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Raccontare il presente, capire il futuro

L’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia e Marco Tarquinio in dialogo per la “Casa comune”

DiRedazione Procida

Set 8, 2022

Procida – Ha preso spunto da un passo dell’Enciclica del 2015 “Laudato sì” l’incontro pubblico che si è tenuto lunedì scorso a Marina Chiaiolella, nell’ambito delle iniziative di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022: “In dialogo per la cura del Creato, la nostra Casa Comune” e che ha visto la partecipazione dell’arcivescovo di Napoli Don Mimmo Battaglia e del direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio.

Il dibattito è stato promosso dal delegato per il Clero Don Lello Ponticelli è ha visto la partecipazione del vescovo ausiliare di Napoli e procidano doc Mons. Michele Autuoro, oltre che le autorità civili e militare del territorio.

Dopo una breve introduzione di Don Lello Ponticelli che ha spiegato le ragioni che hanno promosso l’incontro e il dibattito, è stata la giornalista che ha moderato la serata Vittoria Prosciandaro, che rappresentato  quanto siano  state importanti nella storia dell’isola, il mare e l’istituzione ecclesiastica.

“Un’isola fatta di acqua salata e acqua santa, la vita religiosa intessuta con quella civile: 14 chiese su una estensione di quattro chilometri e mezzo”, rivolgendosi al vescovo.

«Custodire la terra – ha risposto Don Mimmo – diventa custodire la vita. La bellezza della spiritualità di questa terra “santa e salata” sta soprattutto nella capacità di riconoscere il senso della bellezza».

Il dibattito poi ha toccato punti fondamentali con il direttore Tarquinio che ha ripreso l’immagine di Papa Francesco sui modelli di successo e di economia:

«L’immagine di una economia circolare che non lascia dietro di sé scorie, tali da rovinare la vita, ma che, al contrario, inserisce in un circuito virtuoso tutto ciò che noi produciamo e consumiamo, riportandolo poi a una condizione tale da generare nuova possibilità».

Purtroppo le 169 guerre di «diversa qualità e intensità che insanguinano la nostra umanità provocano sofferenze, disastri collaterali, tali da generare conseguenze economiche non solo per quella terra, ma per tutte quelle collegate». In economia, ricorda Tarquinio, «nessun pasto è gratis. La guerra si paga. Quando va bene ti arriva sotto forma di una bolletta più cara, quando va male, sotto forme di bombe che distruggono la tua casa, la tua vita e la tua speranza di futuro».

Don Mimmo ha racconta la sua esperienza in Honduras e la presenza di case di cartone, dove vivevano bambini poverissimi, dinanzi alla multinazionale della Coca Cola, uno stridente contrasto. «Da che parte stai: stai dalla parte di quei bambini che stanno in quelle case di cartone o stai dalla parte della Coca Cola – è la domanda – le due cose non possono stare insieme».

«Il nostro impegno – dice – è proprio quello di stare dalla parte di tutti coloro che oggi nella vita fanno fatica, di tutti coloro che stanno soffrendo e non vogliono arrendersi perché credono ancora in una speranza: noi vogliamo essere i custodi di questa speranza».

L’appello, allora, è anche ai politici, alla vigilia delle elezioni «Chiediamo il coraggio della coerenza nella vita e nelle scelte. Anche qui a Napoli abbiamo le nostre “case di cartone” e non possiamo girarci dall’altra parte. Questo chiediamo al mondo della politica, ma non possiamo farlo, se come Chiesa non siamo stati coerenti con le scelte fatte».

Il direttore Tarquinio ha fatto poi un appello perché «questa campagna elettorale ancora una volta ci costringe a sentir parlare di come alzare un muro attraverso il Mediterraneo perché c’è il “rischio” di essere invasi da gente che arriva da altre parti, anziché occuparci dell’impoverimento del paese stesso; della mancanza di manodopera; dell’errore di tutte le politiche per la famiglia».

Da Procida il messaggio è stato chiaro, concordando i relatori: «essere custodi di ciò che ci riguarda, abitando il tempo come cittadini di questo presente».

 

 

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