Redazione | Sull’Ospedale di Procida sono stati spesi negli ultimi mesi fiumi di inchiostro. E probabilmente molto ancora ne servirà. Se da un lato  – come abbiamo già avuto modo di raccontare l’ASL Napoli 2 Nord  – va avanti a carro armato, il comune e i cittadini continuano  a perseguire tutte le strade possibili per scongiurare il ridimensionamento del “Gaetanina Scotto di Perrotolo”. Una prova di forza voluta insistentemente dalla direzione dell’ASL e che purtroppo si trascinerà ancora a lungo. Mai come in queste occasioni i cittadini avvertono la distanza che separa certi soloni burocrati dalle esigenze di una comunità che difficilmente si farà piagare di fronte ad uno strampalato e discriminatorio piano aziendale. Lo scorso weekend è stato di nuovo il TAR ha fissare una nuova udienza per il prossimo 22 febbraio per discutere della vicenda. A tal proposito è il solerte assessore al contenzioso del comune procidano Avv. Antonio Carannante ha illustrarci la situazione:

“Eh si – esordisce l’assessore Antonio Carannante – continua la battaglia legale riguardante la chiusura del Presidio di pronto soccorso di Procida. Come noto l’ASL, infischiandosene dell’ultima sentenza del TAR Campania-Napoli del 23.11.2016 (che aveva accolto il ricorso del Comune di Procida laddove aveva dichiarato illegittimo il Piano Ospedaliero nella parte riguardante la soppressione del Presidio di Pronto Soccorso h24) ha emesso la delibera n. 35 del 19.01.2017. Pertanto il Comune di Procida ha impugnato dinanzi al TAR Campania-Napoli anche la suddetta delibera ASL. Nel ricorso il Comune di Procida aveva chiesto anche l’adozione delle misure cautelari ex art. 56 del codice del processo amministrativo, cioè la sospensione immediata della delibera ASL senza attendere la camera di consiglio. Il TAR, con decreto del 2 febbraio 2017, ha sancito che il provvedimento impugnato (ndr. la delibera ASL) ha una “… natura di atto programmatico recante espresso rinvio ad ulteriori adempimenti attuativi…” pertanto ha rinviato all’udienza di sospensiva del 22 febbraio 2017”.

Una notizia che tuttavia ci rassicura ma che non consente di abbassare la guardia.

“E’ un provvedimento – continua l’assessore – che per un lato ci rassicura in quanto ci conferma che la chiusura del Pronto Soccorso non è imminente, e dall’altro che ci muoviamo in uno scenario complesso dove i rapporti istituzionali sono in pieno fermento. Il Comune di Procida ha più volte diffidato l’ASL (sin dall’adozione della sospensiva da parte del TAR) a non adottare atti conseguenti visto il disposto del Giudice amministrativo, ma la stessa ASL ha scaricato ogni responsabilità in capo alla Regione Campania e al Ministero. Anche tale condotta è inaccettabile in quanto l’ASL, come noto, ha facoltà, nell’ambito dell’autonomia amministrativa che la legge gli attribuisce, di non attuare un Piano ospedaliero nella parte in cui è stato annullato dalla Giudice amministrativo. E’ una condotta gravemente scorretta nei confronti della comunità procidana sia sotto il profilo istituzionale che giuridico. Difatti, ricordo che tale delibera è stata emessa a seguito di un incontro tenuto il giorno prima in Regione tra il Sindaco di Procida Dino Ambrosino, l’On. le Coscioni e il dott. D’Amore dell’ASL a termine del quale si era deciso tutti insieme di istituire un tavolo per il futuro del presidio ospedaliero di Procida.

Un vero e proprio schiaffo alla corretta disponibilità all’interlocuzione che l’Amministrazione comunale procidana, con pieno senso delle istituzioni, ha sempre mostrato nelle sedi competenti. Anche sotto il profilo giuridico la delibera adottata dall’ASL è inaccettabile e non può che essere visto come un atto di arroganza. Difatti, oltre quanto detto sopra, si osserva che anche in pendenza di un eventuale (e, a questo punto, imminente) appello al Consiglio di Stato, la sentenza del TAR è pienamente esecutiva, salvo eventuale sospensiva di quest’ultima.

La via giudiziaria e le carte bollate – dunque – come via per la risoluzione dei problemi. Può un ente locale arrivare sempre attraverso queste strade a veder sancito un proprio diritto.

“E’ triste – e conclude l’Assessore Carannante  – ricorrere alle aule giudiziarie per veder riconosciuta la tutela al diritto alla salute, ma è ancor più triste – e inaccettabile sotto il profilo istituzionale – constatare che addirittura sia il Ministero che l’ASL se ne infischiano di un provvedimento giudiziario che riconosce la legittimità delle pretese della comunità procidana. La sentenza del TAR implica che il Piano Ospedaliero (per la parte riguardante Procida) vada riscritto, e, sostanzialmente, ha anche indicato dei principi in tal senso: questo è un dato irrinunciabile per l’Amministrazione comunale. A ciò si aggiunga che la stessa, seppur non definitiva, è pienamente efficace, e un eventuale giudizio di appello terminerebbe tra non meno di due anni. Questa oggi è la base di partenza per ogni valutazione futura”.