{"id":22110,"date":"2023-02-26T10:17:15","date_gmt":"2023-02-26T08:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22110"},"modified":"2023-02-26T11:00:03","modified_gmt":"2023-02-26T09:00:03","slug":"questo-matrimonio-non-sha-da-fare-a-proposito-di-antoniella-e-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22110","title":{"rendered":"&#8220;Questo matrimonio non s\u2019ha da fare&#8221;. A proposito di Antoniella e Francesco"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Giovanni Romeo<\/strong><\/em> &#8211; Ha suscitato viva curiosit\u00e0 nei lettori la travagliata storia d\u2019amore illustrata domenica scorsa su \u2018Il Dispari\u201d. Essa moviment\u00f2 a Procida nel primo Settecento la vita di parecchie persone, a cominciare dai due protagonisti, Antoniella e Francesco. La richiesta di bloccare qualsiasi richiesta di matrimonio del giovane con altre donne, inoltrata nel 1715 dalla ragazza alla Curia arcivescovile di Napoli, aliment\u00f2 alcuni anni dopo una causa vivace, a tratti scoppiettante.<\/p>\n<p>Fu soprattutto il contrattacco giudiziario di Francesco a presentare ai giudici un quadro molto diverso da quello delineato pochi giorni prima in tribunale dalle poche amiche di Antoniella. L\u2019accenno vago di una di esse alla cattiva fama della ragazza, a suo dire \u2018trombetteata\u2019 (un neologismo suggestivo, che esprime bene l\u2019importanza crescente delle voci nella piccola isola) solo dai malevoli amici del fidanzato, divent\u00f2 di l\u00ec a poco un fiume in piena.\u00a0<\/p>\n<p>Per i numerosi testimoni schierati a difesa di lui (cinque uomini e cinque donne), quasi tutti legati al mondo contadino che gravitava attorno a una delle chiese pi\u00f9 frequentate dell\u2019isola, quella dell\u2019Annunziata, \u00e8 Antoniella la pietra dello scandalo. Il fratello del curato non c\u2019entrava nulla: era una brava persona. A lei invece si rimprovera la relazione con un sacerdote ricco e potente, don Innocenzo Porta, di cui tutti parlano molto male.<\/p>\n<p>Proprio per quel rapporto proibito l\u2019ecclesiastico, ben noto per la bella casa, dotata di doppio ingresso e ricca di mobili e quadri, ma soprattutto per la libert\u00e0 dei suoi costumi, era stato alla fine processato e incarcerato. Per la delicatezza del caso lo scrivano del tribunale arcivescovile si era dovuto recare nell\u2019isola: solo cos\u00ec avrebbe potuto raccogliere le deposizioni di donne che difficilmente sarebbero state autorizzate dai mariti a raggiungere la Curia.<\/p>\n<p>In quegli anni, a Napoli come forse ovunque in Italia, ci poteva essere tolleranza per un sacerdote dedito ad occasionali scappatelle, ma non per chi, come don Innocenzo, viveva, oltre che con una nipote \u2018monaca di casa\u2019, con i quattro figli avuti da una precedente relazione, e riceveva volentieri lunghe visite da parte di quella donna chiacchierata.<\/p>\n<p>Entrambi per\u00f2 avevano gli occhi addosso e cercavano il pi\u00f9 possibile di tenere nascosti quegli incontri proibiti. Si spiega cos\u00ec una circostanza curiosa: Antoniella si avviava spesso di sera verso la chiesa dell\u2019Annunziata con la madre o con un\u2019amica, entrambe con la testa velata da mantiglie, per sviare l\u2019attenzione di passanti e vicini. Alla fine, per\u00f2, svoltavano verso la casa del sacerdote, dove lei a volte si tratteneva fino al giorno dopo.<\/p>\n<p>Anche per questi motivi le valutazioni espresse dai testimoni su quella relazione sono piuttosto pesanti per entrambi, ma soprattutto nei confronti del ricco e potente ecclesiastico. Se \u00e8 vero che in tutta Italia gli archivi documentano la diffusa tolleranza dei fedeli verso quegli eccessi, non \u00e8 cos\u00ec per don Innocenzo. La sua vita disordinata \u00e8 giudicata da tutti in modo molto negativo.<\/p>\n<p>La prova pi\u00f9 sorprendente viene dalla dettagliata deposizione di uno dei suoi migliori amici, Michele Schiano di Colella, un giovane e ricco mercante di vino. L\u2019uomo, che aveva anche solidi rapporti di affari con il sacerdote (gli smerciava in mezza Italia i prodotti delle svariate masserie che possedeva a Procida e a Monte di Procida), era davvero indignato con don Innocenzo.<\/p>\n<p>Dichiar\u00f2 ai giudici senza peli sulla lingua che pi\u00f9 volte, esasperato per i suoi continui abusi sessuali, era giunto addirittura a rammaricarsi che non fosse stato ammazzato insieme al prelato che gli aveva conferito l\u2019ordinazione sacerdotale. Inoltre, quando gli era stato riferito nei dettagli l\u2019ennesimo incontro proibito tra lui e Antoniella, si era infuriato, maledicendo entrambi (\u2018mannaggia l\u2019ora che \u00e8 vivo isso ed essa\u2019) ed era stato anche tentato di andare da don Innocenzo a dirgliene quattro.<\/p>\n<p>Ci aveva per\u00f2 rinunciato subito, sia perch\u00e9 non sarebbe servito a nulla, sia perch\u00e9 si sarebbe anche dovuto sorbire una insopportabile lezione di morale (\u2018chisso mo se mette a fare lo padre Casalicchio con micho\u2019, aveva pensato tra s\u00e9 e s\u00e9, con un cenno scherzoso a un noto gesuita lucano coevo, attivo come predicatore a Napoli e verosimilmente anche a Procida fino alla morte, nel 1700).<\/p>\n<p>Con quei chiari di luna \u2013 ecco il senso della sua testimonianza \u2013 cosa avrebbe dovuto fare Francesco? Secondo Schiano di Colella si era allontanato per sempre da Antoniella, non appena \u2018aveva inteso dire che erano rotte le cancelle, volendo dire in lingua procidana che detta Antonia era stata deflorata\u2019: una decisione ovvia, inevitabile. Come aggiunsero molti testimoni, quando una donna \u2018se la fa con huomini\u2019 o bazzica in case di preti, non \u00e8 \u2018femina legitima\u2019 ed \u00e8 inevitabile emarginarla.<\/p>\n<p>Dopo quella sequenza di deposizioni per lei disastrose, Antoniella reag\u00ec forse d\u2019istinto: preannunci\u00f2 una nuova lista di testimoni a discarico. Ma passarono solo pochi giorni e decise di non attendere neppure la sentenza, convinta forse dall\u2019avvocato che la sua istanza sarebbe stata rigettata: fu lei a rinunciare, a ritirarsi in buon ordine. Da allora le sue tracce si perdono per sempre, e non si pu\u00f2 neppure escludere che abbia lasciato l\u2019isola. Dopo appena venti giorni, invece, Francesco pot\u00e9 sposare la ragazza cui era legato da tempo. Rimase vedovo, non sappiamo quando, ma chiuse i suoi giorni nel 1773, all\u2019et\u00e0 di 75 anni, per quei tempi un\u2019et\u00e0 ragguardevole.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; Ha suscitato viva curiosit\u00e0 nei lettori la travagliata storia d\u2019amore illustrata domenica scorsa su \u2018Il Dispari\u201d. Essa moviment\u00f2 a Procida nel primo Settecento la vita di parecchie persone, a cominciare dai due protagonisti, Antoniella e Francesco. 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