Redazione – Procida da anni non è più solo terra di naviganti o come erroneamente etichettati da qualche trasmissione televisiva nazionale di pescatori.  Procida e i procidani, racchiudono da sempre tratti di genialità diffusa che da tempo sta trovando spazio anche oltre l’acqua salata.

Nella scienze, nella ricerca, nel mondo del lavoro in generale e delle arti. E di arte vera e propria si può parlare quando si disegnano su diversi abiti il mare, amore e la cultura.

Un profondo amore per l’isola, vista come un modo di esprimersi, liberarsi e di imprimere  momenti unici  per renderli eterni. La passione dei procidani verso ogni forma di arte ha radici lontane. C’è chi decide di scrivere versi, chi di mettere su foglio ritratti, insomma buttare giù di getto le sensazioni provate in quel momento.

Da qualche parte è stato scritto che: “È quando sono di fronte al mare che sento l’immenso vuoto di te. Il mare che una volta vedevo nel profondo dei tuoi occhi, che ascoltavo attraverso i tuoi lunghi silenzi.

Stasera sono a due passi dal mare, con le onde che s’infrangono sugli scogli e gli spruzzi d’acqua a rigarmi le guance. Non pensavo fosse così difficile dimenticare… quel mare dei tuoi occhi.

Quell’immensità capace di divorare passione, di far sbandare perfino una vita fino a farla naufragare, fino a farla poi raggiungere porti sconosciuti bagnati di sole che scotta, di vento che porta suoni di cose lontane.

Il mare così immenso eppure puoi raccogliere la sua acqua nelle mani strette a coppa e sarebbe ancora mare, come te che sei così lontana eppure sei sempre qui nel profondo di me stesso, sei sempre qui racchiusa nella coppa del mio cuore che non vuole lasciarti andare.

Stasera sono a due passi dal mare, ma non so dove esso finisca né dove abbia inizio, come l’amore che sento per te, quest’amore che infrange le sue onde sul mio cuore, come il maledetto dolore di chi il mare lo può solo guardare.cit”

Così, nell’incredibile location della Corricella, antico borgo marinaro, l’artista e stilista Antonio Lamina , con la collega Blogger ,consulente di immagine  Debora Vicidomini , ha presentato giorni fa  un’anteprima dei suoi capolavori, dal titolo: Procida, mare ,amore e cultura.

Si tratta di un lavoro articolato che è nato dall’esigenza di far conoscere non solo Procida, ma tutta l’area partenopea agli estimatori della sua arte.

Il primo abito indossato da Debora Vicidomini dal nome – Un corpo e un’anima – festeggia il mare e gli amori bollenti che nascono all’ombra del Vesuvio.

L’abito indossato dalla modella Anna Lubrano dal nome – Partenope – sempre per rimanere in tema, celebra -Partenope- mitica sirena seduttrice ammaliante di uomini. 

La modella Marzia Sabia ha indossato invece -Tirreno – mare amico e nemico, ricco di storia che bagna le coste campane.

Solo tre e dei tanti abiti dipinti a mano dallo stilista procidano ormai riconosciuto anche fuori le mura isolane che da sempre unisce la ricercatezza stilistica alla sapiente scelta dei colori, che fanno di lui un esempio di professionalità e passione procidana.

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