{"id":22187,"date":"2023-04-30T13:58:01","date_gmt":"2023-04-30T11:58:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22187"},"modified":"2023-04-30T13:58:01","modified_gmt":"2023-04-30T11:58:01","slug":"tra-procida-roma-e-napoli-nel-primo-novecento-la-chiesa-ela-fuga-di-don-gennaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22187","title":{"rendered":"Tra Procida Roma e Napoli nel primo Novecento. La Chiesa ela fuga di don Gennaro"},"content":{"rendered":"\n<p>Giovanni Romeo &#8211; Con la fuga notturna da Procida di don Gennaro e della sua compagna (forse gi\u00e0 unita a lui da un matrimonio civile contratto in data imprecisata) si chiudeva la fase pi\u00f9 drammatica della vita<br \/>di un giovane costretto dalla famiglia a farsi prete. C\u2019era cos\u00ec un primo punto fermo in una vicenda<br \/>ricca di colpi di scena e in qualche modo unica, per quanto mi risulta, nella storia dell\u2019isola. Le<br \/>famiglie di Procida, che per secoli avevano dato filo da torcere alla Curia arcivescovile di Napoli<br \/>insieme al Monte dei marinai, la potente istituzione degli imprenditori marittimi locali,<br \/>continuavano ad avere un peso esorbitante nella vita quotidiana.<br \/>Non mi sembra casuale, tra l\u2019altro, l\u2019esito negativo di numerosi sondaggi condotti sulla<br \/>questione riguardo a Napoli e diocesi, ma anche in merito ad altre aree della penisola. Per ora, per<br \/>quanto mi risulta, soltanto le monacazioni femminili forzate presentano quotidianamente, in ogni<br \/>angolo dell\u2019Europa cattolica, scenari in qualche modo confrontabili con l\u2019esperienza dolorosa<br \/>vissuta dallo sfortunato Gennaro.<br \/>Alla fine, in ogni caso, anche un giovane mite e rispettoso, che aveva subito per oltre venti<br \/>anni minacce e ricatti da parte di una famiglia pretenziosa e violenta, aveva trovato il coraggio di<br \/>dire basta, e nel modo pi\u00f9 dirompente. \u00c8 probabile peraltro che a dargli l\u2019energia necessaria per la<br \/>clamorosa decisione fosse stata una novit\u00e0 significativa, intervenuta forse pochi anni prima della<br \/>fuga: la laurea in lettere, che gli aveva fruttato in breve una cattedra nelle scuole pubbliche e<br \/>l\u2019indipendenza economica.<br \/>La scelta di regolarizzare il suo rapporto affettivo con il matrimonio civile potrebbe essere<br \/>stata una premessa altrettanto importante, quantomeno per la compagna. Grazie ad essa si<br \/>prospettavano per la coppia condizioni di vita pi\u00f9 che accettabili, che la mettevano al riparo dalle<br \/>incognite della vertenza avviata con la Chiesa. Sulla sua nuova vita Gennaro per\u00f2 decise di tacere<br \/>nell\u2019istanza al papa, forse per non aggravare una posizione di cui avvertiva la fragilit\u00e0.<br \/>Non aveva tutti i torti. All\u2019inizio, peraltro, la risposta dei vertici romani gli pot\u00e9 sembrare<br \/>incoraggiante, anche se forse era soltanto scontata. La Congregazione dei Sacramenti rimise il suo<br \/>esposto a Napoli, alle autorit\u00e0 diocesane competenti per territorio. Ma la loro reazione fu per lui<br \/>raggelante. Di fronte a quella patata bollente i superiori si trovarono forse in gravi difficolt\u00e0. Anche<br \/>se solo ricerche mirate potranno accertare le motivazioni delle loro scelte, una cosa \u00e8 certa. Talune<br \/>informazioni sommarie raccolte dalla Curia arcivescovile sulla violenza lamentata dal giovane<br \/>furono attinte secondo Gennaro da fonti ben poco attendibili. Sicch\u00e9, o per motivi di opportunit\u00e0, o<br \/>perch\u00e9 avvertiti dal vicario foraneo o dal clero locale della delicatezza del caso, i superiori decisero<br \/>che era meglio lasciar decantare la situazione e attendere tempi migliori.