentire l’utilizzo delle prove nelle quali il candidato è risultato idoneo, come crediti nelle future sessioni di esame limitando al caso in cui non si superi per due volte la medesima prova la ripetizione dell’intero iter d’esame;

a riportare la durata della prova di inglese tecnico di cui agli articoli 7, 9 e 10 del decreto direttoriale 22 novembre 2016 a 90 minuti;

ad assumere le necessarie iniziative per rendere più frequenti le sessioni d’esame per il conseguimento delle certificazioni anche valutando la creazione di un database con i potenziali membri delle Commissioni in modo da poter sostituire tempestivamente i membri che non risultano disponibili, o che danno una disponibilità parziale.”