PROCIDA NEL CANALE DI SUEZ. “VIII incontro di Storia Marittima”

Procida – Venerdì scorso,  nella Chiesa della S. Maria della Pietà e S. Giovanni Battista, la chiesa dei marinai, si è svolto il convegno sul tema “Procida nel canale di Suez”, a cura del CNR-ISMed, a cento cinquant’anni dalla sua inaugurazione.

Si è trattato dell’ “VIII incontro di Storia Marittima”.

L’interesse per l’argomento è stato sottolineato dalla larga partecipazione di marittimi, familiari dei procidani che vi lavorarono, studiosi, ospiti estivi.

Dopo l’apertura di Lella Salvemini, primo ricercatore Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo – CNR Napoli, i saluti del parroco D. Giovanni Costagliola, del sindaco Ambrosino e di assessori, della dirigente scolastico dell’ITN “Caracciolo-da Procida”, ha coordinato i lavori Paola Avallone Direttore f.f. Ist. Studi sul Mediterraneo –CMR.

Rosa Maria Delli Quadri dell’Università degli studi “L’Orientale” di Napoli ha minuziosamente trattato la storia della progettazione, realizzazione ed inaugurazione del Canale (1859-1869), arricchita dalla proiezione di immagini storiche.

Lella Salvemini riprendendo tale illustrazione ha inserito il tema specifico del Convegno sul ruolo dei procidani nell’utilizzo di uno dei più strategici e fondamentali interventi realizzati nei traffici marittimi mondiali, rivoluzionando i collegamenti tra l’Europa e la parte orientale del Globo. Per I procidani si trattò di una consistente emigrazione a partire dal 1870 di lavoratori qualificati, carpentieri, calafati, piloti, richiesta per le riconosciute doti tecniche e nautiche. L’idea di approfondire una pagina di storia locale ancora poco nota ha suscitato una vera mobilitazione che ha consentito di raccogliere già numerose testimonianze ed avviare ricerche documentali importanti, operate dalla stessa ideatrice. Ha citato, quali piloti lungo il Canale, Domenico Scotto di Perta e Gaetano Movizzo, in particolare per il primo è stato determinante il contributo, anche documentale, fornito dai discendenti, stimolati essi stessi ad approfondire una importante fase della vita del loro avo, pilota presso l’Amm.ne Universale Marittima del Canale di Suez e poi Agente Consolare d’Italia ad Ismailia. La trattazione è stata documentata da immagini e documenti di grande interesse per tanti aspetti personali di Domenico Scotto e della navigazione nel Canale tra fine ‘800 e primi decenni del ‘900.

Questa fase del Convegno si è avvalso delle testimonianze, per immagini e commento, da parte di Berardino Buonocore, uno dei numerosi familiari presenti. E sempre da parte di discendenti da Domenico Scotto di Perta i lavori sono stati arricchiti da un intermezzo per pianoforte da parte di Maria Grazia Ritrovato con una esibizione di danza da parte di Marta Siniscalchi, che lo scorso mese ha conseguito i diplomi di danza classica e danza moderna e diploma nautico.

Ha fatto seguito una esposizione da parte di Francesca Borgogna, docente presso il nostro Istituto Nautico, sull’attività dell’Istituto all’epoca, con immagini documentali e citazione di alcuni marittimi che lo frequentarono ed ebbero esperienze a Suez.

Pasquale Lubrano che, com’è noto cura ricerche sulla storia locale e più volte su “Procida Oggi” ha anche trattato le attività dei procidani a Suez, ha concluso i lavori relazionando, brevemente data l’ora, sull’elevato livello di vita assicurato dalla Compagnia del Canale di Suez, sulla conclusione dell’esperienza procidana in Egitto a seguito dei vari moti di protesta degli indipendentisti con feroci repressioni poliziesche da parte degli Inglesi e conseguente rientro nell’isola o trasferimento altrove a seguito di matrimoni con persone di provenienza da altri paesi, sulla sorte di chi decise di restarvi, sulle ville realizzate con i profitti conseguiti e che costituiscono tre “monumenti” a Suez, (Villa Angelina, Villa Emilia e Villa Movizzo), riferendo dei loro costruttori (Giovanni Sclano, Salvatore Longobardo e Gaetano Movizzo) e caratteristiche architettoniche. Longobardo e Movizzo  (poi Podestà al Comune di Procida dal 1935 al 1940) furono piloti, Sclano uno dei maggiori operatori dell’import-export dall’Italia, (tra tanto altro anche importatore dei vini di Procida). I lavori di ricerca continueranno e si arricchiranno di ulteriori elementi per conoscere uno dei tanti successi della presenza procidana sui mari e nei porti del mondo.

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