{"id":22043,"date":"2023-01-06T14:16:55","date_gmt":"2023-01-06T12:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22043"},"modified":"2023-01-06T14:16:55","modified_gmt":"2023-01-06T12:16:55","slug":"benedetto-xvi-il-papa-che-non-meritavamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22043","title":{"rendered":"BENEDETTO XVI: IL PAPA CHE NON MERITAVAMO"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Eliana De Sanctis<\/strong>\u00a0\u2013 In questi giorni successivi alla fine di Benedetto XVI \u00e8 tutto un pullulare di riflessioni (spesso giudizi) sul Papa scomparso, verso cui all\u2019improvviso \u00e8 piombata un\u2019attenzione assopita per anni.<\/p>\n<p>Anzi per essere pi\u00f9 precisi, un\u2019attenzione che non c\u2019\u00e8 mai stata, n\u00e8 da parte dei media, che prontamente lo hanno categorizzato come conservatore, distaccato, quasi disposto a riaprire una guerra di religione con il Vicino Oriente; n\u00e8 tantomeno da parte del popolo, che da quei media si \u00e8 fatto condizionare e non poco.<\/p>\n<p>Oggi, invece, tutti sembrano nutrire un affetto per questa figura che va via, in molti gli riconoscono uno spessore intellettuale rimasto incompreso (e di cui ha sicuramente pagato lo scotto), alcuni si dilettano perfino a interpretare quella \u201cstrana\u201d relazione tra Fede e Ragione, come da qualche tempo \u00e8 abitudine fare con ogni cosa.<\/p>\n<p>E poi ci sono coloro che, con coerenza verso le proprie idee, neppure gli rivolgono un ultimo pensiero.<\/p>\n<p>Non sta a me stabilire un giudizio ultimo e definitivo su un personaggio dai molteplici volti (come lo sono tutti quelli che hanno personalit\u00e0 imponenti o occupano posti di prestigio), ma mi viene da sorridere nell\u2019assistere a improbabili esegeti che su due piedi si accorgono improvvisamente di capire (e soprattutto interessarsi) un nesso tanto complesso come quello tra Fede e Ragione, di cui finiscono per attribuire la paternit\u00e0 proprio a Ratzinger.<\/p>\n<p>E siamo di fronte al primo errore: il concetto di una \u201cfede razionale\u201d sta proprio alle origini del pensiero cristiano. Il cristianesimo si sviluppa proprio a partire dalla pretesa di essere \u201cl\u2019unica religione razionale\u201d, dove per \u201crazionale\u201d non si deve intendere (semplicemente) il suo essere accettabile da un punto di vista logico e matematico, ma il fatto che essa realizzi la Ragione.<\/p>\n<p>E non si tratta di certo di un pensiero di Ratzinger, il quale si \u00e8 semplicemente limitato a custodirlo fornendone magari nuove formule interpretative.<\/p>\n<p>Da qui il passo verso il secondo fraintedimento \u00e8 presto fatto: la tutela della dottrina cristiana comporta la difesa del dogma dell\u2019Incarnazione, che contraddistingue il cristianesimo da tutte le altre fedi, che venerano una divinit\u00e0 trascendente.<\/p>\n<p>Il confronto tra immanenza e trascendenza, carne e spirito, \u00e8 pane quotidiano per chi si occupa di teologia; diventa invece oggetto di scandalo se filtrato dai media, che lo trasformano (pi\u00f9 o meno consapevolmente) in una questione politica.<\/p>\n<p>Sono episodi che pongono in evidenza la difficolt\u00e0 sociale nel comprendere un Papa \u201ctroppo teologo\u201d, segnandone il destino in un\u2019epoca in cui al pensiero complesso \u00e8 preferita la comunicazione immediata e scenica che fa leva sull\u2019imprinting emotivo.<\/p>\n<p>Questa la spinta alla decaduta di Benedetto XVI a cui ha prestato il fianco la sua indole dogmatica (ha dopotutto insegnanto per anni Teologia Dogmatica, un po\u2019 di deformazione professionale ci starebbe anche, no?) venduta per conservatrice. Una semplice sostituzione di parole che trasforma interamente un significato, perch\u00e8 se il \u201cdogmatico\u201d \u00e8 non solo l\u2019ammissibile, ma addirittura il necessario sostrato di qualsiasi dottrina metafisica, il \u201cconservatore\u201d sa di obsoleto, chiuso e respingente verso un mondo che ha la necessit\u00e0 di dirsi fresco, nuovo e giovane, inclusivo e libero.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, che la lettura mediatica disegn\u00f2 il profilo di un Papa non popolare, a cui furono addossati i (soliti) scandali che turbano la Chiesa da tempo immemore (sempre), giungendo al prodotto finale di una figura da respingere, preferendovi qualcuno che sapesse stare \u201cal passo con i tempi\u201d.<\/p>\n<p>Poteva un Papa che combatteva il relativismo sopravvivere in un\u2019epoca iper-relativista come \u00e8 questa nostra?<\/p>\n<p>A dispetto di tutto, per\u00f2, resta il cristallo teorico della teologia cristiana, che fonder\u00e0 la Chiesa di qualsiasi tempo. L\u2019interpretazione dottrinale lascia il tempo che trova di fronte a principi che rappresentano la carne e lo spirito del Cristianesimo stesso. E tutto ci\u00f2 \u00e8 in un certo senso confortante: un pensiero che si scolla definitivamente dal proprio dogma \u00e8 destinato alla morte.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di ci\u00f2 che si pensi di Benedetto XVI, di Joseph Ratzinger, gli va riconosciuta l\u2019ostinazione con cui ha difeso il cuore del proprio credo, permettendogli di resistere in un tempo storico che tutto sopraffa, tutto annienta, tutto divora<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eliana De Sanctis\u00a0\u2013 In questi giorni successivi alla fine di Benedetto XVI \u00e8 tutto un pullulare di riflessioni (spesso giudizi) sul Papa scomparso, verso cui all\u2019improvviso \u00e8 piombata un\u2019attenzione assopita per anni. 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