{"id":22201,"date":"2023-05-14T13:08:00","date_gmt":"2023-05-14T11:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22201"},"modified":"2023-05-14T12:32:47","modified_gmt":"2023-05-14T10:32:47","slug":"tra-procida-malta-e-il-mediterraneo-a-proposito-di-un-fidanzamento-settecentesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22201","title":{"rendered":"Tra Procida, Malta e il Mediterraneo. A proposito di un fidanzamento settecentesco"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Giovanni Romeo<\/em> <\/strong>&#8211; Lo straordinario sviluppo economico e demografico che arricch\u00ec e popol\u00f2 in misura enorme Procida nel Settecento ebbe anche numerosi riscontri in svariati aspetti della vita associata. I registri parrocchiali e le serie giudiziarie, non solo quelle ecclesiastiche, sono uno specchio tra i pi\u00f9 vivaci di questa nuova fase della storia isolana, a cominciare dai fidanzamenti e dai matrimoni. Rispetto al Seicento, quando i legami affettivi tra isolani e forestieri sono pochi e per lo pi\u00f9 circoscritti a persone abitanti nei dintorni, nel Settecento la situazione \u00e8 molto diversa. La forte crescita del naviglio procidano e dei suoi traffici marittimi, combinata con l\u2019impetuoso sviluppo demografico, favor\u00ec la fioritura di rapporti di ogni genere, e anche di storie d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Le disavventure sentimentali che costarono verso la met\u00e0 del secolo molti intrighi e sofferenze inaudite ad Andrea Mainardi, un giovane toscano che lavorava a Procida come chirurgo, furono soltanto uno dei tanti intrecci amorosi di questo tipo arrivati fino a noi. In essi occupano un ampio spazio anche l\u2019accresciuta mobilit\u00e0 dei marinai e le tensioni nuove che ne scaturivano, soprattutto nei rapporti con le isolane. Queste ultime furono sfidate sempre pi\u00f9 spesso dalla concorrenza di donne lontane e sconosciute, sparpagliate tra Sicilia, Sardegna, Malta e altri porti familiari ai bastimenti locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Una decina d\u2019anni dopo le travagliate vicende del chirurgo toscano, un vivace intreccio amoroso, in cui il mare ebbe un ruolo di primo piano, coinvolse una coppia isolana. Nel 1763 un marinaio di Procida, Arcangelo de Majo, present\u00f2 nella Curia arcivescovile di Napoli una richiesta di impedimento matrimoniale contro una conterranea ventunenne, Margherita Scotto di Clemente: aveva saputo che la giovane intendeva sposare un altro, calpestando, a suo dire, gli impegni assunti da tempo con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre anni prima, infatti, Arcangelo aveva raggiunto un accordo con Ignazio, il padre della ragazza: si sarebbe sposato con la figlia entro un anno, purch\u00e9 l\u2019uomo gli avesse versato 225 ducati \u2013 una cifra piuttosto rilevante \u2013 a matrimonio avvenuto. Nessuno dei due, per\u00f2, aveva ritenuto opportuno ufficializzare quell\u2019impegno anche davanti alla Chiesa. In ogni caso, a detta del giovane, Margherita era venuta meno all\u2019impegno e stava addirittura per sposare un altro. Perci\u00f2 le autorit\u00e0 diocesane, come al solito, disposero che il nuovo matrimonio della ragazza non fosse autorizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben diversa fu la versione di Margherita: non appena ebbe ricevuto la notifica dell\u2019impedimento chiesto e ottenuto dal giovane, si present\u00f2 spontaneamente in Curia per dire la sua. Chiese che il provvedimento adottato contro di lei dalle autorit\u00e0 diocesane fosse revocato, per poter sposare il nuovo fidanzato. La sua ricostruzione dell\u2019esperienza sentimentale vissuta fu minuziosa e matura, caratteristica di un\u2019et\u00e0 \u2013 il Settecento \u2013 in cui i costumi dei giovani isolani erano diventati pi\u00f9 liberi rispetto ai rigidi modelli di comportamento tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza non ebbe infatti difficolt\u00e0 alcuna ad ammettere che era stato suo padre Ignazio, un anziano vedovo carico di figli, a raggiungere l\u2019intesa con Arcangelo, per poter essere libero di risposarsi senza troppi gravami (aveva anche un\u2019altra figlia cui badare, ed era una \u2018monaca di casa\u2019, cio\u00e8 una bizzoca). Perci\u00f2 inizialmente, dichiar\u00f2, non aveva dato \u2018positivo consenso\u2019 alla scelta del padre, pur senza ostacolarne l\u2019iniziativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente quel marinaio benestante adocchiato da Ignazio non le piaceva per niente. Col tempo, per\u00f2, si era convinta anche lei della ragionevolezza della strategia paterna. La possibilit\u00e0 di crescita sociale garantita dal matrimonio con un giovane imprenditore marittimo aveva forse fatto breccia nelle sue resistenze. Anche se non stravedeva per Arcangelo, alla fine non era una cattiva idea assicurarsi grazie a lui una vita pi\u00f9 agiata della sua: Margherita veniva da una modesta famiglia di marinai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo quell\u2019avvio promettente le cose per\u00f2 erano precipitate, sino a far andare in fumo l\u2019accordo siglato nel 1760. Le tre tartane possedute dalla famiglia di Arcangelo si erano perse con tutto il carico, e gi\u00e0 dopo il disastro delle prime due il giovane, pieno di debiti e ricercato dai creditori, aveva dovuto cominciare a vivere in clandestinit\u00e0, per non marcire in un carcere\u2026 Proprio in quella fase difficile, negli spostamenti continui (in Sicilia, a Malta, ad Amalfi) ideati per sfuggire alla cattura, Arcangelo aveva anche promesso a una ragazza maltese di sposarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a quel nuovo scenario Margherita ruppe gli indugi. Restitu\u00ec prontamente alla madre dell\u2019ex fidanzato i regali avuti, e la donna non ebbe alcuna esitazione nel riprenderseli. Alla fine, per\u00f2, a dare il colpo finale alla fragile trama di un rapporto ormai tramontato era stato poi suo padre: si era risposato e aveva deciso di chiamarsi fuori per sempre da quella storia finita male.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, quando il tribunale avvi\u00f2 la fase cruciale del procedimento, invitando le parti a documentare le proprie ragioni e ad indicare eventualmente i testimoni informati sulla controversia, la prima a muoversi fu proprio Margherita. Il suo avvocato present\u00f2 una serie nutrita di domande da rivolgere ai testimoni da lei indicati. Fu cos\u00ec che dalle loro deposizioni scatur\u00ec un quadro vivace della vita quotidiana a Procida, ma anche degli intensi rapporti tra i marinai isolani e le comunit\u00e0 costiere del Mediterraneo\u2026 (<em>continua<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Romeo &#8211; Lo straordinario sviluppo economico e demografico che arricch\u00ec e popol\u00f2 in misura enorme Procida nel Settecento ebbe anche numerosi riscontri in svariati aspetti della vita associata. 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