L’editoriale di Gino Finelli: «Ogni cosa deve avere un senso»

Gino Finelli | Già di per se lo scenario della Corricella rappresenta un esempio della storia e del modo di vivere della popolazione isolana. La caratteristica architettonica e la sua posizione geografica, con una spiccata esposizione a sud, lascia comprendere il perché di quelle casette arroccate l’una sull’altra, il perché dei colori così vivaci e facilmente riconoscibili da lontano, il perché del suo piccolo porticciolo.

Un sistema semplice e, allo stesso tempo, complesso di cooperazione e solidarietà indispensabile, all’epoca, per la sopravvivenza. Non serviva infatti il telefono, bastava la voce che propagava notizie, chiedeva soccorso e dava informazione. Il sole come luce  scaldante,  il mare come elemento primario di sopravvivenza.

Un presepio naturale che operava nella assoluta complicità dei suoi abitanti e in armonia con la natura, spesso difficile da affrontare. Il mulo saliva le scale, quando occorreva, per raggiungere la parte centrale dell’Isola e le barche fungevano da traghetto per il porto vicino. Un microambiente nel quale la natura si fondeva con la popolazione in un mixer di armonia e di rispetto reciproco.

In questo scenario antichissimo intere generazione si sono succedute e con esse sono state tramandate leggende, tradizioni, i lavori, ma soprattutto quell’aspetto solidale di vita sociale così lontano dal vivere e dal percepire il mondo di oggi.

Poi è accaduto che questo luogo, scenario di films e di pubblicità, rievocando il suo passato nello sguardo dell’osservatore, abbia attratto, con il suo fascino, l’attenzione di quanti non solo non lo conoscevano, ma lo denigravano per la mancanza delle solite attrattive ludiche legate alle vacanze e all’effimero senso del divertimento.

 Un po’ alla volta uno, due, tre, quattro e via via sempre più bar e ristoranti hanno finito con l’occupare la piccola banchina del porticciolo, le casette colorate, con le tipiche scale dell’architettura mediterranea, sono divenute luoghi richiesti di vacanza e, molte di esse, sono state cedute ed infine il piccolo porto invaso da imbarcazioni da diporto hanno finito con il dare un assetto diverso a quel luogo che, per secoli, è stato il simbolo dell’Isola, lo scrigno del suo passato, il luogo dove storia tradizioni e leggende si fondevano in una sorta di scatola da custodire e lasciare come testimonianza alle generazioni future.

Ora mi si dirà il progresso, l’evoluzione dei tempi, le nuove necessità della popolazione e così via . Tutto giusto e assolutamente condivisibile, ma nel rispetto dei luoghi, con una programmazione attenta e conforme agli spazi e all’immagine del sito. Una programmazione non invasiva, non destruente   che continui a richiamare alla memoria la sua storia e che lasci quell’immagine di mondo incantato che, per anni, ha rappresentato il simbolo della Corricella e che è stata anche la ragione del suo successo.

Che non vi sia un ascensore, una scala mobile può non essere uno scandalo se fosse stato preservato il territorio nella sua ragione storica, lo diventa, quando avendolo ampiamente violato modificandone addirittura il suo ruolo e la sua immagine, non si adegua il sito rigenerato per nuove attività, alle necessità di chi, per disgrazia, non può usufruire delle sue gambe.

Ho preso spunto da questa problematica per esprimere tutto il mio disappunto per il disordine e la mancata programmazione del territorio che, se anche si volesse rendere turistico ed aprirlo all’accoglienza dei visitatori, necessità di una regolamentazione che tenga conto degli spazi utilizzabili   senza alterare la magia del luogo, la sua storia e le sue tradizioni, ma soprattutto che tenga conto  su  cosa si vuole che la Corricella, più volte considerato un sito, a buon ragione,  degno di essere collocato nel patrimonio dell’umanità, debba rappresentare per l’Isola di Procida.

Come dice Vasco Rossi ogni cosa deve avere un senso e  ad oggi “un senso non ce l’ha”

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  1. gep p /

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    del tutto l’articolo.

    Posso solo aggiungere che noi procidani siamo autolesionisti e masochisti.

    La Corricella,cosi pure la chiaiolella,e M.Grande

    erano splendenti nella loro naturalezza.Non a caso ,hanno girato films e attori straordinari e scrittori eccelsi l’hanno osannata.

    Ora è un cesso all’aperto.

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