L’EDITORIALE DI GINO FINELLI. PROCIDA: APPELLIAMOCI ALLA SPERANZA

Redazione | Alle soglie del 4 marzo, quando dovremo recarci al seggio elettorale per esprimere la nostra preferenza ci assalirà il solito dubbio: chi votiamo?

Se facciamo parte di quella ampia categoria di elettori che ancora non hanno deciso e, sono quasi la metà degli aventi diritto al voto, ci poniamo il solito ed inquietante interrogativo: votiamo o non votiamo. Se ci asteniamo deleghiamo ad altri la nostra vita, ma di certo esprimiamo con l’astensione un dissenso evidente verso la politica ed i suoi governanti di questi ultimi anni. Si ma in questo caso cosa accade? Accade che chi vince si affretterà ad esprimere la sua assoluta preoccupazione verso il fenomeno dell’astensione, si dichiarerà pronto, la parola più comunemente usata dai nostri politici, a costruire un nuovo modo di far politica, una nuova classe dirigente credibile ed onesta in modo da far riavvicinare i cittadini alla politica. Lo stesso, che dirà tutte queste cose, poi governerà e farà quello che i soliti potentati gli indicheranno e accetterà i soliti compromessi pur di mantenere la sua posizione, tradendo, come spesso è successo, i suoi elettori. Attiverà tutte le procedure per la ricerca del consenso e la ruota continuerà a girare, come ha sempre fatto, con la stessa musica.

Ma se decidiamo di votare, all’entrata del seggio soffermando la nostra attenzione sui cartelli elettorali e sui leaders e con essi i candidati, ci assale un dubbio: affidiamo a questo o a quello il nostro destino e quello dei nostri figli; accettiamo per buone le loro proposte e con esse le cose dette “tanto per dire” in campagna elettorale; giriamo la testa e scegliamo “il meno peggio” secondo un soggettivo parametro; facciamo un’analisi di quanto ascoltato e letto, ritornando indietro nel tempo e immaginando di vivere in un’epoca ideologica, appellandoci ad essa; sempre bendati diamo la fiducia  a quanto è rimasto di un tempo che fu?
Interrogativi che passano veloci nella nostra mente prima di entrare in cabina e mettere una croce o chiudere la scheda senza segnarla.

In un’epoca di vuoto ideologico e di assoluta mancanza di valori sui quali l’umanità ha costruito da sempre il suo futuro, appare oggi evidente la nostra difficoltà che, per le generazioni come la mia, apre la strada ad una enorme visione pessimistica e  ci lascia in quel vuoto in cui spesso risiede la negatività e con essa  il desiderio di non partecipare.

Il partito dei delusi, dei coerenti, degli offesi dalla malapolitica e dall’inefficienza dei nostri governanti, pur vincendo, dunque, la sfida elettorale subisce, nel silenzio delle proprie considerazioni, la sconfitta ed è costretta ad accettare, suo malgrado, il nuovo progetto di governo.

Vincere, quindi, per non contare, sentirsi emarginati da chi, minoranza, assume le redini ed il controllo con una finta maggioranza del nostro avvenire.

Allora pur tappandoci il naso, chiudendo gli occhi e immaginando qualcosa di positivo, dobbiamo tutti partecipare e il 4 marzo essere davanti al seggio elettorale pronti ad esprimere il nostro voto. Dobbiamo scovare, cercare, e finalmente trovare, nelle offerte politiche sia pur modeste, qualcosa di positivo su cui basare la nostra speranza e qualche piccola aspettativa.

Bisogna esprimere un consenso che alla base abbia un analisi attenta, scevra da riferimenti personalistici o da promesse ricevute, perché questa volta ci giochiamo per davvero il nostro futuro, ci giochiamo quanto è stato realizzato in oltre cinquant’anni anni di democrazia e di benessere, ci giochiamo l’immagine dell’Italia nel mondo e con essa i destino delle nuove generazioni; ci giochiamo la sopravvivenza di chi oggi, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, ha diritto di vivere la terza parte della sua vita in uno stato sociale.

Io quando sarò davanti al seggio, prima di entrare e votare, mi soffermerò ancora una volta sull’offerta politica e non apporrò la croce dell’ignoranza, dell’indifferenza e del menefreghismo, ma quella della consapevolezza di una scelta oculata, ragionata e profondamente legata a quei valori che sono e saranno sempre alla base della nostra cultura e della nostra democrazia.

Votare è un diritto-dovere, ma diventa dovere solo quando si fa parte di un sistema che tiene conto e premia le qualità, le capacità, la correttezza e coerenza di comportamento; un sistema che svolga il ruolo politico nel rispetto della nostra costituzione con  quella dignità spesso abbandonata e persino derisa.

So che sono solo belle parole, ma la speranza che alimenta anche nella malattia la voglia di vivere, è quella a cui dobbiamo appellarci per continuare a credere nella nostra Italia.

There are 11 comments left

  1. gep p /

    Prof .Finelli

    io,al contrario di Lei,penso che non andare a votare sia un toccasana ,un vero voto politico.

