Sebastiano Cultrera verso l’ Assemblea Nazionale del PD. “Per le comunali del 2020? non perdiamo il tempo in inutili campanilismi”

Procida – L’amico Sebastiano Cultrera, nostro editorialista, è adesso impegnato in politica con impegno più diretto e con la solita passione e con la solita sagacia. La sua scelta di “rimanere” nel Partito Democratico, al fianco di Anna ASCANI (leader di Energia Democratica), ha fatto scattare una serie di processi politici che possono coinvolgere il nostro territorio.

Domani, a Bologna, ci sarà il primo raduno nazionale dell’area politica di riferimento del v. Ministro dell’Istruzione e, prima di quell’appuntamento vogliamo fare, con lui, il punto su una serie di questioni riguardanti il futuro politico del PD e l’importanza che l’azione politica di quel partito potrà comportare nei nostri territori.

Caro Sebastiano, allora Anna ASCANI ti ha convinto. Sei rimasto nel PD! E ora?

Ed ora siamo in ballo e balliamo! La politica è la mia passione da quando avevo i calzoni corti. Ci ho investito (e rimesso) energie, risorse e tempo della mia vita. In cambio ho imparato tanto. Vorrei restituire alla mia comunità, e soprattutto ai giovani qualche esperienza e qualche idea per cercare di vivere tutti meglio e in migliore armonia”.

Ma perché il PD? La tua esperienza politica è variegata, e, mi ricordo, entrasti nel Partito Democratico affascinato da Matteo RENZI. Adesso Renzi esce e tu rimani…

“Io sono riformista da sempre. E, come mi disse il mio compianto amico Freddy Scalfati, il riformista è quello che le riforme le FA SUL SERIO (o prova a farle concretamente) non chi ne parla solo come ipotesi. Renzi le riforme le ha fatte ed ha provato a fare quella Riforma dello Stato di cui sentiamo tutti un grande bisogno, soprattutto in queste settimane. Insomma io non rinnego la passione per RENZI e l’importanza per l’Italia del Governo dei Mille Giorni”.

Appunto. Avresti dovuto seguirlo in Italia Viva, a questo punto. No?

“No, perché, invece, credo che oggi l’urgenza sia RAFFORZARE l’Area RIFORMISTA nel PD. Naturalmente la forza politica e culturale di una leader “del futuro” come Anna ASCANI è stata, tuttavia, l’elemento determinante della mia scelta. Adesso che ho stretto ancora di più il sodalizio politico con lei mi accorgo che si tratta realmente di un raro esempio di persona politica colta, capace e lungimirante. È, inoltre giovanissima, perché ha appena compiuto 32 anni. Lo è già (è v ministro dell’Istruzione) ma sarà sempre di più, una protagonista della politica italiana, e nei prossimi anni ci riserverà grandi sorprese!”

La politica con la P maiuscola ti ha sempre appassionato. Si vocifera di un tuo ingresso negli organismi nazionali del PD.

“Mi ha fatto piacere leggere, nel manifesto delle SARDINE, che essi auspicano proprio a un ritorno della POLITICA CON LA P MAIUSCOLA. Quindi, finalmente, anche la “nuova piazza” sembra non essere distruttiva ma volgere lo sguardo a migliorare l’offerta politica esistente, non a raderla al suolo. Si, per una strana combinazione, mi toccherà “surrogare” l’amica Lucia Ambrosino in Assemblea Nazionale. Lei ha fatto legittimamente la sua scelta, ma sono sicuro, che, la nostra sintonia umana e politica continuerà, come continuerà la nostra comune battaglia riformista”.

Che attività stai facendo?

