LE ELEZIONI CHE VERRANNO.Vincenzo Capezzuto jr: “Dobbiamo gettare le basi per il prossimo decennio che sarà decisivo”

Procida – Passata anche la settimana dell’epifania, ritualità del Natale e dell’ultimo dell’anno, la politica isolana accende i riflettori in vista della volata per le elezioni amministrative della prossima primavera.

Tra chi preferisce mascherarsi dietro vari “non so, ci sto pensando, forse si, forse no, non mi candido” c’è chi come Vincenzo Capezzuto Jr, ex assessore e consigliere comunale, inizia a definire quelli che a suo modo di vedere sono alcuni aspetti dello scenario politico isolano, fotografando altresì alcuni temi di cui, chi vorrà amministrare l’isola, dovrà occuparsi:

“2020. Anno nuovo. Decennio nuovo! Anno bisestile. Anno funesto? Bah vedremo – esordisce Vincenzo Capezzuto Jr – Di certo anno di elezioni. Tra pochi mesi i procidani saranno chiamati a scegliere e probabilmente, salvo sorprese, la scelta sarà tra l’esperienza e le indubbie capacità di Luigi Muro che tornerebbe a ricoprire la carica di sindaco dopo ben 15 anni dall’ultimo mandato e la riconferma della novità Ambrosino azzoppata da diverse fuoriuscite e disgregazioni interne deluse, a loro dire, dalla mancata attuazione del programma di quella che fu la “Procida che vorrei”.

Ci prepariamo, quindi, al solito tran tran di riunioni, proposte, programmi ed idee tutte belle e suggestive che potranno affascinare o meno l’elettorato. Ci domanderemo ancora una volta cosa fare di terra murata, come difendere l’ospedale, come recuperare Vivara (sempre se sia ancora possibile), cadremo ancora nell’assurda e campanilistica contrapposizione divieto si – divieto no, ci domanderemo se dovremmo tornare a proteggere seriamente il nostro mare, quali lavori pubblici sono più importanti ecc. Insomma torneremo sempre sui soliti argomenti sperando di trovar questa o quella soluzione.

A mio giudizio, invece, per chi come me questa volta ha intenzione di cimentarsi nella campagna elettorale il dato di partenza imprescindibile deve essere uno: il Turismo e la Cultura che da esso ne deriva o ne dovrebbe derivare.

“La Procida 2020 è una Procida diversa da quando Luigi Muro e lo stesso Dino Ambrosino hanno cominciato a far politica – e continua – Una Procida che ha finalmente trovato, per scelta o per fortuna, una seria, concreta alternativa al mare che ha contagiato ogni attività produttiva e commerciale al di la che fosse o meno legata al turismo stesso.

Ma cosa è il Turismo lo sappiamo davvero? Di certo non siamo ancora SISTEMA e qualcuno di noi ancora pensa che turismo equivalga alla triade “posto letto – posto spiaggia – posto al ristorante”. Nulla di tutto ciò! Questo è ciò che a livello singolo ci siamo o meno meritati per bravura o per fortuna. Non importa. Sarà bello vedere nuovi bellissimi hotel che aprono, ristoranti con piatti sempre più appetitosi e spiagge piene di bagnati. Ma tutto questo se non facciamo altro un giorno vicino o lontano avrà fine e emuleremo altre località (anche la nostra vicina Ischia) ricorrendo a politiche low cost che equivale a fare la “guerra tra poveri”. Se abbiamo presenze da febbraio a novembre e non più nei tre mesi estivi vuol dire che qualcosa è cambiata. Procida per fortuna non è più un luogo dove fare “il Bagno” a due passi da Napoli. Dal “Postino” in poi il mondo intero ha scoperto un’altra Procida. Si è innamorato della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, dei nostri panorami meravigliosi che si godono da qualsiasi punto in cui ci si trova”.

“Ed a questo mondo – e conclude Capezzuto Jr – ora noi dobbiamo dare una risposta. Questa è la vera sfida del prossimo decennio. ASCOLTARE che ci onora di scegliere la nostra isola. RECEPIRE le critiche come incentivo a migliorarsi. STUDIARE come poter migliorarsi giorno per giorno creando in armonia (!!!) quella CULTURA DEL TURISMO che ancora ci manca. Un ruolo importante lo potrebbero avere i tanti nostri cari sparsi per il mondo che forse riescono ad avere quel giusto distacco dal territorio per darne un giudizio più obiettivo e meno di “comodo”

Ben venga la svolta a Terra Murata, spiagge più ampie e magari baie più vuote (!), nuove attività ovunque e benessere diffuso, ma a nulla servirà tutto ciò se non saremo in grado di sognare e di immaginare un vero, radicale cambio nelle nostre pessime abitudini rinunciando ognuno ai propri benefici in cambio di uno collettivo. Viviamo malissimo in un posto bellissimo. Cambiamo per noi stessi. Smettiamo di essere folli in negativo e diventiamolo in senso positivo creando una Procida nuova, moderna, solidale, orgogliosa. Ci vuole solo un po’ di coraggio. Buon elezioni a tutti”.

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