PROCIDA SUD FESTIVAL: DUE GIORNI DI DIBATTITI E DISCUSSIONE

Procida – «Porto il Sud e le ragioni del nostro meridione nel mio cuore». Sembra una di quelle frasi ad effetto che cerchi di cogliere mentre lo ascolti. Quella con cui farci il titolo di un articolo. Invece no. Ci leggi tanta, ma tanta passione. Quella che da anni anima Antonio Visaggio di “Rareca Antica”, l’associazione che ha organizzato il “Procida Sud Festival”.

Le testimonianze e i racconti degli incontri con Pino Aprile, Raffaele Vescera e tanti altri si mischiano con una formazione sulla cosiddetta “questione meridionale”, davvero invidiabile.  Lo abbiamo incontrato a margine della sua partecipazione a Grancia dove a fine agosto lo scrittore e giornalista Pino Aprile ha presentato il movimento 24 agosto:

«E’ stata una bella esperienza  – dice Antonio Visaggio – al Parco della Grancia,  in occasione del primo appuntamento che segna la nascita di un nuovo soggetto politico del Sud, la partecipazione è stata folta e di grande qualità. Tra tanti dubbi, una certezza è stata chiara a tutti : i partiti nazionali italiani non sono più in grado di fare gli interessi del Sud. Serve un ‘nostro’ soggetto politico. E cioè i tavoli tematici annunciati da Pino Aprile».

Del resto in un momento in cui assistiamo alla disaffezione per la politica, alle urne disertate da tanti cittadini stanchi e disillusi dalle promesse dalla vecchia e della nuova politica, in un Sud abbandonato dalla vecchia e dalla nuova politica non è facile chiamare a raccolta oltre 400 persone.

«Tanta passione – continua Antonio  –  Tanta voglia di partecipare. C’erano tante di quelle persone che il tempo disponibile, per forza di cose, è stato contingentato. Gli interventi non potevano andare al di là dei tre minuti. Ed è anche logico: se si fosse dato a tutti la possibilità di parlare a ruota libera non sarebbero bastati due giorni. Io ho posto la questione dei collegamenti marittimi per la nostra isola ad esempio.»

Un elemento comune, presente in tanti interventi, è stata l’analisi sull’Italia di oggi. O meglio, sulla politica italiana di oggi. L’Unione Europea dell’euro, è noto, continua a imporre penalizzazioni. E cosa fa l’Italia? Cerca in ogni modo – e in ogni forma – di farle pagare, in primo luogo e in maggiore ragione, ai cittadini del Sud.

Dalla fine della Prima Repubblica ad oggi è stato praticamente azzerato l’intervento ordinario dello Stato nel Sud. Sostituito, in minima parte, dai fondi europei. E quando c’è da pagare per nuove penalizzazioni, i Governi nazionali – sia di centrodestra, sia di centrosinistra – presentano il conto al Sud. Far pagare di più ai cittadini del Mezzogiorno è una prassi consolidata.

Un esempio è la cosiddetta Autonomia differenziata, nota anche come ‘Secessione dei ricchi’, che seppur per ora fermata dalla fuoriuscita della Lega dal governo, potrebbe tornare in voga.

Il Nord Italia, ormai da qualche tempo, è diventata la periferia della Germania (“Si è sempre meridionali di qualcuno”, diceva il grande Luciano De Crescenzo). Dove il Nord può trovare i soldi per ‘agganciarsi’ alla Mitteleuropa? Ovviamente al Sud: da qui l’Autonomia differenziata, ovvero lo scippo di 80-90 miliardi all’anno al Sud con il ‘residuo fiscale’!

Vergogne senza fine, che vanno avanti dal 1860– senza la quale è difficile, se non impossibile, costruire un futuro diverso). Insomma, qualunque Governo arriva a Roma è pronto a penalizzare il Sud. Compreso penultimo governo, quello tra grillini e leghisti.

«Ma c’è finalmente modo di rimediare – conclude Visaggio –  sta adesso a noi meridionali dare vita a un nuovo soggetto politico del Sud. Oggi è stato gettato il seme di una rinascita. Tocca a noi curare questo seme, proteggerlo per farlo crescere rigoglioso per poi cogliere i frutti.

C’è da lavorare: lavoriamo. C’è da organizzarsi nei territori: facciamolo. Ci sarà da coordinarsi: e ci coordineremo. L’avventura è cominciata. Diamoci sotto».

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