IL SENSO DI COMUNITA’ AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: MASCHERINE IN DONO

Procida – È nelle difficoltà che da sempre viene fuori, e diviene ancora più visibile, lo spirito di una comunità. E Procida su questo può insegnare a chiunque come fare.

E così, un artigiano locale – col sostegno e il lavoro di numerose donne procidane – ha trasformato un’ idea in una grande idea, una necessità in una meritevole opera di volontariato e beneficenza per la comunità e cioè quello di produrre delle mascherine.

“L’epidemia coronavirus ha stravolto in meno di un mese la vita del mondo e Procida non è stata risparmiata – ci dice – ho cercato allora un modo per dare un contributo reale alla causa, un po’ come la storia del colibrì che nell’incendio del bosco invece di scappare insieme agli altri animali torna indietro al fiume per raccogliere nel becco 4 goccioline d’acqua da buttare sul fuoco.

Ed è così che da artigiano con una piccola attività di tappezzeria nautica e riparazioni di vele ho cominciato a ragionare su cosa servisse ad una comunità isolata, ancora di più in questo momento, dal resto del mondo dal mare che la circonda.

Ho cominciato a cucire mascherine di protezione da distribuire gratuitamente agli amici, soprattutto quelli più esposti al contagio, e in poche ore sono stato contattato da operatori sanitari, tutori dell’ordine e cittadini comuni. Ho capito subito che non avrei potuto soddisfare da solo la richiesta enorme ed è così che è nata l’idea della “fabbrica diffusa”.

E continua“Procida isola di marittimi e pescatori, santi e preti, ma sono le donne il vero pilastro della vita sociale dell’isola.

La tradizione sartoriale fa delle donne dell’isola delle alleate fantastiche per la mia attività, il loro grandissimo cuore ne completa il quadro restituendomi un esercito di pragmatismo e concretezza! La risposta è stata commovente, l’isola che mi aveva adottato ormai da 15 anni mi apriva le porte del cuore e mi mostrava un lato ancora sconosciuto ma straordinariamente bello del suo essere.

È bastato un video tutorial di pochi minuti ed un vademecum per rispettare le regole igieniche ed un kit con il materiale e le donne di Procida, in paio di giorni hanno iniziato la produzione”.

E conclude ” Attualmente abbiamo materiale per produrne circa 10.000 pezzi, supportato da alcuni volontari abbiamo stilato un elenco delle priorità per la distribuzione gratuita.

La battaglia contro il virus è appena cominciata ma il colibrì non è più solo, centinaia di piccoli uccellini stanno volando verso il fiume per raccogliere gocce d’acqua. Gocce che diventeranno un mare. Una mare grande quanto il cuore di questa comunità che ringrazierò a vita per l’insegnamento ricevuto.

Grazie Procida e forza, insieme ce la faremo!”

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