Giovanni Barblan |

il prossimo 27 gennaio si celebra in tutto il mondo il ‘ giorno della memoria ‘, in ricordo di quello stesso giorno del 1945 quando le truppe dell’armata rossa impegnate in germania liberarono il campo di concentramento di auschwitz. gli articoli 1 e 2 della legge 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del giorno della memoria : “ la repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di auschwitz, giorno della memoria , al fine di ricordare la shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati “. ricordiamo, uno per tutti, gino bartali che nasconderà nel telaio della bicicletta documenti falsi per amici ebrei rischiando più volte la vita. sarà ricordato a gerusalemme, con un albero intestato a suo nome, nel grande parco dei ‘ giusti delle nazioni ‘, cioè coloro che ‘ non ebrei durante l’olocausto si sono impegnati, a rischio della vita e senza nessun interesse, a soccorrere gli ebrei’. ora, in occasione della prossima ricorrenza, il presidente della repubblica mattarella , con un gesto di grande respiro, grande solidarietà e partecipazione, ha nominato liliana segre senatore a vita. dal 1945 ad oggi ne sono stati nominati una cinquantina ( alcuni incomprensibilmente ), ma nessuno per i motivi addotti dal nostro presidente. la storia della pedagogista segre, nata a milano nel 1930, è terrificante. a causa delle leggi razziali fu costretta, all’età di otto anni, ad abbandonare la scuola e, dopo sei anni, fu internata nel campo di concentramento di auschwitz.( orfana di madre ad appena un anno di età, aveva continuato a vivere con il padre e i nonni paterni ). dopo un tentativo di fuga in svizzera con il padre nel 1943, fu arrestata e rinchiusa nel carcere di san vittore a milano per quaranta giorni. il 30 gennaio 1944 venne nuovamente deportata con il padre ed i nonni paterni ad auschwitz partendo dal tragico, famigerato binario 21 della stazione centrale di milano. ricordate lo struggente ricordo di moni ovadia con i deportati che si erano salvati, ai lati del binario ?  ci sono dei vuoti o dei salti in queste date, ma non ho trovato altre informazioni. liliana, matricola n. 75190, fu l’unica superstite. i suoi cari barbaramente uccisi. dopo essere stata trasferita nel campo di malchow, nella germania del nord,fu liberata dai russi nel maggio 1945 per tornare a milano nel mese di agosto dello stesso anno. solo dopo 45 anni di silenzio, nel 1990, comincerà a partecipare ad incontri e dibattiti. nel 2010 le fu conferita dall’università di verona la laurea ‘ honoris causa ‘ in ‘ scienze pedagogiche ‘. è presidente del comitato per le ‘ pietre d’inciampo ‘ di cui abbiamo già parlato a suo tempo. appena due giorni fa, partecipando ad una trasmissione a radio 1 ha detto : ” a ottanta anni dalle leggi razziali mi illudevo che fossero finite “.
 
 
 
“ io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana “ ( albert einstein ).
“ le lacrime di un uomo rosso, giallo, nero, marrone o bianco sono tutte uguali “ ( martin fisher ).
“ il pregiudizio razziale troverà  sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano “ ( s.baldwin ).