Redazione | Ben 13 ore di odissea per trovare una siringa di antitetanica. I fatti  risalgono alla notte tra sabato e domenica scorsa, quando un ragazzo di Procida, mentre era intento a rincasare, cade con il suo scooter e si ferisce al volto: «Mio figlio stava ritornando a casa e nel procedere con il suo scooter è rovinato a terra – dice un incazzato genitore –  Il parabrezza dello scooter è andato in frantumi ed è sbattuto contro il muro. Fortunatamente dal senso opposto procedeva una auto che con grande gentilezza e garbo ha prestato soccorso accompagnando mio figlio al Pronto soccorso isolano. Li con il volto tumefatto sono stati subito messi dei punti di sutura e prescritta una antitetanica. E lì iniziano i problemi. Su tutto il territorio abbiamo difficoltà a reperire una dose di 500 ml di antitetanica, tanto che domenica mi sono recato in più farmacie di Napoli, ma anche nel capoluogo partenopeo niente. Quando stavamo quasi per recarci addirittura fuori regione nel pomeriggio di domenica in una farmacia di Procida abbiamo ritrovato due dosi da 250 ml e abbiamo somministrato la siringa a mio figlio»

«Tante persone, compresi dei medici, – racconta a Il Dispari – si sono attivati per reperire l’antitenatica, che però non si trovava da nessuna parte. Dicono che da oltre due mesi non arriva nelle farmacie l’antitetanica, ma come è possibile? Per fortuna, alla fine siamo riusciti a reperirla, altrimenti mi dite io cosa avrei dovuto fare?».

Il fatto purtroppo non è delimitato solo alla nostra Regione ma è una problematica estesa a tutto il territorio nazionale a causa della insufficiente produzione di siero da parte delle poche case farmaceutiche autorizzate a produrlo e della carenza di materia prima, cioè di sangue umano. La penuria di siero, ha fatto sì che i depositi centralizzati siano quasi del tutto sguarniti, ma quello che maggiormente preoccupa è la relativa carenza anche presso le farmacie ospedaliere che hanno disponibilità solo di esigue scorte non dispensabili a chi giunga in pronto soccorso con ferite o ustioni. In questi casi la normativa prevede la refertazione, la prescrizione su ricetta bianca ospedaliera, la prescrizione del medico curante per la rimborsabilità e l’acquisto in farmacia da parte dell’utente. Ma se le farmacie sono sprovviste non è possibile procedere alla profilassi.