Martino: “Le Ragioni della mia Trasparenza”

Redazione – “La mia famiglia, i miei collaboratori e la cittadinanza tutta devono sapere che sono una persona perbene ed un funzionario irreprensibile” esordisce così Luigi Martino, da oltre sei mesi al Comando della Polizia Municipale di Procida.

I riflettori, purtroppo per lui, si sono accesi su una vicenda, emersa solo pochi giorni fa, frutto di alcune approssimative ricostruzioni che lo vedono indagato per fatti accaduti nel Comune di Altavilla Vicentina, dove lo stesso Martino ha retto il Comando della Polizia Municipale per ventitrè anni.

“Ho scelto di venire a Procida perché questa è la mia terra, anche sapendo che dal punto di vista economico sarebbe stato meno conveniente. Di Altavilla e dei Comuni della zona serbo un ottimo ricordo. Mi è rimasta, tuttavia, da questa notizia, dell’amaro in bocca. Mi è sembrato come ricevere una pugnalata mentre chiudevo l’uscio dell’ufficio”

Tutto gira, infatti, attorno alla presunta scomparsa di un fascicolo.

La notizia al vaglio del PM sarebbe, quindi, che, insieme con fascicolo, mancherebbero all’appello i 1371 euro corrispettivi di un pagamento di una multa.

I fatti, invece, sono tutti da accertare. Anche e soprattutto perché la certezza della sparizione di tale fascicolo è avvenuta quando Martino era già sul traghetto per Procida.

“In ogni caso” racconta Martino “la custodia degli atti non era nella mia esclusiva disponibilità, essendomi limitato a ricevere il pagamento, depositando poi l’intero fascicolo presso l’ufficio verbali. Fascicolo che, per inciso, nei giorni successivi è stato lavorato da altri”.

“Tuttavia, per evitare di tenere aperto un contenzioso a circa mille Km di distanza, ho scelto di definire, davanti alla Commissione Disciplinare del Comune di Altavilla la vicenda dal punto di vista erariale, saldando già mesi fa di tasca mia quella cifra mancante, anche per non coinvolgere i miei collaboratori in insinuazioni inopportune” precisa il Comandante, che ha sempre proclamato anche a Procida l’importanza dell’unità del corpo dei vigili.

Evidentemente, in maniera sproporzionata, da quel Comune, hanno ritenuto di perseguire anche giudiziariamente l’allora Comandante, pur in presenza di chiare incongruenze nella dinamica della vicenda.

Il fascicolo, comprensivo delle ricevute di pagamento, dimostranti la buona fede del Comandante Martino, risultano scomparse unitamente ai soldi. Rimane, però, traccia, della ricevuta e, fortunatamente per Martino, il contravventore ha prodotto copia della registrazioni dell’incasso regolarmente firmata, così come è stato facile evidenziare l’annotazione degli eventi nei registri anche elettronici, operata dallo stesso Comandante. Il pagamento in contanti è previsto per legge e fu consentito al contravventore al fine di completare il pagamento entro i cinque giorni, con il risparmio per il cittadino di un terzo della somma.

Non possiamo sapere se ci siano stati dissapori tra il Comandante Martino e i suoi sottoposti o con la parte politica di quella amministrazione. Fatto sta che poche settimane dopo che Martino lascia il suo ufficio, emerge una vicenda dagli aspetti surreali.

“Ho avuto modo di chiarire con l’Autorità Giudiziaria. La mia preoccupazione” ci dice Martino “è che qualcuno posso strumentalizzare la vicenda a nocumento non solo della mia professionalità, ma anche a scapito degli interessi della comunità procidana che sento un poco mia” “Mi sento un figlio di questa terra flegrea e voglio restare da queste parti a testa alta. Mai mi sarei aspettato che in 23 anni di immacolata carriera, senza neppure un solo richiamo, venisse a scoppiare un caso increscioso proprio nel momento in cui sono ritornato a casa” .

Il Comandante Martino ci lascia esprimendo massima fiducia nella Magistratura e deciso a proseguire con determinazione e serenità il proprio incarico a servizio della comunità procidana.

Resta il fatto che la vicenda ci lascia riflettere sulla commistione tra atti amministrativi, azione penale e gogna mediatica. Ciò accade a tutte le latitudini del nostro paese, e non soltanto nella nostra isola. Crediamo che sia venuto il tempo che l’amministrazione della cosa pubblica vada ricondotta, pur nell’estrema correttezza, a responsabilità interne alle dinamiche amministrative.


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