Giovanni Barblan |  mi scuserete se torno a parlare di loro , ma l’idiosincrasia per i miei simili chiamati ‘ umani’ cresce giorno dopo giorno. gli altri ‘ umani ‘, invece, chiamati ‘ animali’, li sento sempre più vicino e le loro esperienze di vita sono esempi unici. riporta la cronaca : “ amici da una vita, ma con un rapporto a distanza travagliato “ : si tratta di una tartaruga e del suo padroncino, un ragazzo di 66 anni che, quando ebbe in regalo la bestiole, aveva solo 8 anni. racconta : “ era il 1956 e i miei genitori mi regalarono una piccola tartaruga. quando sparì, 58 anni fa, si pensava che fosse morta. 7 anni fa trovo la tartaruga sulla strada sterrata di casa. era lei, non ho avuto dubbi. andava verso il giardino. ma anche in questo caso è sparita di nuovo qualche giorno dopo. l’ho cercata dovunque, inutilmente, in famiglia si è pensato che sarebbe tornata, ma non dopo così tanto tempo “. pochi giorni fa, il nostro amico, passeggiando per la strada, l’ha rivista nello stesso posto dove l’aveva ritrovata sette anni prima. tina, era questo il nome che le avevano appioppato, è stata riconosciuta senza alcun dubbio, per un segno particolare come quelli che sono segnati sulla carta d’identità. questa volta è stata regalata ai nipotini, forse più attenti. parlare di stupore o di meraviglia è ben poco di fronte a un fenomeno del genere. a questa storiella vera e sacrosanta se ne possono aggiungere mille più mille, ma lo spazio non ce lo consente. meritano, però, almeno un cenno: willow , probabile gatta autostoppista per aver fatto almeno tremila chilometri  cercando la via del ritorno dopo un trasloco dal colorado a newyork. andrea. la gatta con nove vite per essere uscita sana e salva dalla camera a gas, dove doveva essere soppressa.buddy, saltato in braccio al padrone per avvisarlo di un principio d’incendio proveniente dal camino. dixie, il gatto resuscitato dopo essere stato dato per morto sotto una macchina, ritrovato dopo otto anni mentre cercava di tornare a casa. sammie, il gatto cieco che torna a casa dopo un anno . e potremmo continuare all’infinito. storie molto simili fra loro ma con caratteristiche distintive su cui non mi sono soffermato. sono fatti che dimostrano un’umanità sorprendente che sgretola le fredde distinzioni umani – animali. ma quando mai ? c’è più umanità in loro che………lasciamo andare ! scriveva baudelaire : “ vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato / ritira le unghie nelle zampe / lasciami sprofondare nei tuoi occhi / in cui l’agata si mescola al metallo / quando le  mie dita carezzano a piacere /  la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano / s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo / elettrizzato / vedo in ispirito la mia donna /  il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo / amabile bestia /  taglia e fende simile un dardo, e dai piedi alla / testa / un’aria sottile, un temibile profumo / ondeggiano intorno al suo corpo bruno “.

“ amate gli animali : dio ha dato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. non turbateli, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino. non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali : essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua ormai orma putrida dietro di te “. ( fedor dostoevskij ).