{"id":22083,"date":"2023-02-05T12:24:12","date_gmt":"2023-02-05T10:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22083"},"modified":"2023-02-05T12:24:41","modified_gmt":"2023-02-05T10:24:41","slug":"sposarsi-e-fidanzarsi-in-punto-di-morte-a-napoli-e-a-procida-tra-cinquecento-e-seicento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22083","title":{"rendered":"Sposarsi e fidanzarsi in punto di morte. <strong>A Napoli e a Procida tra Cinquecento e Seicento<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Giovanni Romeo<\/strong><\/em> &#8211; Una delle scene pi\u00f9 celebri di una famosa commedia di Eduardo De Filippo \u00e8 il matrimonio tra Filumena Marturano e il suo ricco amante, che si piega a quella decisione malvolentieri, solo perch\u00e9 \u00e8 convinto che la donna sia davvero in fin di vita. Ma \u00e8 una trappola costruita abilmente: Filumena sta benissimo e riuscir\u00e0 ad incastrare l\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quella storia, scaturita dalla fantasia e dalla sensibilit\u00e0 di un grande artista contemporaneo, rispecchia con precisione contraddizioni e problemi ben documentati in tutta l\u2019Italia moderna. Ne sono rimaste cospicue tracce, pur se a macchia di leopardo, in tutto il Sud. L\u2019episodio pi\u00f9 straordinario che conosco capit\u00f2 nel 1589 proprio a Napoli, anche se le circostanze e le conclusioni della vicenda differiscono radicalmente dalla storia di Filumena.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lucza (Lucia), una giovane cortigiana greca, \u00e8 in fin di vita. Sono vicini a lei, nella casa \u2018aperta\u2019 di una donna pubblica, oltre alla madre, amici, vicini, clienti. Non c\u2019\u00e8 solo il dolore e il dispiacere per la triste situazione. Tanti presenti, a cominciare dalla madre, sono l\u00ec anche per chiedere al parroco della Chiesa dei greci, regolarmente avvisato dell\u2019emergenza, di concederle la comunione e l\u2019estrema unzione. L\u2019ecclesiastico per\u00f2 \u00e8 irremovibile. Se la donna non \u00e8 in grado di parlare, non c\u2019\u00e8 niente da fare: la sua vita disordinata \u00e8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>A quel punto la madre convince uno dei pi\u00f9 affezionati amici della giovane a dichiarare che Lucza e lui avevano deciso di sposarsi e a chiedere al sacerdote di assecondare il loro desiderio, di celebrare in extremis quel matrimonio. Detto, fatto. Il sacerdote pone come condizione irrinunciabile che la giovane sia in grado di esprimere il consenso, ma poi chiude un occhio: prende per buono un lieve movimento della testa della giovane, indotto dalla madre, e dichiara i due marito e moglie.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019, per\u00f2, la donna rinviene, si ritrova con un anello al dito, chiede spiegazioni e quando le raccontano del suo matrimonio reagisce con violenza, gettando a terra l\u2019anello e protestando vivacemente per l\u2019accaduto: voleva essere lei, dice ai presenti, a decidere se e quando sposarsi, oltre che con chi. Superfluo aggiungere che il matrimonio fu dichiarato nullo, e rapidamente.<\/p>\n<p>Il secondo caso, capitato a Procida nel primo Seicento, \u00e8 solo in parte diverso, ma non \u00e8 meno istruttivo. Nell\u2019aprile del 1627 una vedova isolana, Prudenza de Massa, chiede alla Curia di costringere Leonardo Scotto di Pietro, un giovane conterraneo, a sposarla. A suo dire, lui, che glielo aveva promesso da tempo, era anche il padre di una sua bambina, nata alcuni mesi prima.<\/p>\n<p>Le cose erano per\u00f2 un po\u2019 pi\u00f9 complicate. L\u2019iniziativa, da cui scatur\u00ec una causa matrimoniale, era solo l\u2019estremo sviluppo di una relazione tormentata e difficile, sfociata pochi mesi prima, nel dicembre del 1626, in una misteriosa aggressione a Leonardo.<\/p>\n<p>Ferito gravemente alla testa da sconosciuti, l\u2019uomo era rimasto per alcuni giorni tra la vita e la morte, in un andirivieni di medici, chirurghi, confessori e giudici, tutti incapaci di strappargli qualche parola e tutti seriamente preoccupati per la sua sopravvivenza.<\/p>\n<p>Proprio pochi giorni dopo, infine, Prudenza, la vedova con cui aveva una relazione, aveva dato alla luce una bambina e aveva subito coinvolto il curato e il padre di Leonardo, pregandoli di chiedere all\u2019uomo quale nome voleva dare alla neonata e se intendeva sposarla.<\/p>\n<p>Secondo i due, il giovane, che stava ancora molto male, dopo aver indicato i nomi a lui pi\u00f9 graditi, aveva accettato la promessa di matrimonio, \u2018per honore di Prudenza vedova\u2019. Il curato si era anche dato da fare per diffondere quella consolante notizia nell\u2019isola\u2026<\/p>\n<p>Quando per\u00f2, dopo qualche settimana, il sacerdote, venuto a sapere che il giovane era in grado di parlare, si rec\u00f2 da lui per avere la conferma delle sue scelte, Leonardo rifiut\u00f2 seccamente sia di ammettere la sua presunta paternit\u00e0, sia di sposare la donna. Il curato lo minacci\u00f2 (lo avrebbe fatto per forza, gli disse) e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Ci volle poco per\u00f2 ai giudici per chiarire che, rimasto a lungo tra la vita e la morte, mai in quello stato Leonardo avrebbe potuto riconoscere la neonata come sua figlia e promettere il matrimonio. Per il medico \u2018diceva qualche parola storduta\u2019, secondo due vicine \u2018sbariava\u2019, mentre il confessore assicur\u00f2 \u2018che non rispondeva a proposito\u2019. La causa per\u00f2 non fu coltivata per oltre 13 anni, per motivi ignoti.<\/p>\n<p>Nel 1641, invece, un po\u2019 a sorpresa, fu Leonardo, forse deciso a sposare un\u2019altra donna, a chiedere alla Curia di rimuovere l\u2019impedimento. Il vicario generale in un paio di mesi gli diede ragione. Serv\u00ec a poco l\u2019ennesima istanza del legale di Prudenza, che evidentemente in tanti anni non aveva trovato marito e controllava le mosse dell\u2019ex.<\/p>\n<p>L\u2019intricata vicenda, malgrado tutto, non si concluse con il matrimonio di lui, almeno a Procida. Di Leonardo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia nell\u2019archivio parrocchiale dell\u2019isola, segno che forse l\u2019atto di violenza subito tanti anni prima, verosimilmente attribuibile a sicari prezzolati dalla famiglia di Prudenza, gli aveva suggerito di cambiare aria, di abbandonare per sempre l\u2019isola.<\/p>\n<p>Non a caso, peraltro, a Procida, proprio nella seconda met\u00e0 di quel secolo di straordinaria crescita economica e di forte sviluppo demografico, nei registri parrocchiali di curati sempre pi\u00f9 attenti alla vita quotidiana cominciarono a figurare anche accenni a uomini e donne assassinati.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; Una delle scene pi\u00f9 celebri di una famosa commedia di Eduardo De Filippo \u00e8 il matrimonio tra Filumena Marturano e il suo ricco amante, che si piega a quella decisione malvolentieri, solo perch\u00e9 \u00e8 convinto che la donna sia davvero in fin di vita. 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