L’EDITORIALE di Sebastiano Cultrera: L’EUROPA PUO’ SERVIRCI

Sebastiano Cultrera – Per prima cosa vi dò una notizia. Domenica scorsa a Procida si è votato per l’Europa.

È UNA NOTIZIA, perché la maggior parte dei cittadini, e la quasi totalità dei protagonisti, la ha ignorato. Visto che essi hanno vissuto le elezioni di domenica come se fossero state elezioni comunali (che, invece, si svolgeranno fra una decina di mesi, circa).

Che Europa si aspettava un cittadino procidano che è andato a votare? Probabilmente nessuna.

Il cittadino medio ha votato solo nella speranza di confermare un qualche sviluppo positivo (a suo giudizio o secondo il proprio “particulare” interesse) dell’andazzo pubblico o, viceversa, di modificare l’andazzo negativo (a suo giudizio o secondo il proprio interesse) della cosa pubblica di oggi, sperando in un “ritorno al futuro”.

Mi è, certo, capitato di incontrare amici e concittadini che mi chiedevano dell’Europa, ma quasi sempre in termini negativi; visto che la propaganda dominante dipinge l’Europa come matrigna. Qualcuno (ma pochi, da contarsi nelle dita di una mano) mi hanno detto di votare nella speranza che una Europa cambiata potesse continuare ad essere la garanzia di pace e benessere che è stata per decenni per i popoli europei. Tuttavia a Procida avrebbe di gran lunga vinto l’opzione europeista; e gli euroscettici (che corrispondono soprattutto ai partiti di governo) sono stati minoritari. Ma ho scritto “avrebbe” proprio perché dubito che la ragione di tale voto vada ricercata in una logica di scelta europea.

Spero, tuttavia, che tutti gli eletti al Sud, per lo meno, si ricordino di Procida. Ma temo che la quasi totalità di loro non li rivedremo per altri 5 anni. Alla fine, tra tutti i voti profusi dai cittadini procidani l’unico per il quale mi sento di mettere la mano sul fuoco sul suo ritorno e impegno per Procida sarà Giosi Ferrandino, non fosse altro perché abita ad un tiro di schioppo da noi. Scommettiamo?

Ma è passata la tempesta e ora che le elezioni comunali (oops Europee) sono finite possiamo parlare finalmente di Europa.

A cosa può servirci? Deve servirci per consolidare la nostra identità e a proiettare l’immagine, e le attività di Procida in giro per il mondo, a partire, appunto dall’Europa. Deve servirci per supportare le “rotte” del lavoro e dell’impegno procidano nei mari del mondo, favorendo normative e procedure migliori e più adeguate, favorendo la difesa dei commerci, della libera circolazione di cose e persone, della difesa dell’ambiente (marino in primis), non solo del mare che bagna l’isola, ma di tutti i mari europei. Deve servirci a difendere la nostra pesca e favorire progetti di valorizzazione del pescato, che non cadano dall’alto ma che vengano promossi dal basso con gli operatori del settore. Deve servirci per sostenere un turismo identitario che (si è visto) è la cifra vincente per la nostra isola. Deve servirci per affrontare, in una dimensione più ampia possibile, le nostre criticità, a partire da quelle geofisiche (coste e arenili) a quelle strutturali, in primis una nuova ed organica visione per una mobilità alternativa più efficiente e meno impattante.

Deve servirci, in definitiva, per rendere Procida una isola più accogliente e più vivibile, per primo per i procidani stessi; e deve servirci per costruire e consolidare una rete di Procida (e procidani) nel mondo che esiste e può e deve diventare una risorsa, anche economica, per i Giovani. E, appunto, deve servire ai Giovani, perché essi sanno che il futuro dell’isola, e di loro stessi, non si compie all’interno dei nostri tre km quadrati, ma dipende dalla capacità di aprirsi ed interagire con il mondo (cui il mare ci unisce).

Il mondo reale va avanti, per fortuna, anche indipendentemente dalla politica, ma speriamo che la buona politica, e una nuova buona politica europea ci sia di sostegno.

Un esempio clamoroso del mondo che va avanti (cui dobbiamo guardare con attenzione) viene dal processo di fusione FCA con Renault. La politica, ovvero la PROPAGANDA POLITICA ci stava raccontando di una ostilità mai vista tra l’Italia e la Francia (Di Maio coi gilet gialli, Salvini coi migranti, richiamo dell’ambasciatore etc.).

Il mondo delle cose reali, dell’economia vera, mette le cose al loro posto. Insieme, le eccellenze tecnologiche ed imprenditoriali di Italia e Francia si presenteranno al mondo; per competere con tutti i colossi, anche forti dell’alleanza acquisita con la Nissan (e quindi con apertura ai mercati e alle tecnologie asiatiche).

Procida deve immaginare il proprio futuro in questa visione ampia e generosa. L’EUROPA PUO’ SERVIRCI SE VOLIAMO ALTO NELLE IDEE E NELLE PROPOSTE.

Non possiamo limitarci a giudicare la classe politica con le miserie che circolano (da una parte e dall’altra) sui social.

Le reciproche accuse a chi è più o meno disastroso come capocantiere lasciano il tempo che trovano. La politica dovrebbe fare altro. Così pure sui trasporti marittimi bisognerebbe, finalmente, anche in sede europea, avere il coraggio di denunciare un monopolio di fatto, e ripartire tutto daccapo; invece di impantanarsi in reciproche accuse sulle corse saltate o sugli orari. Allo stesso modo sembrano inutili molte delle polemiche in tanti altri settori.

La scorsa campagna elettorale doveva essere sull’Europa ed è divenuta una sorta di gazzarra da cortile. Figuriamoci cosa saranno le prossime comunali, con queste premesse. Preferisco vivere!

Come al solito qualcuno dirà: cui prodest questo articolo? Spero che giovi alle coscienze e alle consapevolezze di tutti noi. Poi, se vedete tattica e convenienze in ogni cosa, il problema è vostro.

È oramai un detto abusato, ma è sempre attuale: QUANDO IL SAGGIO INDICA LA LUNA LO STOLTO GUARDA IL DITO!

Leave a Reply