{"id":22777,"date":"2026-06-20T19:21:23","date_gmt":"2026-06-20T17:21:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22777"},"modified":"2026-06-20T19:21:23","modified_gmt":"2026-06-20T17:21:23","slug":"procida-racconta-compie-dieci-anni-e-chiude-stasera-sul-molo-di-sopraflutto-del-marina-di-procida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgprocida.it\/wordpress\/?p=22777","title":{"rendered":"Procida Racconta compie dieci anni e chiude stasera sul molo di sopraflutto del Marina di Procida"},"content":{"rendered":"\n<p>Si chiude oggi la decima edizione di Procida Racconta, il festival ideato da Chiara Gamberale insieme alla casa editrice Nutrimenti, diventato negli anni un rito collettivo capace di trasformare l\u2019isola in un \u201cromanzo diffuso\u201d.<\/p>\n<p>Il cuore della manifestazione resta un\u2019idea semplice e potentissima, a met\u00e0 tra laboratorio di scrittura e gioco serio: sei autori arrivano sull\u2019isola il mercoled\u00ec e hanno quattro giorni per scegliere una persona del luogo, conoscerla, parlarci, passarci del tempo. Da quell\u2019incontro nasce un racconto: non un esercizio di stile, ma una storia \u201cabitata\u201d, che prende forma a partire da una vita reale.<\/p>\n<p>Procida Racconta \u00e8 nato dieci anni fa come scommessa e, nel tempo, \u00e8 diventato una manifestazione capace di richiamare migliaia di persone da tutta Italia. \u00c8 anche una delle esperienze che hanno contribuito a consolidare l\u2019immagine culturale dell\u2019isola fino al riconoscimento di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022. Ma il punto non \u00e8 la cornice dei numeri o dei titoli: \u00e8 il meccanismo, quasi un gioco, da cui tutto prende forma. Sei autori \u2014 scrittori e cantautori \u2014 arrivano il mercoled\u00ec e hanno quattro giorni per trovare una persona del luogo con cui parlare, passare tempo, condividere pezzi di vita. Da quell\u2019incontro nasce un racconto scritto \u201cin presa diretta\u201d, alimentato non da un tema astratto ma da una relazione reale. \u00c8 qui che il festival rovescia la gerarchia consueta: al centro non c\u2019\u00e8 soltanto chi firma il testo, ma anche chi lo rende possibile.<\/p>\n<p>Nei giorni che portano al finale, dal mercoled\u00ec al venerd\u00ec, il festival alterna appuntamenti pubblici in piazza con gli autori protagonisti, dialoghi, incontri, momenti in cui l\u2019isola si fa narrazione corale. Procida diventa un romanzo diffuso: le voci degli ospiti, il passaparola dei lettori, le conversazioni che proseguono fuori dal palco, la dimensione comunitaria che non \u00e8 accessoria ma sostanziale. In questo intreccio la cultura assume un senso esplicitamente popolare, persino antropologico: non si celebrano soltanto i libri, ma le persone e il loro bisogno di essere ascoltate. Il confine tra chi scrive, chi ascolta e chi \u201cabita\u201d le storie si assottiglia fino quasi a scomparire: un dispositivo che, anno dopo anno, ha reso Procida Racconta riconoscibile e difficilmente imitabile.<\/p>\n<p>La decima edizione ha scelto sei protagonisti che rappresentano registri e linguaggi differenti. Ci sono Mario Calabresi, giornalista e scrittore, fondatore di Chora Media; Chiara Valerio, voce narrativa e critica capace di attraversare generi e temi con originalit\u00e0; Maria Grazia Calandrone, scrittrice finalista al Premio Strega; Veronica Lucchesi, cofondatrice del duo La Rappresentante di Lista, a ribadire la vocazione ibrida del festival, in cui la musica non \u00e8 un contorno ma un modo di fare racconto; Rosario Pellecchia, da oltre trent\u2019anni in onda su Radio 105, che in questi giorni ha portato l\u2019isola e la manifestazione in diretta quotidiana; e Boosta, cofondatore dei Subsonica, da sempre impegnato nel dialogo tra suono, immagini e parola. Insieme, queste sei voci hanno cercato e trovato sei \u201cpersonaggi\u201d procidani, lasciandosi toccare \u2014 per analogia o per contrappasso \u2014 dalle loro biografie. Il risultato \u00e8 atteso stasera, nella forma che pi\u00f9 di ogni altra definisce Procida Racconta.