ITALO E LUIGI: UNITI NELLA PITTURA. Personale di pittura fino al 20 agosto a Santa Margherita

Procida – Due maestri in esposizione unitaria, partiti nei lontani anni ’70 sulla base di correnti pittoriche diverse hanno percorso ampi tentativi per rendere emozionante le proprie tesi pittoriche nell’ambito del post espressionismo.

Oggi, dopo tanti anni, hanno raggiunto una convergenza  ed entrambi emergono per una coincidenza di corrente artistica, che si impone sullo stesso piano di aspettativa creando emozioni, che, ove accolte, creano una simbiosi di risultati tra il “creatore”  e il “fruitore”. Si può quindi certamente parlare di “Arte contemporanea in movimento” che ha unito questi artisti e, oggi, l’evento espositivo dimostra che aspettative e progetti si sono finalmente ricongiunti”.

Questa descrizione del Direttore Artistico della “Personale di Pittura di Luigi Nappa e Italo Fiorillo”, Raffaele  Girelli, fotografa bene i due artisti e le loro opere.

Un viaggio attraverso il tempo, la memoria, l’attenzione e l’attesa di due uomini che hanno inteso l’arte come l’esistenza del loro vivere.

Un vivere completamente diverso a tratti antagonista che però mette in evidenza il lato umano e professionale dei due artisti.  Numerose sono a tal proposito gli attestati di stima e di riconoscimento di critici d’arte che nel tempo hanno apprezzato le loro opere.

Tra questi a descrivere le opere di Luigi Nappa, ci piace ricordare proprio  Italo Fiorillo:

«Il pittore Nappa che costantemente pone in essere una serie di ricerche innovative inerenti la tecnica dei colori e delle luci, in effetti, utilizza due diverse tipologie di tecniche pittoriche.  Con la prima gioca sull’ irregolarità dei soggetti che egli mette sulle sue tele privilegiando l’effetto del colore rispetto al segno grafico, colori prevalentemente morbidi che instaurano un’aspettativa di dialogo, mentre con la seconda, ricostruisce nervosamente dal nulla sensazioni vibrate e profonde in maniera marcata, spesso oggetto di correzioni e sovrapposizioni dove la fantasia, l’amore, la sessualità, l’istinto del dramma interiore, appaiono il frutto qualificabile in una unitaria ipotesi di neoespressionismo evolutivo. Luigi Nappa, ciò facendo, sa utilizzare l’arte come un messaggio culturale contro un mondo che gli appare sempre più inutile e laido e non più memore di se stesso. Oggi con chiarezza emerge l’evoluzionismo del Nappa che non solo è arte ma anche auspicio di un mondo migliore che lo colloca certamente nell’ambito dell’ultima forma del neo espressionismo e cioè quella che oggi è la corrente pittorica chiamata avanguardia evoluzionista»

Per il maestro Italo Fiorillo prendiamo a prestito quanto detto dal critico e maestro d’arte Alfio Borghese:  Fiorillo dipinge l’essenziale, disegna con tratti unici e decisi i suoi nudi di donna, affonda il pennello sulla tela per realizzare immagini alcune volte monocrome alternate ad altre policrome dove il colore prevale sulla forma.  Usa la spatola su supporti più resistenti per paesaggi che fondono insieme le Meraviglie, il cielo e il mare della sua Napoli.  La china per silhouette di corpi senza volto e senza chiaroscuri, l’apparente semplicità e caratteristica di questo artista divenuto cittadino di Roma con il suo celebre studio di avvocato accolto nella capitale all’ottava e non ha mostra d’arte al Palazzo delle Esposizioni.  Delfino neo espressionista fonde momenti di grande forza emotiva ad altre di nostalgia evocativa con ricordi presenze e assenze. Compone e scompone le sue immagini in un racconto intimo alla ricerca di un senso comune nell’attuale società nella speranza e convinzione che il sapere l’arte e la bellezza siano la strada per il progresso dell’uomo.  Rifuggendo dall’ accademismo Fiorillo si impone con la sua pittura energica e vitale dove la luce, la protagonista dell’opera, ne delinea i contorni e penetra nei volti e nelle figure nei paesaggi e nell’anima»

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