    Un voto ,di condanna assoluta x questi pseudo politici,il cui unico scopo è l’ottenimento di un posto a sedere.I nostri aspiranti politici sono così insignificanti e inutili ,che non vale la pena di votarli. Il mio unico desiderio ,visto che ,sicuramente,non si raggiungerà una maggioranza coesa,è l’arrivo di una commissione esterna formata da un rappresentante del F.M.I , da un rappresentante della BCE,e da un funzionario della Banca Centrale Tedesca. Forse,ci salveremo…..

  2. Carmine /

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    Grande Gino !

  3. Carmine /

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    La presentazione del candidato di Forza Italia è stata una vera delusione nessuna novità sempre gli stessi che hanno rialzato la testa forti del consenso di Berlusconi. Muro vuole cogliere l ‘occasione delle politiche e quindi del consenso dello stesso Berlusconi per accreditarsi dei voti non suoi far passare nell’ opinione pubblica l’idea che lui ancora gode di tanti voti.Per iniziare con i soliti nostalgici la strategia per le amministrative.La Meloni non lo ha voluto e così il solito consigliere pluripartitico gli ha consigliato di entrare in Forza Italia in previsione di un governo Renzi-berlusconi.E’arrivato il momento che Ambrosino e compagni inizino la campagna elettorale per le comunali smettendola di considerare i cittadini degli avversari , in quanto il loro dissenso oggi largamente diffuso ha ridato coraggio a Muro di scendere in campo.

  4. Nunzia /

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    Condivido la tesi di Carmine anche io sono fortemente incazzata con gli attuali amministratori ,ma non voterei mai Muro.A questo punto mi tengo Amrosino e company

  5. Mario /

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    Mario ho letto sulla stampa che Muro abbia attaccato Capezzuto durante la presentazione del candidato Nappi.Lui smentisce e dice di non averlo assolutamente nominato. Il fatto riportato dalla stampa sembrerebbe aver innervosito i leader del partito a Napoli, i quali stavano ricudendo alcuni dissapori con l’ex Sindaco.La situazione sembrerebbe diventare alquanto complicata in quanto a Roma persone vicine a Berlusconi considerano Muro un traditore entrato alla Camera dopo le dimissioni di De Siano e poi passato nelle fila del nuovo partito di Fini.Berlusconi a cui alcuni importanti esponenti di Forza Italia si siano rivolti si sia incalzato con la Carfagna autrice per intermediazione di Bocchino dell’entrata di Muro

  6. Mario /

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    Quando mi verrà data la possibilità Vi spiego come si crea il consenso patologico e la funzione delle partecipate nel tempo per alimentare il consenso.
    Poi vi spiego negli anni la funzione della Commissione Edilizia
    Infine i rapporti di consulenza ed altro il tutto finalizzato ad alimentare il consenso

  7. Cosimo /

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    Dott. Finelli ha ragione Geppino Pugliese e sa perchè :
    Oggi Forza Italia sale nei sondaggi senza un reale motivo politico non possiamo pensare che i personaggi che la conducono possano essere attrattivi politicamente vedi Cesaro,De Siano,Carfagna e lo stesso Berlusconi eppure accade. Ha mai assistito ad cambio di corrente marina che riesce a trasportare cose e persone nonostante la resistenza degli stessi,si chiamano flussi elettorali inconsapevoli , il più delle volte irrazionali . Lei sa che non esiste più una classe borghese oggi convivono poveri e ricchi,ma chi determina l’andamento del voto e quindi dei governi sono i poveri che aggrappandosi alla speranza provano e riprovano in cerca di una soluzione che non avverrà mai.

  8. Alessio /

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    Caro Direttore Le spiego al fine che Lei possa fare chiarezza che intezioni di voto a livello nazionale sono queste e potremmo con il vostro aiuto riportarle a livello locale :
    Forza Italia a livello nazionale ad oggi è in crescita e si attesta al 19% il che vuol dire che a Procida si parte su un campione di 6000 votanti da un voto locale per il partito di 1.140 voti a prescindere dalle influenze locali.
    Il movimento 5 stelle a livello nazionale ad oggi ha una percentuale del 25% il che vuol dire che a Procida potrebbe raccogliere 1500 voti a prescindere dalle influenze locali
    Il Pd ad oggi le percentuali nazionali lo danno al 22% il che vuol dire che ha Procida potrebbe raccogliere 1320 voti a prescindere dalle influenze locali.
    Le ha sicuramente inteso il perchè di questa breve sintesi

  9. Alessio /

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    Aggiungo che in sedi Napoletane di partito i referenti locali già si stanno vendendo il risultato elettorale per esempio
    in Forza Italia si dirà che il voto sul solo simbolo e attribuibile a tizio e il voto solo sul candidato è attribuibile a caio.
    Giochi elettorali per avere un domani delle influenze politiche

  10. Alessio /

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    Tutto ciò sapendo che naturalmente accadrà , ma loro se ne prenderanno un merito.
    I famosi Consiglieri politici pluripartitici hanno consigliato per i partiti che raccolgono maggiori consensi posizionamenti in previsione della amministrative. Ma io ritengo che in quella occasione ci saranno altri fattori che determineranno la scelta dell’elettore.Tutto chiaro !

  11. luigi finelli /

    Vedo che comunque la si pensi le mie riflessioni hamnno contribuito a sviluppare una dialettica sempre propositiva sull’argomento. Sono soddisfatto di suscitare un dialogo aperto ed un confronto sempre utile

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