SOS. SALVIAMO IL PICCOLO MUSEO “L’ORO DEL MARE”

Procida Diecimila euro segna il contatore delle donazioni come obiettivo finale. Il necessario per sopravvivere per una delle più interessanti iniziative culturali sviluppate da privati o associazioni nell’ultimo periodo.

Così, mentre assistiamo allo smantellamento della ricostruzione della Marina Corricella, riprodotta nella ex chiesa di Santa Margherita nuova, ( per varie diatribe ), mentre assistiamo al degrado più totale attorno a certi temi culturali della storia di Procida, il tutto condito da chiese chiuse, processioni che da mattutine diventano serali, strampalate processioni per mare, congreghe commissariate e ci fermiamo qui, un piccolo scrigno di bellezza e ricchezza che questa estate è stato uno dei fiori all’occhiello della offerta culturale di questo territorio, rischia di morire per sempre.

Battagliera sostenitrice di questa vicenda la nota Elisabetta Montaldo che si è fatta portavoce di questa iniziativa di raccolta fondi, che potrebbe essere una boccata di ossigeno per l’associazione.

La rimettiamo nella sua interezza perché definisce bene la situazione, sperando davvero che si possa trovare un rimedio.

IL PROGETTO

“L’oro del mare racconta la storia” è la mostra che abbiamo allestito da giugno ad agosto 2019 nell’antico porto di Procida per raccontare la millenaria storia dell’isola con i suoi marinai, armatori e pirati attraverso l’esposizione di quadri d’epoca, costumi originali e oggetti che ne illustrano il percorso avventuroso corredati di didascalie in tre lingue.

A integrare questo racconto uno schermo alterna il bel video “L’oro di Procida” per la regia di Renato Muro sponsorizzato da Marina di Procida e centinaia di foto d’archivio a cura di Donatella Pandolfi.

LA REALIZZAZIONE

L’associazione l’ORO DEL MARE realizza il progetto grazie al sostegno parziale di istituzioni, privati, università e aziende.

In giugno, L’ORO DEL MARE vara la mostra che resta aperta per tre mesi grazie al quotidiano impegno volontario da parte dei membri dell’associazione.

IL SUCCESSO

Nei trenta metri quadri della mostra sapientemente arredati e illuminati passano più di duemila visitatori attenti.

Nel registro dei commenti scrivono parole di lode oltre 500 persone di ogni parte del mondo con firme eccellenti come Alessandro Baricco, Daria Bignardi, Valeria Parrella, storici, accademici, biblioteche, L’Associazione ‘LIBERA’, il direttore del Museo Civico “Sebastiano Tusa”, la Biblioteca Nazionale, le summer school internazionali dell’Università di Studi Orientali, di Rochester e di Santa Barbara, i complimenti ufficiali del Consolato Americano a Napoli.

IL PROBLEMA

Nel mese di settembre, il più propizio per la frequentazione dell’isola, ‘L’oro del Mare’ chiude bruscamente i battenti ed è costretta ad approfittare dell’ospitalità provvisoria offerta dalla locale scuola media. Le costanti perdite d’acqua minacciano i reperti autentici esposti. Costumi del settecento e ottocenteschi modelli navali, rischiano danni irreparabili mettendo l’associazione L’ORO DEL MARE nella condizione di contravvenire al suo statuto che la obbliga a difendere “le testimonianze materiali della storia di Procida”.


IL FUTURO DELL’ORO DEL MARE COME MOSTRA PERMANENTE.

Procida purtroppo non ha ancora un Museo Civico e L’ORO DEL MARE rende un servizio indispensabile non soltanto ai numerosi visitatori dell’isola ma ai residenti ai quali interessa conoscere la propria storia marinara nei secoli.

La caratteristica non commerciale della mostra che si avvale dell’apporto volontario di soci e collezionisti non ci permette di affrontare un costo fisso di diecimila euro annui per affittare un locale adeguato.

A questa cifra vanno aggiunti i costi di gestione, il ripristino dell’allestimento e della campagna pubblicitaria, necessari per ripartire.


ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO ORA PER NON PRIVARE PROCIDA DI UN SERVIZIO FONDAMENTALE.

Conclusa la raccolta di fondi e ripresa la fruibilità della mostra chiederemo al Comune di Procida e alla Regione Campania di adottarla per assicurane la gestione nel tempo e collegarla ad altri musei ed istituti culturali pubblici.

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