Redazione | A nulla è valso il tentativo di gettare in acqua il prodotto della pesca di frodo in mare, non appena un diportista a bordo della sua imbarcazione ha visto i militari della Guardia Costiera venirgli incontro. Undici gli esemplari di tonno rosso sottomisura, e tra loro, specie da 800 grammi e di appena 37 centimetri di lunghezza, che sono stati sequestrati in data odierna e devoluti poi ad Ente benefico. Gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida guidati dal T.V. Paola Scaramuzzino sono intervenuti in base alla normativa nazionale introdotta per evitare che la cattura di specie ittiche sottomisura abbia ripercussioni sull’ecosistema marino e nell’ambito di una più ampia campagna di accertamento e repressione delle violazioni in materia di pesca marittima e sull’intera filiera della pesca.

La pesca del tonno rosso, in particolare, infatti, è consentita solo se il pesce raggiunge i 115 centimetri di lunghezza e i trenta chili di peso ed il pesce sequestrato era ben al disotto di quanto previsto da normativa.

Per tale violazione è stata elevata una sanziona amministrativa di €10.000 sanzione così copiosa a seguito delle modifiche del decreto legislativo n. 4/2012, introdotte dalla legge n. 154/2016, entrata in vigore dal 25 agosto 2016.

Le novità legislative intervenute, che interessano non soltanto chi effettuata la pesca professionale, ma anche tutti coloro che praticano la pesca sportiva, ha inasprito le sanzioni amministrative applicabili nel caso in cui venga superato il quantitativo massimo giornaliero pro capite dei 5 kg di pescato. Le sanzioni amministrative in questo settore sono comprese da un mimino di 500 ad un massimo di 50.000 euro, in proporzione alla quantità di prodotto ittico catturato e verificato in sede di accertamento e tutte raddoppiate in caso trattasi di specie di pesce spada e tonno rosso.