Redazione | Continua la spending review Caremar, ovviamente tagli e riduzioni solo a discapito dei lavoratori dipendenti della nuova Caremar. La sorpresa, in queste ore, viene da un documento con la quale l’ufficio armamento ha deciso il taglio del personale.

Senza entrare nel merito delle varie diminuzioni delle tabelle di armamento – cosa troppo tecnica – tra varie aree operative (A_B_C) a bordo di una nave.

Ovviamente a risentirne di questi tagli è il servizio, la sicurezza e la qualità dei trasporti. Ma questi agli organismi di controllo, alle compagnie non interessa, se non dinanzi alle tragedie e quando a tutti i costi bisogna trovare un capro espiatorio

A dispetto dei tanti avvenimenti che hanno visto come protagonisti incidenti navali dovuti a errori umani o malfunzionamenti tecnici, il fattore sicurezza è sempre più importante nelle dinamiche di bordo. A chiacchiere tutte le compagnie di navigazione hanno concentrato la loro attenzione sullo sviluppo ed il rispetto delle norme che tutelano i passeggeri durante il viaggio.

Ciò significa dotare le proprie flotte degli standard previsti dal S.O.L.A.S (Safety Of Life At Sea), preparare e addestrare il personale di bordo a gestire ogni situazione d’emergenza, oltre che fornire ai propri ospiti tutte le informazioni necessarie, nelle principali lingue straniere, per far fronte ad un eventuale pericolo durante la traversata. Il che però contrasta con quanto poi si verifica concretamente e nella fattispecie con la riduzione di equipaggio.

Tutto ciò ovviamente viene costantemente monitorato anche dagli enti locali delle isole del golfo di Napoli e anche l’amministrazione comunale di Procida è sempre più preoccupata per l’evolversi della gestione dei trasporti nel golfo di Napoli in seguito alla privatizzazione della Caremar.

A lanciare un ulteriore grido di allarme sono Lucia Mameli, delegata ai Trasporti e l’avv. Antonio Carannante, con delega al Lavoro marittimo dell’amministrazione.

«Siamo consapevoli che la precedente gestione della Caremar era per certi versi deficitaria, ma si ha sempre più l’impressione che si stia eccedendo in senso opposto. Ciò che preoccupa è che una gestione ossessiva della parte economica sia in danno dell’utenza, e questo non è ammissibile. Il collegamento con la terraferma per noi isolani è inviolabile e deve avvenire nella massima sicurezza», afferma Lucia Mameli.

Sullo stesso tenore anche l’assessore Carannante: «Un primo segnale di allarme ci fu nel gennaio 2016. Come amministrazione fummo costretti ad allertare la Prefettura a causa di condotte antisindacali degli armatori privati SNAV-RIFIM in violazione del diritto allo sciopero che mettevano in serio rischio i collegamenti creando stato di tensione sociale. In quell’occasione i marittimi lamentavano l’avvenuta compressione dei periodi di riposo e della turnistica di lavoro, nonché la considerazione come ore di riposo delle interruzioni per i pasti, che finivano con il pregiudicare sulla sicurezza del servizio pubblico in questione. Ci risulta che nel frattempo sono stati avviati anche dei contenziosi».

«Anche per questi motivi – e continua l’Assessore Carannante – non ci rincuora affatto la notizia degli ultimi giorni che la società Caremar, sempre per tagliare i costi, durante la stagione invernale ha ulteriormente tagliato il personale in dotazione dei traghetti da 14 a 10 unità, e precisamente con la soppressione del primo ufficiale di macchine, giovanotto di macchine, cameriere ed elettricista. E’ vero che durante la stagione invernale è stata di conseguenza ridotta anche la portata massima dei passeggeri dei traghetti (690 passeggeri ridotti a 390), ma è innegabile che ridurre all’estremo lumicino il personale mette in pericolo la sicurezza della navigazione e le vite umane in mare. E’ anche una questione di buon senso. Ci sono diverse corse al giorno da fare e Comandanti che con la nuova turnistica non riposano da mesi con conseguente aumento di stress che incide sulla prestazione lavorativa e quindi sulla sicurezza del servizio, inoltre, ad esempio, la figura del cameriere era prevista anche per l’accompagnamento dei disabili. Adesso chi lo farà?»

«Sia ben chiaro – e conclude la delegata ai Trasporti Lucia Mameli – non vogliamo entrare nella disciplina dei rapporti di lavoro, anche perché non è di competenza degli enti locali, ma invitiamo gli armatori e all’Autorità marittima a rivedere queste decisioni dettate solo dal fattore economico prima che si verifichi qualche sinistro e sia troppo tardi».

«Qualche posto in lavoro in meno – conclude l’Assessore Carannante – oltre a non salvare il bilancio della società può pregiudicare la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare. Gli armatori sappiano che continueremo a vigilare a tutela della comunità procidana, e agiremo in tutte le sedi competenti affinché il collegamento con la terraferma avvenga sempre nella massima sicurezza».