Redazione | Tanto tuonò che piovve. La strampalata ordinanza del sindaco di Ischia che vietava di fatto la vendita del pescato ai pescatori procidani, verrà impugnata dal comune procidano dinanzi al TAR, come ci dice l’assessore al contenzioso Antonio Carannante: «L’Ordinanza del Comune di Ischia danneggia fortemente i pescatori procidani, pertanto abbiamo proposto ricorso al TAR Campania-Napoli per chiederne l’annullamento. Il Sindaco di Procida, dietro invito del Sindaco Ferrandino, ha tentato una soluzione bonaria, ma le posizioni purtroppo sono distanti. Adesso la parola spetta al Giudice Amministrativo. Non possiamo tollerare un provvedimento che limita il diritto dei pescatori procidani a vendere il proprio pescato sull’isola di Ischia solo dopo le 10.30. E’ un provvedimento che è in chiara violazione di principi costituzionali come quello della libertà di iniziativa economica, uguaglianza e di concorrenza. Una intollerabile disparità di trattamento in danno dell’economia procidana, anche perché, come noto, il pescato è notturno, e quindi venderlo in mattina inoltrata – dopo la vendita (dei soli pescatori ischitani) sin dalle 06.30 – ne pregiudicherebbe la qualità e quindi la commerciabilità. E onestamente non appare sostenibile che tali limitazioni vengano adottate addirittura per motivi di sicurezza e di sovraffollamento presso il Piazzale Aragonese di Ischia Ponte, anche perché riguarderebbe altre problematiche.

L’ordinanza impugnata stride in un periodo storico di aperture delle frontiere e di globalizzazione, inoltre provvedimenti analoghi già adottati dal Comune di Ischia sono stati annullati dal Giudice amministrativo. Non ci piacciono le battaglie legali fratricide, anche perché spesso rischiano di tradursi in guerre tra poveri specie in piccoli territori come i nostri, ma questo provvedimento va annullato, è in gioco una parte storica dell’economia procidana»