{"id":22059,"date":"2023-01-21T15:04:16","date_gmt":"2023-01-21T13:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22059"},"modified":"2023-01-21T15:04:16","modified_gmt":"2023-01-21T13:04:16","slug":"cosa-ci-resta-di-procida-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22059","title":{"rendered":"<strong>Cosa ci resta di Procida 2022<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Gino Finelli &#8211; \u201cIn quest\u2019anno da Capitale della cultura abbiamo imparato che l\u2019energia dei singoli diviene energia collettiva. \u00a0Una grande lezione che possiamo sintetizzare\u00a0 \u00a0con le parole di Antonio Neiwiller: \u00a0\u201cChe senso ha se a salvarsi \u00e8 uno solo\u201d. Dunque abbiamo imparato che la leva culturale, quando \u00e8 coesiva e fortemente sentita dalla collettivit\u00e0, rappresenta per davvero un volano di sviluppo e d\u2019 integrazione sociale sostenibile.<\/p>\n<p>Questa la spiegazione data dal paco nella serata conclusiva di Procida 2022, una spiegazione in linea con il senso della nomina e soprattutto con un progetto di prospettiva e crescita sulla base culturale.<\/p>\n<p>Tutto vero condivisibile e condiviso da me che ho sempre scritto sulla necessit\u00e0 di integrare, il pi\u00f9 possibile, la popolazione nel progetto e di implementare una coesione sociale che potesse far comprendere a tutti, o almeno ad una larga fetta della popolazione, l\u2019importanza di utilizzare lo strumento culturale, in un territorio piccolo e fortemente popolato, come la nostra isola, come volano e integrazione alla via del mare.<\/p>\n<p>Una riflessione che \u00e8 stata anche oggetto del libro Procida Mon- Amour e che ha spinto anche moltissimi intellettuali e cittadini comuni ad aderire all\u2019Osservatorio per la tutela e lo sviluppo sostenibile dell\u2019Isola, nato per contribuire attraverso competenze specifiche ed esperienze, alla riuscita di un evento cos\u00ec ambizioso Quest\u2019ultimo, fortemente contestato dal Sindaco, \u00e8 stato visto impropriamente ed aggiungerei anche con malizia, come limitante per le decisioni e le scelte dell\u2019amministrazione.<\/p>\n<p>Ma la domanda, che per dirlo con Marzullo \u201cviene spontanea\u201d \u00e8 \u00a0: cosa c\u2019\u00e8 stato di inclusivo e in che misura \u00e8 stata coinvolta la popolazione e come la leva culturale ha rappresentato una possibilit\u00e0 percepita dalla collettivit\u00e0 di possibile sviluppo?<\/p>\n<p>Pur apprezzando l\u2019impegno, non facile e, comprendendo le difficolt\u00e0 organizzative, il progetto con le sue manifestazioni e la sua organizzazione \u00e8 stato carente e non gi\u00e0 per l\u2019aspetto culturale e per la significativit\u00e0 degli eventi, molti di essi sono stati interessanti, singolari e degni certamente di essere elogiati, ma l\u2019insufficienza di comunicazione, l\u2019assenza totale di informazione ed infine il mancato \u00a0coinvolgimento delle genti del luogo, hanno finito con il manifestare una carenza proprio di quella cultura che si \u00e8 sbandierata, probabilmente senza conoscerne a fondo il suo vero significato.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la leva culturale che avrebbe dovuto fare da collante e promuovere coesione sociale, mitigare le conflittualit\u00e0 locali, ha finito con l\u2019acuire la gi\u00e0 complessa realt\u00e0 del territorio, costruendo ancor di pi\u00f9 fazioni, antipatie e sviluppando dei risentimenti, fino a rabbia, che nulla hanno a che vedere con la cultura e soprattutto con l\u2019intento di chi ha voluto vedere nel progetto di Capitale della Cultura Italiana un significativo motore \u00a0di sostenibilit\u00e0 di un territorio attraverso un meccanismo alternativo.<\/p>\n<p>Una grande lezione l\u2019abbiamo imparata da quest\u2019anno ed \u00e8 quella che non possiamo esporre la nostra Isola al turismo di massa incontrollato ed incontrollabile. Non possiamo e non dobbiamo, per questo tipo di turismo, perdere o sacrificare la grande bellezza della nostra terra e la sua storia. Non possiamo dimenticare che il mare e le genti che hanno e continuano a lavorare su esso e per esso sono state e continuano ad essere la vera risorsa e la grande cultura del nostro territorio. E infine non dobbiamo mai perdere di vista che abbiamo gi\u00e0 violentato il nostro spazio vitale e che quello che rimane va preservato, custodito e protetto.<\/p>\n<p>Cosa dunque rimane di quest\u2019anno? La consapevolezza forse un p\u00f2 dimenticata, che l\u2019Isola con la sua storia, le sue genti, le sue coste il suo mare, \u00e8 bella \u00e8 un patrimonio di immensa cultura e di grandi leggende. <strong>E\u2019 l\u2019oasi dove moltissimi uomini di cultura, quella vera, si sono rifugiati perch\u00e9 in essa hanno trovato ispirazione e creativit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Rimane la coscienza di aver vissuto un anno sulla ribalta del mondo, ma non per apparire, come hanno fatto spesso credere, ma per essere, per quello che siamo stati, che abbiamo rappresentato nella storia dell\u2019Italia, che siamo e che mi auguro davvero continueremo ad essere.<\/p>\n<p>Procida \u00e8 il luogo dove il vedere e il sentire si coniugano perfettamente divenendo cos\u00ec la patria e la salvezza per i suoi figli.\u201d <em>Dal luogo illune del tuo silenzio<\/em> <em>mi riscuote ogni giorno l\u2019urlo del mattino<\/em><\/p>\n<p><em>(Elsa Morante)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gino Finelli &#8211; \u201cIn quest\u2019anno da Capitale della cultura abbiamo imparato che l\u2019energia dei singoli diviene energia collettiva. \u00a0Una grande lezione che possiamo sintetizzare\u00a0 \u00a0con le parole di Antonio Neiwiller: \u00a0\u201cChe senso ha se a salvarsi \u00e8 uno solo\u201d. 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