{"id":22177,"date":"2023-04-23T09:13:32","date_gmt":"2023-04-23T07:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22177"},"modified":"2023-04-23T09:13:32","modified_gmt":"2023-04-23T07:13:32","slug":"a-procida-nel-primo-novecento-lodissea-di-un-giovane-procidano-tra-seminario-e-voglia-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22177","title":{"rendered":"A Procida nel primo Novecento. L\u2019odissea di un giovane procidano, tra Seminario e voglia di vivere"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Giovanni Romeo<\/strong><\/em> &#8211; La dolorosa vicenda illustrata su <em>TgProcida<\/em> di domenica scorsa ha suscitato numerose reazioni tra i lettori, non solo locali. \u00c8 sembrato sorprendente, in particolare, che in tempi relativamente recenti e in un\u2019isola ricca e aperta un giovane potesse essere costretto dai familiari ad abbracciare la carriera ecclesiastica, per la quale non aveva alcuna propensione. Qualcuno si \u00e8 anche indignato per l\u2019infanzia rubata a un bambino, per la precocit\u00e0 incredibile delle pressioni esercitate sulla vittima designata. Non \u00e8 meno sconcertante, d\u2019altra parte, il seguito della storia, lungo e travagliato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La svolta impressa nel 1898 dall\u2019arcivescovo di Napoli agli studi degli aspiranti sacerdoti, obbligati tutti a vivere insieme in Seminario, senza le deroghe tradizionalmente concesse ai chierici di Procida, fu all\u2019inizio per Gennaro fonte di speranze. Poteva essere un\u2019occasione propizia, da cogliere al volo, per prepararsi a una svolta sognata da tempo: iscriversi al liceo e chiudere per sempre un\u2019esperienza da incubo. Arrivato il momento, nel marzo del 1901, bisognava solo trovare il coraggio per comunicarlo alla madre. E il giovane, pur timido e mite, ci riusc\u00ec: le scrisse una lettera in cui annunciava la sua necessit\u00e0 urgente di uscire dal Seminario per prepararsi all\u2019esame di ingresso nel liceo. Era, tra le righe, l\u2019abbandono dell\u2019abito clericale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Successe il finimondo: lettere di fuoco della madre, improperi dei familiari, minacce di ogni genere\u2026 Dopo qualche giorno si present\u00f2 nella portineria del Seminario la sorella maggiore, accompagnata dalla lavandaia di casa, chiese di lui e gli illustr\u00f2 con le lacrime agli occhi il quadro triste di una famiglia dove da giorni si passava il tempo a piangere e a pregare per il suo ravvedimento\u2026 Si commosse anche Gennaro, ovviamente, e se la cav\u00f2 con un vago impegno a ripensarci. Quando per\u00f2, in occasione delle vacanze pasquali, torn\u00f2 a casa, si rese conto della drammaticit\u00e0 della situazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al suo arrivo, il sabato santo, la madre, abbattuta e malinconica, gli rifiut\u00f2 seccamente il baciamano, e il giorno dopo le campane a gloria della Pasqua suonarono invano per tutti, in una casa devastata dal dolore. Il momento pi\u00f9 drammatico fu quello del pranzo: la gola di Gennaro rimase chiusa, incapace di ingerire cibo. Inoltre, non appena tent\u00f2 di avviare un discorso, per rompere il ghiaccio, si lev\u00f2 la voce imperiosa della madre, che con occhi di fuoco gli preannunci\u00f2 le sue intenzioni: avrebbe bruciato tutti i suoi libri ed era pronta a preparargli la giubba e la branda per sistemarlo come mozzo sul veliero di famiglia\u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per Gennaro fu micidiale soprattutto l\u2019ultima minaccia. Un giovane mite e obbediente come lui, ma desideroso di studiare, guardava con angoscia alla prospettiva di abbandonare per sempre la vita serena che intendeva costruirsi. Non poteva neppure immaginare di dover affrontare un lavoro faticoso e ben poco gratificante, oltre tutto per una ripicca della madre. Cominci\u00f2 a piangere a dirotto, chiese perdono alla donna e scapp\u00f2 via, \u2018emettendo ruggiti di belva ferita\u2019, per la \u2018martoriante puntura di quegli aculei\u2019. Si rifugi\u00f2 invano per qualche giorno nel colloquio muto con le immagini sacre, cerc\u00f2 requie nei libri di preghiera, nella Bibbia, nel consiglio di un dotto confessore, che per\u00f2 gli sugger\u00ec di cercare aiuto in Dio e di continuare\u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci fu poco da fare: usc\u00ec da quel vicolo cieco solo cedendo alle violenze della famiglia. Il mesto ritorno in Seminario segn\u00f2 uno dei momenti pi\u00f9 bui della sua esistenza; oltre tutto, meno di un mese dopo le drammatiche giornate pasquali, fu colpito dal tifo e si salv\u00f2 a stento dalla morte. Per due anni continu\u00f2 ad interrogarsi, a sperare in qualche tenue segno di vocazione e a proseguire senza entusiasmo lungo il percorso che lo avrebbe condotto al traguardo, per lui inaccettabile, dell\u2019ordinazione: si sentiva, scrisse nella supplica al papa, \u2018come un soldato zoppicante che non pu\u00f2 seguire i compagni in marcia\u2019. Cerc\u00f2 di confidarsi con il penitenziere della cattedrale di Napoli, ma con il solo risultato di far piangere per il dolore l\u2019esperto sacerdote. Questi, riavutosi dallo sconforto, gli confid\u00f2 con amarezza la sua previsione: anzich\u00e9 un buon padre e un buon marito sarebbe stato solo un cattivo sacerdote\u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec, alla fine, Gennaro divent\u00f2 prete, ma, ammetteva con onest\u00e0 nella supplica, si trov\u00f2 sempre in grande disagio, soprattutto per il forte bisogno di affetti femminili. Dichiarava perci\u00f2 di voler stendere un velo pietoso sulla vita disordinata condotta prima e dopo un\u2019ordinazione accettata solo per debolezza, non perch\u00e9 ne fosse mai stato convinto. Ammetteva solo di aver deposto l\u2019abito e di aver scelto la compagna della sua vita, con cui aveva anche procreato una bambina, per chiudere definitivamente i conti con gli errori e le debolezze susseguenti alle violenze subite.<\/p>\n<p>Taceva del tutto, peraltro, sul modo clamoroso prescelto per tagliare la corda: una rocambolesca fuga notturna dall\u2019isola, concordata con un barcaiolo e seguita da un lungo viaggio in treno. Nel frattempo, per\u00f2, nella chiesa isolana in cui era atteso per la celebrazione di una messa, la sua assenza consent\u00ec in breve di chiarire che cosa era successo. Lo scandalo fu enorme e la famiglia decise di tenere a lungo le finestre del palazzo sbarrate, per segnalare all\u2019isola tutta che era stata colpita, oltre che da un lutto insanabile, da una vergogna infinita per l\u2019accaduto\u2026 <em>(continua)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; La dolorosa vicenda illustrata su TgProcida di domenica scorsa ha suscitato numerose reazioni tra i lettori, non solo locali. \u00c8 sembrato sorprendente, in particolare, che in tempi relativamente recenti e in un\u2019isola ricca e aperta un giovane potesse essere costretto dai familiari ad abbracciare la carriera ecclesiastica, per la quale non aveva [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":22178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-22177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22177"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22177\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22179,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22177\/revisions\/22179"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/22178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}