{"id":21974,"date":"2022-12-11T10:27:28","date_gmt":"2022-12-11T08:27:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=21974"},"modified":"2022-12-11T10:27:28","modified_gmt":"2022-12-11T08:27:28","slug":"gli-intrighi-napoletani-di-madama-penta-e-della-figlia-popa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=21974","title":{"rendered":"<strong>Gli intrighi napoletani di Madama Penta e della figlia Popa<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Giovanni Romeo<\/strong><\/em> &#8211; La vicenda presentata domenica scorsa su \u201cIl Dispari\u201d \u2013 le fatture amorose operate da Tolla, una delle tante donne sposate che nella Napoli del Seicento facevano la vita \u2013 non sarebbe stata la stessa senza gli intrighi di due vicine originarie di Procida, madre e figlia. Rintracciate a fatica dai giudici, Madama Penta e Popa \u2013 cos\u00ec si chiamavano \u2013 non ebbero difficolt\u00e0 a rivelare loro altri dettagli del caso.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 la madre, dichiarando che le tensioni si erano aggravate con il netto peggioramento dei disturbi accusati da tempo da Francesco, il cliente\/amante pi\u00f9 legato a Tolla. Anche lei conferm\u00f2 che l\u2019uomo, oltre ad avvertire dolori ai reni e a sentire come dei chiodi nelle tempie, non riusciva pi\u00f9 ad avere rapporti sessuali: l\u2019impotenza, come tanti altri disturbi in cui l\u2019emotivit\u00e0 aveva un ruolo cruciale, era a quei tempi un malanno sottratto spesso alla valutazione dei medici e affidato un po\u2019 ai rimedi spirituali, un po\u2019 alle mani esperte delle donne.<\/p>\n<p>Non a caso, a quel punto, Francesco aveva chiesto proprio a madama Penta di fissargli un appuntamento con Tolla, la donna amata. Costei, per\u00f2, aveva negato risolutamente ogni responsabilit\u00e0, anche se cerc\u00f2 di acquietarlo, provvedendo a fargli consegnare un piccolo catenaccio sotterrato. A lui fu anche indicato il nome della \u2018vera\u2019 autrice della fattura\u2026Allora, su richiesta dell\u2019uomo, oltremodo inquieto e nervoso, madama Penta lo accompagn\u00f2 a casa della donna, ma costei neg\u00f2 sdegnata ogni responsabilit\u00e0 (era una medica, replic\u00f2, non una fattucchiera).<\/p>\n<p>Le indicazioni pi\u00f9 ricche arrivarono per\u00f2 ai giudici da Popa, la figlia diciottenne di Penta e del capomastro. Le sue informazioni portarono alla luce in primo luogo fitti rapporti confidenziali con la principale sospettata, per giunta del tutto autonomi dal ruolo, pur centrale, della madre. Fu solo lei ad esempio, a precisare che Tolla \u2018si teneva\u2019 Francesco da sei anni e a rivelare particolari molto pi\u00f9 gravi sul suo conto.<\/p>\n<p>Secondo lei, oltre a preparare i catenacci \u2018magici\u2019, la donna invocava il diavolo e pensava di affatturare Francesco attraverso il \u2018cetrangolo\u2019 (l\u2019arancia amara, riempita di spilloni, maleficio tra i pi\u00f9 diffusi e temuti a Napoli e nel Napoletano, ancora oggi). Popa, forte di un\u2019et\u00e0 in cui a quel tempo si era pronte per il matrimonio, sospettava inoltre che Tolla avesse affatturato anche lei, per gelosia.<\/p>\n<p>Raccont\u00f2 infatti che, a seguito dell\u2019ennesimo litigio, si era dovuta mettere a letto per quattro mesi: un gonfiore sospetto le aveva \u2018intorzato\u2019 una gamba e le sue condizioni di salute non erano per niente buone. Le era bastato per\u00f2 far pace con lei per ritrovarsi sana come un pesce, senza utilizzare alcun rimedio.<\/p>\n<p>Aggiunse poi che Tolla le aveva mostrato una calamita, utile per farsi voler bene, e che le aveva anche confidato un altro dettaglio, non proprio irrilevante, in quel secolo, per tanti inquisitori e per tanti giudici europei, laici o ecclesiastici, viste le loro diffuse ossessioni per il patto delle donne col diavolo: aveva imparato a scrivere col sangue estratto da un dito una lettera all\u2019uomo che l\u2019aveva tradita, per legarlo indissolubilmente a s\u00e9.<\/p>\n<p>Quel dettaglio, per\u00f2, non impression\u00f2 pi\u00f9 di tanto i giudici della Curia arcivescovile. Servirono a poco anche le informazioni raccolte nel corso delle due deposizioni finali, che pure confermarono e arricchirono il quadro relativo al ruolo di primo piano avuto nella vicenda dalle due isolane. Le rese Francesco, la vittima designata, lo scrivano snervato da quasi un anno di malesseri misteriosi, refrattari alle cure e agli esorcismi.<\/p>\n<p>Egli ribad\u00ec che nella fase iniziale dei disturbi li aveva attribuiti all\u2019eccesso di lavoro. Inoltre, come a sottolineare la sua superiorit\u00e0 rispetto a pratiche cos\u00ec ignobili, dichiar\u00f2 che a quelle cose non aveva mai prestato attenzione. Anche quando l\u2019amico con cui si era confidato gli aveva detto che Tolla aveva spiattellato a destra e manca la notizia dell\u2019avvenuto affatturamento, aveva ribattuto che non credeva all\u2019efficacia di quelle manovre.<\/p>\n<p>Quando per\u00f2 aveva saputo che tra gli effetti del maleficio ci poteva essere anche l\u2019impotenza, si era ricreduto: tra i suoi disturbi era proprio quello il pi\u00f9 serio\u2026 Gli venne anche in mente che gi\u00e0 a Palermo gli era capitata una disavventura simile. A quel punto, memore di come aveva rimediato a quel brutto \u2018incidente\u2019, aveva chiesto a madama Penta l\u2019appuntamento con Tolla. E ci era andato carico di rabbia, deciso a sfidare la vecchia amante.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, non appena la donna neg\u00f2 qualsiasi responsabilit\u00e0, oltre a ricordarle il possibile castigo del Signore (\u2018avrebbe potuto pagare appresso Dio\u2019), minacci\u00f2 di sfregiarla (\u2018l\u2019haveria tagliato la faccie\u2019), con il gesto brutale che nella Napoli moderna segnava il passaggio dalla condizione di donna onorata a quella di meretrice.<\/p>\n<p>Lo sfogo di Francesco, cos\u00ec come la sua successiva deposizione, non ottenne alcun risultato: Tolla rimase uccel di bosco. Da tempo ormai l\u2019Inquisizione, non soltanto a Napoli, su quel versante combinava poco: accumulava migliaia e migliaia di incartamenti, destinati soltanto, quasi sempre, a riempirsi di polvere. Fu cos\u00ec che a Procida, come in ogni angolo della penisola, le pratiche magiche continuarono a prosperare a lungo, pressoch\u00e9 indisturbate. Non mancheranno perci\u00f2 le occasioni per illustrare vicende non dissimili da quelle delle due intraprendenti isolane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; La vicenda presentata domenica scorsa su \u201cIl Dispari\u201d \u2013 le fatture amorose operate da Tolla, una delle tante donne sposate che nella Napoli del Seicento facevano la vita \u2013 non sarebbe stata la stessa senza gli intrighi di due vicine originarie di Procida, madre e figlia. 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