{"id":20647,"date":"2020-09-13T17:56:32","date_gmt":"2020-09-13T16:56:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=20647"},"modified":"2020-09-14T08:00:31","modified_gmt":"2020-09-14T07:00:31","slug":"leditoriale-di-gino-finelli-vi-raccontero-una-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=20647","title":{"rendered":"L&#8217;editoriale di Gino Finelli: \u00abVi racconter\u00f2 una storia\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Gino Finelli &#8211; Vi racconter\u00f2 una storia. \u00a0E\u2019 la storia di un ragazzo di nome Arturo che abitava una piccola isola del mediterraneo e che guardava fin d piccolo le barche che si allontanavano dal suo scoglio immaginando cosa ci fosse dall\u2019altra parte e desiderando salire su una di quelle barche per navigare e scoprire il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Arturo, al chiarore del giorno quando il sole si presenta agli occhi con la sua luce accecante e il suo tepore, andava sulla spiaggia vicino la sua casa e si tuffava in quell\u2019acqua cristallina guardando i fondali, la prateria di poseidonia e dentro di essa la vita affascinante con pesci di ogni tipo e si avvicinava alla montagna che degradava verso il mare a cercare piccole insenature che nascondevano prede preziose. Di tanto in tanto risaliva con qualche pesce pescato senza strumenti, spesso con le sole mani, o con un secchio pieno di cozze, taratufi e piccole vongole. Amava il suo mare, ma guardava sempre lontano quelle barche che si allontanavano e la gente che vi saliva sperando sempre di essere uno di quei passeggeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Come tutti i ragazzi anche Arturo studiava per imparare l\u2019arte della navigazione ed era anche uno studente diligente e particolarmente dotato. Giunse il tempo del suo distacco dalla sua isola. \u201cAveva gli occhi tristi guardando diritto verso nord pensando a quando avrebbe detto tra qualche giorno torner\u00f2.\u201d Aveva lasciata la sua terra e anche un piccolo ed iniziale amore. &nbsp;Arturo sapeva che quando sarebbe tornato, dopo un viaggio probabilmente avventuroso, avrebbe trovato la sua Procida avvolta dalla luce e dai suoi colori e da quel profumo di agrumi che riempivano l\u2019aria. Ma Arturo voleva conoscere il mondo, le altre genti, le loro abitudini, un nuovo linguaggio. Nella sua fervida immaginazione pensava di poter portare sul suo scoglio il grande bagaglio di esperienze e soprattutto quella voglia di dare un contributo di rinnovamento e di sviluppo. Quando sbarcava nei porti si avventurava nelle citt\u00e0 per imparare e conoscere e, nelle lunghe ore di navigazione, leggeva la storia della sua terra paragonandola spesso con le altre, ma soprattutto imparando ad apprezzarla, ma anche a sviluppare uno spirito critico rispetto alle consuetudini, abitudini, modi di pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Divenne colto, impar\u00f2 le lingue, studi\u00f2 la storia e, finalmente quando sbarc\u00f2 sulla sua terra, il suo sguardo non fu quello dell\u2019ammirazione passiva che si immerge nei ricordi, ma quello di uno scrutatore attento e rigoroso di quanto era e stava accadendo, di quello sviluppo incontrollato e senza regole, di quella gente che forse non aveva come lui imparato e studiata quella storia di bellezza e di ricchezza culturale, che erano state la ragione della crescita nei secoli di un piccolissimo territorio bagnato dal mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gir\u00f2 per le strade e le vide affumicate dallo smog di auto e moto, senza nessuna possibilit\u00e0 di passeggiare e godere le meraviglie di palazzi storici e di lussureggianti giardini. And\u00f2 sulle spiagge e le vide sporche, mal tenute, not\u00f2 che anche i lidi erano poco curati e non in linea con la bellezza del luogo. Si avventur\u00f2 alla Corricella e la trov\u00f2 invasa da ristoranti con un odore pungente di frittura, depredata della sua storia e del suo fascino. Passeggi\u00f2 sul lungomare della Chiaiolella gettando lo sguardo a quella spiaggia che quasi non c\u2019era pi\u00f9. Trov\u00f2 la sua terra invasa, violentata, offesa da quello sviluppo insostenibile e incontrollato, frutto certo di un mancato rispetto di regole e leggi, ma anche espressione di un permissivismo anarchico dettato da quella politica che avrebbe dovuto e potuto indicare un percorso e progettare una sostenibilit\u00e0 di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>Arturo pens\u00f2 che era tempo di raccontare, spiegare e infine proporre idee di rinnovamento nuove e si avventur\u00f2 sulla strada dello scontro con la sua gente che lo vedeva come un disturbatore di quelle piccole e malsane libert\u00e0 che erano tanto radicate da divenire una insanabile malattia. Ma non si arrese e tenace persever\u00f2 nel tentativo di insegnare ad amare e custodire la propria terra, nel tentativo di far comprendere che gli scempi che l\u2019uomo compie, alla fine si ritorcono inevitabilmente contro loro stessi, che il mare quello che da anni era la loro risorsa, avrebbe finito con il diventare un loro problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto cerc\u00f2 di far comprendere che non era vero che l\u2019isola era dei procidani perch\u00e9 quando si possiede qualcosa si prova un sentimento che non \u00e8 solo propriet\u00e0, ma che \u00e8 di amore, dedizione e cura del proprio territorio. Non amavano dunque la loro Isola, o erano talmente presi dalla frettolosit\u00e0 ed avidit\u00e0 della vita da non riuscire a comprendere i danni che stavano producendo?