Redazione | In principio fu Totò  nel film  “Toto Truffa62” che per ogni foto scattata della Fontana di Trevi, faceva credere  all’ignaro compratore ( Decio Cavallo ) che potesse avere un obolo in cambio. Qualche amministratore  delle nostre parti, campane per l’esattezza,  ha  trovato anch’egli il modo di trarre profitto dalle foto e dai video che vengono girati sul territorio.

Succede a Positano dove,   nella deliberazione di consiglio comunale numero 25 dello scorso 3 ottobre,  entrerà in vigore a metà novembre. Prevede nel dettaglio un costo di mille euro “per le riprese fotografiche/pubblicitarie” e un costo di duemila “per le riprese video/cinematografiche”.

“Il panorama di Positano ha il copyright. E chi realizza foto e video, a scopo commerciale o per girare un film, dovrà pagare una tassa al Comune: da mille a duemila euro. Ma non basta. Anche per i matrimoni si cambia registro, scatti e riprese delle nozze restano gratuiti ma vanno autorizzati dall’amministrazione. Dopo aver presentato, entro dieci giorni dall’evento, un’apposita domanda al Comune corredata dalle specifiche della celebrazione. Il termine della richiesta sale a 30 giorni, invece, per book fotografici e video commerciali o cinematografici. Nel regolamento varato dall’ente municipale, inoltre, è stato vietato l’uso di droni da parte di fotografi e cameraman. A meno che non si tratti di eventi di particolare rilevanza. Esentati dal pagamento, ma sempre dopo l’autorizzazione municipale, le iniziativa legate a programmi tv, documentari e scatti per giornali. Ai vigili urbani il compito di far rispettare il regolamento. Con sanzioni fino a 500 euro.”

Più strettamente a livello locale, basta pensare a quante diverse migliaia di  euro si potrebbero incassare per ogni foto della Corricella che campeggia su campagne pubblicitarie mondiali.

Anche noi da sempre siamo stati testimoni di quanto lo sfruttamento dell’immagine dell’isola di Procida  – crediamo –  debba avere un costo per chi la sfrutta. Legare un territorio ad un brand deve avere un costo.  Non che valga mille o due mila euro, per scenografie si pagano cento volte di più, ma come obolo simbolico che  tuteli un sacrosanto diritto.

Con gli incassi di questa tassa – chiamiamola così – si potrebbero fare una infinita di cose. Riqualificazione delle “quinte” delle tre marine, rifacimenti costoni, oppure destinarli invece per i  servizi sociali.

Su questo versante è intervenuto – ieri – l’ex consigliere comunale e avvocato Mariano Cascone, che da anni porta avanti questa battaglia.

“Cosa dobbiamo aspettare per farlo anche a Procida?  – dice l’ex consigliere comunale e avvocato Mariano Cascone  – Ogni giorno che passa sono soldi in meno che entrano nelle casse comunali. Al bando le lamentele, le risorse si possono trovare anche al di fuori delle tasche dei cittadini”.