TRA EUROPEE E L’ANNO CHE VERRA’. Avv. Mariano Cascone: «Procida ha bisogno di un’alternativa, ma non di uomini soli al comando»

Redazione – Le arti divinatorie non sono mai state tra le cose che i procidani sanno fare meglio. Figurarsi poi quando a spingerci più in la nelle previsioni è qualcosa che ha lontanamente a che fare con la politica. Su un’isola tutto sommato restia ai grandi cambiamenti, dunque, appare impossibile decifrare questo o quel segnale che indirizzi chi come noi cerca di raccontare l’isola.

Fatto sta che siamo nel duemiladiciannove e che, mese in più mese in meno, dovrà per forza di cose iniziare a prendere forma un dibattito politico locale. Vuoi per necessità contingenti, vuoi anche perché da qui a qualche mese si voterà per il parlamento europeo.

E da sempre le elezioni europee sono una cartina tornasole della politica isolana per iniziare per così dire a contarsi. A differenza della volta scorsa, i cambiamenti non saranno pochi. Anzi. I partiti di 5 anni fa che la fecero da padrona anche a livello locale sono letteralmente alla canna del gas. Del resto il riflesso di quello che avviene a livello nazionale è ben evidente. Un Pd che è ancora senza segretario in attesa del 3 marzo e un centro destra di governo e di lotta, con la Lega al potere e FI all’opposizione con FDI. Insomma un bel pasticcio.

Tutto ciò non fa che divenire ancora più confusionario sul territorio. Solo pochi giorni fa il circolo del PD  – forse l’unica forma ancora presente di partito sul territorio ( grazie soprattutto al segretario Raimondo Scotto di Covella) ha tenuto la sua convenzione per le primarie. 22 votanti su 27 iscritti. Ha vinto (ma di poco) Zingaretti con 9 preferenze, seguito da Martina, e dalla coppia Giachetti e Ascani con 7 e 6 voti.  Un risultato che può non fregare, ma che pone una serie di interrogativi, o meglio dovrebbe porre una serie di interrogativi alla amministrazione comunale che seppur definita “civica” ha avuto da sempre nel sindaco e nel suo entourage, un’anima piddina.

Bene, quell’anima che ha votato Zingaretti, è oggi minoritaria nei numeri nel circolo. Tralasciando questo aspetto che oggi ci interessa quanto un fico secco, pare comunque non essere messa in discussione la leadership di Dino Ambrosino che sarà anche il candidato a sindaco nell’anno che verrà. Tutt’apposto. Veniamo a quell’altro lato. Imbarazzante. “Per Procida” e il centro destra si sono sciolte non qualche mese dopo il voto del maggio 2015, come poteva essere pure logico. Ma sono evaporate mesi prima, e cioè dal passo indietro del deux ex machina di quell’area politica Lugi Muro. Già allora solo qualche pazzo poteva pensare che quelle elezioni si potevano vincere. A mantenere il vessillo in consiglio comunale sono rimasti Menico Scala e Maria Capodanno. I comunicati stampa e poco altro.

Il quadro non è proprio dei migliori ma è con tutto ciò bisognerà confrontarsi. E dunque, la tornata per l’elezione dei parlamentari europei  sarà un passaggio politico importante sebbene ad un anno dalla successiva consultazione amministrativa, può offrire solo una approssimativa valutazione delle previsioni, a causa del peso delle varie posizioni politiche, per i diversi meccanismi elettorali, e per l’assenza di reali aggregazioni locali. E’ indubbio – come ha scritto qualcuno – comunque che gli aspiranti candidati alle elezioni amministrative dovranno pur dar nell’anno qualche segnale di vita e di presenza.

In tal senso va l’intervento dell’avvocato Mariano Cascone ex consigliere comunale e da sempre stimato professionista isolano che in un post social ha inviato un chiaro messaggio soprattutto a Luigi Muro che ormai da tempo non nasconde la volontà di volersi ricandidare:

«Oggi riflettevo su un fatto – dice Cascone –  Il 2020 è vicino e con esso le elezioni comunali. Si tireranno le somme e si faranno bilanci. Unica certezza, ad oggi, é che l’attuale Sindaco legittimamente si ricandida. È evidentemente convinto di aver fatto un buon lavoro e chiederà di continuare l’esperienza di governo. I cittadini giudicheranno. E l’opposizione? Quella non manca. Può piacere o meno. Ma c’è e fa il suo dovere. Ma l’opposizione da sola non basta. C’è bisogno di una alternativa, che è cosa ben diversa. Si costruisce con le idee, il confronto ed il dialogo. Senza uomini soli al comando, ma costruendo uno spirito condiviso di prospettive, amalgamando esperienze diverse, senza mai innamorarsi delle proprie convinzioni. Un cammino mai semplice. Sia ben chiaro. Ma che bisogna assolutamente avviare. Perché – e conclude – chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso».

Da commentatori politici, con i tempi che corrono, crediamo che non sarà semplice, mancando aggregazioni politiche operanti stabilmente sul territorio e che in passato rappresentavano punti di riferimento, punti di formazione e di confronto, pur con tutti i limiti e gli errori. Lo auspichiamo da una parte e dall’altra. Del resto, da qualche parte bisognerà pur partire.

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  1. Antonio /

    Aspettando le votazioni per l’Europa si
    Ma aspettando pure che il ministro Salvini ci sveli
    l’arcano
    Prima gli italiani
    Chiediamo a Salvini quali italiani
    Quelli che hanno industrie, lavoro, aeroporti
    autostrade servizi e continui investimenti.
    O quelli di Matera che aspettano un treno da oltre un secolo
    O tutti i siciliani i calabresi lucani campani pugliesi molisani e Abbruzzesi che vivono senza di tutto quello su menzionato e costretti ad emigrare.
    I padani fottono
    I terroni pagano

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