<\/p>\n\n\n\n<p>Non si azzard\u00f2 a dare una risposta, d\u2019altronde non avrebbe potuto farlo, ma sapeva che quello che non avrebbero fatto gli abitanti del posto, lo avrebbe inevitabilmente fatto la natura che si sarebbe riappropriata di quello che gli era stato tolto, ripristinando l\u2019equilibrio e, con esso forse un nuovo corso della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Part\u00ec, ebbe notizie e decise di non ritornare per non assistere alla decadenza di quel posto che nella sua anima era lo scrigno delle sue infinite emozioni. Ma la voglia di rivedere la sua terra fu cos\u00ec forte che alla fine prevalse e approd\u00f2 di nuovo nella sua Isola con la certezza che avrebbe cambiato molte cose&nbsp;&nbsp; determinando nella popolazione una coscienza nuova tesa alla salvaguardia e preservazione di una terra nata per soddisfare i sensi.&nbsp; Riusc\u00ec ad ottenere un consenso, era la novit\u00e0, l\u2019uomo giusto che avrebbe iniziato un nuovo corso per uno sviluppo sostenibile. Avrebbe educato al rispetto delle regole le nuove generazioni e trasformata la coscienza sociale insegnando, finalmente, una consapevolezza ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si scontr\u00f2 con il potere locale e cerc\u00f2 nel suo piccolo di insegnare qualcosa a chi non voleva imparare. Tent\u00f2 di sollecitare quella dialettica costruttiva fondata sulla conoscenza ed esperienza. Ma trov\u00f2 difronte sempre una porta chiusa, quella della indifferenza e a finanche del disprezzo. Trov\u00f2 la strada sbarrata proprio da chi avrebbe dovuta aprirla, e si arrese, scoraggiato dalla protervia e dall\u2019arroganza di chi lo aveva fatto sognare in un progetto di crescita e sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando verso nord pens\u00f2 che anche lui, come gli altri che aveva sempre biasimato, era inciampato nello stesso tragico errore e cio\u00e8 credersi diverso, migliore, capace. <strong>E pens\u00f2 che non c\u2019\u00e8 virt\u00f9 cos\u00ec grande che possa sconfiggere la tentazione di credersi insostituibile ed unico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Arturo part\u00ec di nuovo e ritorn\u00f2 al suo lavoro lasciando l\u2019Isola. Vi avrebbe fatto ritorno un giorno e pens\u00f2 alla poesia di Foscolo, immaginando al posto del fratello Giovanni, la sua terra e la trasform\u00f2 con le sue parole e la stamp\u00f2 in infinite copie che sped\u00ec a tutti i suoi concittadini, elevando cos\u00ec a memoria il suo grido di dolore:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn di, se non andr\u00f2 sempre fuggente di gente in gente, mi vedrai seduto o terra mia gemendo il fior dei tuoi gentili anni caduti. Ma io deluso a voi le palme tendo e se da lunge i miei tetti saluto. Questo di tanta speme oggi mi resta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di noi pu\u00f2 essere Arturo poich\u00e9 in ciascuno vi \u00e8 il desiderio, la sensibilit\u00e0 e l\u2019idea di vivere in un mondo migliore e di progettare un futuro per i nostri figli. Ma spesso ci lasciamo prendere dalle piccole cose della quotidianit\u00e0 e dalla impressione di non poter cambiare il corso della storia, di esser una piccola cosa in un mondo che ci rende complici e ci logora. Ma non dobbiamo arrenderci e divenire indifferenti poich\u00e9 quello che non immaginiamo che accade spesso diventa realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gino Finelli &#8211; Vi racconter\u00f2 una storia. \u00a0E\u2019 la storia di un ragazzo di nome Arturo che abitava una piccola isola del mediterraneo e che guardava fin d piccolo le barche che si allontanavano dal suo scoglio immaginando cosa ci fosse dall\u2019altra parte e desiderando salire su una di quelle barche per navigare e scoprire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":20648,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-20647","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20647"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20647\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20649,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20647\/revisions\/20649"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/20648"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}