Redazione | Basta uno smartphone, un po’ di tempo libero ed ognuno si sente un po’ sherlock holmes. Scatta, registra e posta su FB.

Tutto giusto, tutto regolare se non fosse che chi denuncia,  quasi sempre poi, non alzi poi il sedere dalla sedia (davanti ad un monitor) ed il giorno dopo si dia da fare per la risoluzione del problema. A Procida, poi, la cosa assume un carattere molto più peculiare, perché da sempre oltre alla segnalazioni sulle “faccende” del bene comune, si susseguono quelle anonime per il vicino di casa, per il parente  – che seppur munito di permesse edile –  va comunque denunciato, per quello che ci sta antipatico,  ecc ecc.

La deriva purtroppo sta assumendo carattere davvero inquietante, perché poi il tutto – venendo vissuto e condiviso su un territorio molto piccolo come quello procidano – diventa peggio di una litania giornaliera. E l’isola appare come popolata da sola gente incivile e con un grado di educazione civica molto basso. Eppure di esempi fruttosi di persone ed associazioni che alla denuncia, giusta, condivisibile, affrancano anche la loro opera meritoria sul territorio non mancano. Tutt’altro.

Di questo abbiamo parlato in uno dei nostri forum, con il cons. Giovanni Villani, da sempre molto attento al vivere civile, che ha condiviso con noi questa deriva ed incoraggiato i cittadini a darsi una mossa:

«La scorsa settimana – esordisce Giovanni Villani – il Papa a Cesena ha ripetuto una felice espressione, che voglio provare a declinare a Procida: “Non balconiamo la nostra vita”.

E’ un’espressione con la quale il Papa voleva dire: “non limitiamoci ad osservare e criticare l’operato degli altri, aspettandone il fallimento. Non stiamo eternamente sul balcone, impiegando il nostro tempo in un chiacchiericcio il più delle volte malevole. Non guardiamo dall’alto le cose ma impegniamoci, assumendoci le nostre responsabilità.”

Anche a Procida continuiamo ad osservare foto in rete nonché a leggere commenti sull’inciviltà di una parte della comunità procidana relativamente al rispetto delle regole elementari di convivenza civile.

Ad esempio deposito dei rifiuti fuori orario, deposito dei rifiuti differenziati nei giorni sbagliati, fuochi fuori controllo, sosta selvaggia delle auto, utilizzo abusivo delle strisce gialle, etc….

Eppure coloro che ne hanno realmente voglia ed hanno a cuore il bene comune o se si preferisce l’interesse comune, potrebbero oltre che “denunciare” gli incivili (o additare l’Amministratore di turno per inadempienza o tardivo intervento) dare un fattivo e concreto contributo a migliorare lo stato delle cose.

Ne hanno l’opportunità!»

«Proprio per favorire la partecipazione – e continua – su base volontaria dei Cittadini e delle Associazioni alla gestione della cosa pubblica il Comune di Procida si è dotato di un Regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato nelle strutture e nei servizi .

Approvato dal Consiglio Comunale del 21 marzo 2016, col voto contrario del gruppo consiliare “Per Procida”, tale Regolamento non ha l’obiettivo di sostituire il Volontariato alle strutture ed ai servizi di competenza del Comune di Procida ovvero alle mansioni proprie dei dipendenti comunali.

Tale Regolamento si propone di valorizzare il Volontariato riconoscendolo come forma di solidarietà sociale e di sinergia tra pubblico e privato, rispondendo al principio della sussidiarietà orizzontale di cui all’art. 118 della Costituzione.

Peraltro si è altrettanto consapevoli della carenza di risorse non solo economiche ma soprattutto umane e tecniche che connota (e connoterà per svariati anni futuri) il Comune di Procida».

«Per cui  – e conclude – è fondamentale l’esercizio del Volontariato anche per gli anni a venire se vogliamo continuare a migliorare questo Paese.

Ed uno degli ambiti di intervento del Volontariato disciplinato dal Regolamento è il settore tecnico-ambientale di cui in premessa di questa riflessione.

Pertanto la Giunta Municipale con delibera del 7 giugno 2016 ha approvato il Progetto: “I PULIZIOTTI – impegno civico a tutela del territorio”.

Chi avesse voglia, tempo o altra forma di disponibilità e volesse uscire fuori dalla logica del chiacchiericcio, del pettegolezzo, dell’insinuazione, del risentimento o della rabbia,  può aderire al Progetto (o proporne un altro) e rendere un reale e concreto servizio alla Comunità oltre che a se stesso».