<br \/>Perci\u00f2 nel settembre del 1920, a meno di un anno dall\u2019invio al papa della supplica, lo<br \/>sfortunato sacerdote, forse consigliato dal confratello che aveva accettato di assicurargli l\u2019assistenza<br \/>legale, ribad\u00ec direttamente alla Congregazione dei Sacramenti, non al papa, le sue dolenti richieste.<br \/>Fu un altro buco nell\u2019acqua. Probabilmente le autorit\u00e0 romane trasmisero la nuova istanza<\/p>\n<p>all\u2019arcivescovo di Napoli, ma per lunghi anni nessuno prese a cuore la sua richiesta, che fu reiterata<br \/>ancora, in data ignota, senza risultati.<br \/>Quando, nel febbraio del 1925, per la quarta volta \u2013 aveva ormai 43 anni \u2013 Gennaro prese<br \/>carta e penna per richiedere una decisione, era evidente il suo bisogno di trovare pace, di vedere<br \/>finalmente riconosciuta la ragionevolezza di aspettative cos\u00ec a lungo ignorate. Non fu per\u00f2 un<br \/>semplice sollecito. Qualcuno dei suoi consiglieri pi\u00f9 fidati dovette suggerirgli di motivare meglio il<br \/>nuovo ricorso. Il rilievo pi\u00f9 importante riguardava la testimonianza informale che aveva spinto la<br \/>Curia arcivescovile a mantenere ferma la sua scelta di non procedere. Un sacerdote isolano aveva<br \/>assicurato i superiori che la scelta clamorosa della fuga era stata determinata solo dall\u2019influsso \u2018di<br \/>una recente distrazione\u2019. Adesso, per\u00f2, informatosi meglio, era pronto a revocare la sua precedente<br \/>dichiarazione\u2026<br \/>Sin dalle prime righe era per\u00f2 esplicita e sincera l\u2019insistenza di Gennaro sulla ragione che<br \/>pi\u00f9 di tutte aveva sostenuto e rafforzato, sin dagli anni dell\u2019adolescenza, il suo rifiuto di una carriera<br \/>che non lo aveva mai attirato, malgrado una fede profonda e sinceramente sentita: la \u2018inderogabile<br \/>necessit\u00e0 di vita matrimoniale\u2019. Era stato proprio il bisogno di affetti femminili il motivo principale<br \/>che lo aveva indotto a resistere il pi\u00f9 possibile alle violente pressioni della famiglia.<br \/>Proprio la forza di quelle pulsioni lo aveva travolto sin da quando aveva 16 anni: sin da<br \/>allora, infatti, prima ancora di entrare in Seminario, Gennaro aveva avviato la prima di una nutrita<br \/>serie di relazioni amorose, destinata a durare per tutta la durata della permanenza in Seminario\u2026Per<br \/>una di esse, tra l\u2019altro, per la minore et\u00e0 della ragazza, era stato anche querelato presso il tribunale<br \/>di Napoli (asseriva per\u00f2 di essere stato prosciolto). Inoltre, anche dopo l\u2019ordinazione sacerdotale<br \/>aveva avuto un lungo rapporto con una donna napoletana. La sincerit\u00e0 di quelle ammissioni gli serv\u00ec<br \/>per\u00f2 a poco. Erano passati sei anni dalla prima supplica, ma ne dovevano passare ancora quattro per<br \/>uscire dal tunnel. (continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; Con la fuga notturna da Procida di don Gennaro e della sua compagna (forse gi\u00e0 unita a lui da un matrimonio civile contratto in data imprecisata) si chiudeva la fase pi\u00f9 drammatica della vitadi un giovane costretto dalla famiglia a farsi prete. 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