“Per primo sto riscoprendo (a Napoli e in provincia, come coordinatore di Energia Democratica) un patrimonio enorme di giovani e meno giovani che vogliono impegnarsi, o continuare ad impegnarsi (alcuni in continuità con l’esperienza del congresso nazionale) in un progetto realmente riformista. Che, come dice Anna ASCANI deve avere le caratteristiche di essere PROGRESSISTA e INCLUSIVO, recuperando le vere origini della sinistra europea e socialdemocratica. Troppo spesso la sinistra ideologica rimane teoricamente super rivoluzionaria ma, nei fatti, conservatrice. Credo che il riformismo sia, soprattutto un metodo, che vado verificato e praticato giorno dopo giorno sui territori. A partire dalla città di Napoli, vittima, ieri ed oggi, di molti populismi!”

E per tornare ai territori, ai nostri territori, che ne pensi delle prossime elezioni a Procida?

“Che vinca il migliore! Ahahah”

Non te la puoi cavare così!

“Ho già scritto cosa penso. Non mi sottrarrò dall’impegno di fare prevalere le tesi riformiste e appoggiare le scelte del mio partito (opportunamente condivise). Che, al congresso di circolo di domenica spero rimanga saldamente nelle mani dell’amico Raimondo Scotto di Covella, valido dirigente e sincero riformista. Devo tuttavia sottolineare che, onestamente, finora nel locale circolo non sono mai stati affrontati temi riguardanti l’amministrazione locale. Ma in Comuni piccoli, dove dominano le liste civiche credo che sia una scelta saggia. Finito l’impegno del Congresso provinciale, che si svolgerà in maniera unitaria attorno alla figura del giovane Marco Sarracino, il nostro sguardo si rivolgerà alle Regionali”.

Insomma, ci stai raccontando di un mezzo disimpegno.

Assolutamente NO. Credo che come partito e come area riformista abbiamo il dovere di fare delle proposte sulle cose concrete, che sono quelle che interessano i cittadini. Sui programmi, sui problemi da risolvere, sulla Procida che vogliamo per il futuro”.

Una cosa come la “Procida che Vorrei”, allora…

“Allora lo vedi che mi vuoi tirare per la giacchetta? La “Procida che Vorrei” è una formazione civica che non ho condiviso e della quale continuo a non sentirmi parte. L’amministrazione Ambrosino ha avuto, però, più luci che ombre nell’ordinaria amministrazione. Chi sostiene che Procida è al disastro mente clamorosamente. I “ragazzi” all’amministrazione hanno lavorato con passione e alacremente. È mancato, a mio modo di vedere, proprio il segno di un VERO CAMBIAMENTO: è mancata una visione a scapito di qualche slogan di troppo. Caro amico mio, temo si avvicini una campagna elettorale basata su personalismi e su veleni. Io mi impegnerò con proposte e con idee. Rifuggo dalle polemiche, lo sai. Non portano a nulla. Neanche ai facili consensi che qualcuno immagina”.

Proposte? Allora chiudiamo con una proposta, almeno…

“Si. Una proposta è seria e realizzabile quando tiene conto dello scenario territoriale e delle sue complessità. Allora credo che l’isola di Procida sia un territorio troppo piccolo per risolvere, da solo, ed in sé, alcuni problemi. Mi piace l’idea dell’amico Giosi Ferrandino, europarlamentare, di riprendere a considerare le nostre isole come parte integrante (anzi come perle, parti più preziose) del comprensorio dell’Area Flegrea e pensare, insieme con esso, un PROGETTO, ampio e sostenibile, di sviluppo ambientale e di incentivo di una vivibilità ecocompatibile di tutta l’area flegrea. Dovrà essere un progetto proposto in sinergia con la Regione, con il Governo e con l’UE. Affrontando, nella giusta scala, i temi della mobilità integrata (marittima e terrestre), della difesa delle coste, della riconversione energetica e del ciclo dei rifiuti. E naturalmente mirando il tutto alla valorizzazione di quei beni ambientali e culturali straordinari (con enormi ricadute turistiche) che giacciono sui nostri territori. I nostri antenati (a partire dai Greci e dai Romani) avevano compreso l’importanza dell’unicità e dell’unitarietà del territorio flegreo (isole comprese). Alle soglie degli anni ‘20 non perdiamo il tempo in inutili campanilismi”.

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