<\/p>\n<p>Oggi, nell\u2019ultima giornata, il calendario conduce al rito conclusivo: la lettura pubblica dei sei racconti nello scenario del molo di sopraflutto del Marina di Procida, sponsor dell\u2019evento da diversi anni con la presenza dell\u2019amministratore del gruppo Marined\u00ec Ing. Renato Marconi che da sempre \u00e8 molto attento alle dinamiche culturali del territorio isolano.\u00a0<\/p>\n<p>Sul palco accanto agli autori saliranno le persone dell\u2019isola che li hanno ispirati. \u00c8 una scena che sintetizza la filosofia del festival: la scrittura non come gesto solitario, ma come restituzione; la letteratura non come distanza, ma come prossimit\u00e0. Il \u201cpersonaggio\u201d non \u00e8 una figura evocata, \u00e8 presente, partecipa, si riconosce e \u2014 spesso \u2014 si sorprende. Perch\u00e9 uno degli effetti pi\u00f9 potenti di questa serata \u00e8 proprio la rivelazione, anche intima, che una vita qualunque contiene gi\u00e0 avventura, conflitto, bellezza. E che l\u2019arte, quando riesce, non inventa dal nulla: sa vedere e sa far vedere.<\/p>\n<p>A musicalizzare i racconti del sabato sera sar\u00e0 Erica Mou, gi\u00e0 ospite dell\u2019edizione 2025: la musica esplode insieme alle parole, sul palco e tutt\u2019attorno, proseguendo un percorso iniziato ormai da quattro edizioni in cui il festival ha saldato ancora di pi\u00f9 letteratura e canzone d\u2019autore. E in un anniversario tondo, pensato come punto d\u2019arrivo e insieme come nuovo inizio, spicca anche la presenza straordinaria di Emmanuel Carr\u00e8re, chiamato a regalare al pubblico un momento speciale capace di arricchire le giornate del festival e di inserirsi, con autorevolezza, nel racconto collettivo di questi dieci anni.<\/p>\n<p>Procida Racconta \u00e8 prodotto da CreaVit\u00e0, l\u2019Accademia di Scritture Creative e Arte fondata e diretta da Chiara Gamberale e Mattia Zecca. E porta con s\u00e9 un lascito concreto: ogni edizione diventa una raccolta di testi pubblicata da Nutrimenti, che continua ad affiancare la manifestazione anche grazie alla presenza della sua libreria sull\u2019isola. Ma, al di l\u00e0 della pubblicazione, ci\u00f2 che resta \u00e8 la memoria condivisa di un\u2019esperienza: un porto pieno, una comunit\u00e0 che si riconosce, la sensazione che la bellezza sia davvero dappertutto se si cambia postura e ci si mette in ascolto.<\/p>\n<p>Stasera, con le letture finali, Procida Racconta chiude la sua decima edizione come l\u2019ha aperta: affidandosi alla forza elementare delle storie e a un\u2019idea non retorica di cultura. La letteratura, qui, non arriva per \u201cparlare di\u201d un luogo: arriva per lasciarsi attraversare dal luogo e restituirlo, per qualche minuto, a chi lo vive ogni giorno e a chi vi approda da lontano. In quella breve sospensione, tra la voce di chi legge e lo sguardo di chi \u00e8 accanto a lui, l\u2019isola diventa davvero ci\u00f2 che il festival promette: un racconto in cui tutti, almeno una volta, possono riconoscersi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiude oggi la decima edizione di Procida Racconta, il festival ideato da Chiara Gamberale insieme alla casa editrice Nutrimenti, diventato negli anni un rito collettivo capace di trasformare l\u2019isola in un \u201cromanzo diffuso\u201d. 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