Redazione | “In difetto a quanto disposto con la sopra citata ordinanza, ( n° 19 del 28.03.2018) durante la Processione dei Misteri del giorno 30/03/2018, il suddetto mistero non rispettava quanto previsto dagli artt.14 e 15 del Regolamento della Congregazione dell’Immacolata dei Turchini acquisiti a far parte integrante della predetta ordinanza, ovvero una delle tre basi presentava altezza laterale superiore a quella massima consentita ( oltre 3.4 metri ) nonché durante il percorso due delle tre basi venivano agganciate tra loro in maniera tale da divenire un’unica tavola e senza lasciare almeno un metro di spazio tra l’una e l’altra contravvenendo pertanto alla predetta ordinanza”.

Non lascia spazio a possibili fraintendimenti, l’accertamento e contestazione dell’illecito amministrativo dei Carabinieri della locale stazione, nei confronti del legale rappresentante del mistero “Donna dammi da Bere”. A memoria, potremmo sbagliare, non ci risultano sanzioni pecuniare di tal genere nei confronti dei costruttori di misteri.

Molto indignati i portatori  del mistero targato “Antonio Guida”  – da sempre artista indiscusso e riconosciuto da anni come uno dei più bravi costruttori ed ideatori di misteri  – che hanno minacciato di non partecipare alla prossima edizione della Processione di Venerdì Santo 2019.

Non solo.  A gran voce rivendicano una disparità di trattamento nei confronti di altri misteri, rei secondo loro di non aver comunque adempiuto a tutte le regole ascritte nel testo di corpo della congrega a latere dell’ordinanza Sindacale.

La notizia in men che non si dica, ha fatto subito il giro del web, sui social e quant’altro. Tanto che nel pomeriggio di ieri alle 17.00, il gruppo di portatori  – assieme ad altri organizzatori di misteri – è stato ricevuto dal Sindaco e dall’assessore al Comune per i chiarimenti del caso.

Sul fatto ovviamente  – al di la del puro aspetto economico sanzionatorio – pesa come un macigno la volontà – comunque – di non voler più soprassedere a piccoli o grandi abusi e negligenze. Se per anni, tutto veniva permesso e concesso, con questo atto, gli organizzatori hanno voluto far comprendere che non saranno più tollerati tavole fuori misura, comportamenti riprovevoli, ecc ecc.

Al di la di tutto, se la sanzione servirà ad accrescere disciplina e compostezza,  allora la contestazione inflitta oggi a questo mistero, diverrà uno snodo cruciale per il futuro della processione del venerdì santo che  – nonostante quanto si dice in giro – quest’anno è stato ben organizzata e tutto sommato scorrevole e piacente. Sono da rispedire al mittente ogni tentativo di screditare una parte di procidanità che vive e cresce da generazioni in generazioni nel cuore di ogni isolano.

Se invece  – al contrario – la multa era ed è solo un modo per marcare una distanza,  un modo per definire una gerarchia, oppure un ordine superiore, “perché cosi sia fatto”, allora pagata la 50 euro di multa, tutto resterà come prima.