Sebastiano Cultrera | Sono stati per decenni, anzi per secoli, il fulcro della Processione di Venerdì Santo. E lo sono stati ben prima della Statua del Cristo deposto (o Cristo Morto altrimenti detto), che è entrato “in scena” quando la processione aveva visto sfilare e partecipare già svariate generazioni di procidani.  Certo hanno cambiato forgia ed aspetto, si sono logorati e sono stati sostituiti, nel corso del tempo. Ma sono stati sempre presenti, in varie forme, nella processione.

Parliamo delle statue portate a spalla, che per prime vengono denominate “Misteri” e che, da un po’ di tempo vengono chiamati “Misteri Fissi” (per distinguerli dalle tavole dei misteri approntati dai ragazzi).

Non c’è dubbio: Il Venerdì Santo, per l’isola di Procida è il momento più importante per la comunità isolana. Ma la comunità, da sempre è abituata a vedere sfilare, nella prossimità dell’arrivo del “Cristo”, proprio i “Misteri Fissi”, portati a spalla da generosi e volenterosi devoti procidani. Da qualche anno quei misteri si sono assottigliati. Quest’anno è accaduta una cosa clamorosa: SOLO UN MISTERO (di quelli “fissi”) portato in processione. E meno male che erano fissi!

Che fine hanno fatto gli altri misteri? Sono stati dimenticati? la Processione “Il Bacio di Giuda” – “

Eppure le cronache raccontano che qualche decennio fa, nel 1955, il Commendatore Vincenzo Sabia volle donare alla Congrega ben 100 (cento) di quelle opere statuarie, da portare a spalla. Li fece costruire apposta da alcuni artigiani napoletani della cartapesta. Quindi dobbiamo pensare ad un’epoca dove i “Misteri Fissi” costituivano, da soli, una parte cospicua, se non prevalente, della processione.

E nei nostri ricordi le varie statue che troneggiavano in prossimità della visione del Cristo permangono indelebili.

Ma dove sono oggi “La Veronica”, “Il Bacio di Giuda”, “La Flagellazione”, “La Corona di Spine” e i tanti altri Misteri (fissi) che storicamente davano una ulteriore aura di tradizione alla processione?

Probabilmente qualcuno sarà pure da restaurare (e sarebbe ora di provvedere) ma possiamo presumere che almeno una decina (e più) siano fermi alla Congrega. Possibile che non ci siano abbastanza volontari per farli uscire in processione? Possibile che la capacità di persuasione della Congrega sia così limitata?

Ma sopra tutte, una domanda: possibile che non si comprenda che il rispetto della tradizione non si impone coi centimetri e con le multe, ma che la tradizione è una cosa seria che si riesce a farla amare a patto che la si rispetti e la si promuova per primi? Quei “Misteri Fissi” sono pezzetti del cuore di noi procidani.

Sappiamo che la Congrega è travagliata tra lotte intestine, diktat vescovili e piccole ambizioni personali che ci auguriamo non riescano ad inquinare lo “spirito” missionario dei principi ispiratori della Congrega e di molti suoi confratelli. Possiamo, quindi, solo augurarci che, al temine del travaglio e definito un assetto stabile, si decidano ad affrontare, accanto ai temi più “interessanti” dell’edilizia cimiteriale (che la Congrega gestisce nelle proprie zone di pertinenza della locale necropoli) anche una strategia efficace per persuadere confratelli e fedeli a trasportare tutte le Statue dei Misteri, nel giorno di Venerdì Santo.

I procidani accoglieranno con gioia il loro ritorno.