Redazione | Diversamente non poteva essere. La questione dell’accoglienza immigrati sull’isola di Arturo ancora non è stata digerita. A dire il vero le occasioni di confronto non sono mancate, seppur risicate, ma il malcontento verso una decisione che appare quanto meno “azzardata” secondo una buona pare di Procidani, torna prepotente a farsi sentire. Negli ultimi mesi dietro la tastiera di fb, social o giornali, si sono alternati pareri favorevoli e pareri contrari. E come sempre la disputa diventa tra chi è contro o a favore per partito preso, contro a favore,  per difendere questo o quell’interesse. Come da mesi auspichiamo, è solo attraverso la conoscenza del fenomeno che si può avere un quadro più chiaro della situazione e non attraverso la strumentalizzazione di questo o quel fatto.

Nell’isola già vivono (e convivono egregiamente) numerosi ospiti provenienti da paesi comunitari ed extra comunitari. Inoltre l’isola ha nel dna un tasso di apertura all’accoglienza e alla tolleranza. I nostri marittimi hanno girato il mondo, i nostri emigranti si sono insediati in America, Argentina, Australia, ed altri paesi europei ed extra europei, in  cerca di pane e lavoro. Perché dunque chiudersi in un atteggiamento di chiusura, da “isolaisolata” e non da “isola che si proietta nel futuro”? Certo va compreso il timore e lo smarrimento, specie a fronte di episodi negativi accaduti in altri paesi italiani. Ma è forse il caso di fare uno sforzo per calmare gli umori della “pancia” e cercare di far funzionare sentimento e ragione. Certo è che bisogna adoperarsi a che i nuovi arrivati, sistemati presso strutture private familiari diffuse sul territorio (questa sistemazione ci convince più di quella di ospitare i migranti in un’unica struttura, poi rilevatesi fallimentare come ai tempi del terremoto) possano integrarsi non andando a zonzo per il paese, ma impegnarli, oltre che a livello culturale, con corsi di lingua italiana, in lavori socialmente utili alla cittadinanza.

Dopo l’estate – dunque –  tra una sagra, un banchetto, un comunicato, un contro comunicato, nell’agenda politica dell’isola torna prepotente il tema  – come dicevamo  – dell’accoglienza dei migranti. A dare il là ad un nuovo dibattito, è stato l’ex Sindaco Luigi Muro, che dalla sua pagina fb ha espresso la sua opinione in merito. La discussione che ne è nata è stata molto articolata e del resto diversamente non poteva essere visto il ruolo che ha ricoperto ( e che ricopre) l’ex sindaco. .

Scrive Luigi Muro: «Mi sono convinto a scrivere il post perché una questione cosi complessa( come quella dell’accoglienza dei migranti ndr )  non può essere affrontata in una breve battuta. Premetto che ci sono dei punti ( soprattutto di natura amministrativa) che al momento non consentono un giudizio perché ancora poco noti e pubblicizzati ma sui quali vi si potrà ritornare in seguito ma un parere sulla ” operazione” generale è certamente proponibile.

Prima questione: si sgombri il campo dal decretare i buoni ed i cattivi oppure discettare sull’ accoglienza o meno.
E’ ovvio e scontato che una volta accettata la permanenza a Procida da parte del Comune, i migranti si debbano accogliere con ogni massimo rispetto, umanità e civiltà ma il punto principale era ed e’: quale utilità porta alla COMUNITA’ procidana una scelta del genere?

Non mi si dica che la cosa sia stata imposta perché cosi non è e comunque non è la prima volta che ci si oppone( con esiti vittoriosi) a scelte imposte dall’esterno. E’ evidente che c’ e’ stato il ( legittimo) consenso della Amministrazione ma proprio il fatto che si voglia far credere alla imposizione rende torbida tale posizione.

Se proprio doveva essere sarebbe stato molto più opportuno un VERO coinvolgimento della popolazione su un argomento certamente non presente in alcun programma elettorale. La tanto sbandierata partecipazione per il bene comune avrebbe dovuto chiarire in cosa si concreti il bene comune dei procidani in una scelta del genere.  A meno che non si voglia far passare per bene comune qualche agevolazione per il Comune o la pioggia di danaro che investirà qualche operatore sociale e qualche associazione. Quindi a mio avviso NESSUNA utilità per la comunità procidana.

Andiamo avanti : le anime pie mi obietteranno che è compito di ciascuno provvedere ad aiutare i deboli.
Io rispondo cosi: non è certamente compito degli enti locali risolvere problemi internazionali e certamente non doveva essere l isola più densamente abitata di Europa e con una vocazione turistica crescente a farsi carico di tale problema con persone che non potranno nemmeno lavorare in regola perché appunto non in regola. A mio avviso il problema va risolto dalla comunità internazionale spendendo i miliardi di euro non in un rivolo di micro interventi ma con un grande intervento strutturale nei territori di provenienza dei migranti costruendo infrastrutture e facendoli lavorare con tutte le garanzie nei loro territori. Da ultimo ma non per importanza i problemi concreti di integrazione, ordine pubblico e di convivenza con persone che la difficoltà della vita ha reso aspre e fuori controllo. Perché il governo italiano con il ministro Minniti, sta agendo cosi risolutamente? Mica siamo di fronte ad un pericoloso governo leghista. In conclusione ( in un storia non ancora scritta ) una vicenda poco chiara , poco logica e con enormi margini di preoccupazione».