Procida – Il Fiore di loto affascina un po’ tutti, non solo per la sua bellezza, ma anche e soprattutto per la sua storia millenaria e per il suo significato profondo. Il calendario di Marzo Donna sull’isola di Arturo tra le tante iniziative anche un momento espositivo, tra dipinti, foto, poesia e tanto altro proprio sul fiore di loto. 

A rappresentarci il significato di questa mostra la presidente dell’associazione Marzo Donna Procida, Cecilia Costagliola:

«In questo tempo di pandemia, di mascherine e disinfettanti, i rapporti sociali, gli scambi abitudinali di baci e abbracci, tipici del nostro esprimerci anche attraverso il corpo, sono messi a dura prova. L’unica cosa, forse, che ci permette di avere reciprocità di dialogo ora è la tecnologia. Ed eccoci tutti alle prese con smartphone, tablet, pc, Webcam. Difficile gestire le emozioni, improbabile ricevere e dare gesti di affetto ma con la creatività, qualcosa si può donare. Ed ecco che nasce “Fior di Loto”.

Una mostra virtuale il cui intento è di sostenere la “rinascita “, sia del mondo, sia della nostra Associazione Marzo Donna Procida, riconosciuta, con una sua forte identità, con nuove collaborazioni, forti sinergie con altre associazioni, mantenendo di base sempre i suoi principi apolitici, no profit e solidali. È la d età del fior di loto è un messaggio di speranza per il mondo, per ciascuno di noi che ogni giorno dobbiamo risorgere da qualcosa o da qualcuno, dobbiamo rigenerarci come il fiore che dalle acque stagnanti trova la forza per elevarsi e aprire i suoi petali all’universo, ricordando che tutti ne siamo parte.

Un percorso artistico nato dalle libere interpretazioni di persone che rappresenteranno sia la purezza dell’animo femminile, sia l’incubo della violenza subita. Le arti, come la cultura, sono la più alta forma di conoscenza, espressione e informazione a cui si possa aspirare. 

Ciò che viene così raccontato difficilmente la memoria rimuove.  È un continuo parallelismo tra il fiore che dal fango emerge e si rigenera e la donna vittima di violenza, non solo fisica, e che lavorando sul suo dolore, con gli aiuti giusti, rinasce.

Fior di loto ha un ruolo sociale, le opere esposte raccontano la voglia di rinascere e il riscatto. Si punta sul visivo, sui colori e sulla scrittura. Ma perché parlare di donne attraverso eventi culturali? Per ricordare e commemorare a livello sociale e comunitario. È un appuntamento con la solidarietà, la prevenzione e la lotta per tutelare i diritti femminili. Non è solo arte, quindi. L’esposizione delle opere artistiche e le immagini fotografiche, le scene simulate, si coniugano con il tema violenza ridando la portata patologica di questo problema nonché le conseguenze che da esso derivano. Sia sulla salute fisica e psichica, sia sul benessere individuale e collettivo.

Potremmo dire che” fior di Loto” è la combinazione perfetta di intenti artistici culturali con quelli sociali. Il fior di loto, simbolo di speranza e rinascita. Ebbene, la donna diventa icona di coraggio. L’ impatto emotivo che lo spettatore avverte, durante il percorso virtuale, determina la riflessione. Suddivise in varie sezioni, le hanno diversi significati.

Gli indumenti strappati e lasciati sul pavimento, lasceranno dolore e solitudine, le foto sono la “chiave”, catturando   lo sguardo del visitatore che giunge alla consapevolezza del disagio, attraverso il ricordo. Come il fiore di loto che si libera dai rovi, così la donna, determinata, comincia a risalire dal suo dolore. Ed ecco che la pittura con giochi di colori, ninfee e luce, sottolinea la risalita. Per emergere ci vuole conoscenza ed è qui che si fa tesoro di esperienze indirette, informazioni, leggi a tutela e diritti.

Obiettivo predominante della mostra virtuale “Fior di loto” è di informare, trasmettere gli strumenti giusti a tutela e difesa di ogni donna. Nella parte finale del percorso, cambiano gli scenari. Predomina la luce, il fiore è pronto ad aprire i suoi petali e a rinascere per una nuova vita. Durante tutto il percorso, la voce narrante di Debora Vicidomini, con tonalità opportune, da quella percezione in più di ciò che sta accadendo.

Grazie a tutta l’associazione Marzo Donna Procida che qui mi sento di rappresentare, per aver creduto sin da, subito in questo progetto, per l’impegno costante alla realizzazione e per aver dato nuova vita all’associazione stessa.  Grazie ad Antonio Lamina e Debora Vicidomini dell’associazione Liberamystile, Loredana Bernardo i fratelli Righi, Giovanni e Ignazio, Dora Kalinova, Simona Impagliazzo, Candida Cardito, Sara Coppola, Antonella Barbato, Giulia Lauro e Stefania Pisa,  Maria Rosaria Savarese e Angela Scotto, per le opere esposte, Marzia Sabia e Procida Art. 18 per l’area informazione. Un grazie a Marco Burrafato per la realizzazione tecnica della mostra virtuale ed in ultimo ma non per ultimo a tutti gli altri associati e collaboratori, ai ragazzi dell’associazione che si sono impegnati per la realizzazione del cortometraggio “Fidati di me”, in visione il 29 marzo ore 10 sulla nostra pagina, come da calendario Marzo è donna. Le iniziative per il mese di Marzo sono state tante, realizzate online, tutte dedicate a Carla Gentile, nel manifesto “Quante Donne in una donna? Tante!”.

Hanno contribuito alla realizzazione Sirio la Mesa, Debra Trombella, Gabriella Bosco, Marzia Sabia e Loredana Bernardo, Vincenzo e Erika Barbiero, Antonio Muro e Procida Art. 18, i ragazzi delle classi superiori, associazione Liberamystile

Anche questo anno grazie al contributo volontario della cittadinanza, abbiamo mantenuto l’impegno con la solidarietà: l’acquisto di pensiline ripara pioggia nei pressi del nostro ufficio postale o /e ASL. Ove tutto ciò non dovesse essere possibile  proponiamo l’acquisto di una rampa per disabili da utilizzare per l’imbarco e lo sbarco degli aliscafi, rendendo accessibile la scaletta.

Concludo citando una frase di Carla, Gentile che sento appartenere anche a me. “La poesia, l’arte in generale, deve promuovere una civiltà della pace, della solidarietà, dell’evoluzione spirituale, nei modi che ad essa sono propri, in assoluta libertà creativa.” Grazie Carla e grazie a chi ha dato a, noi la, possibilità di conoscere il tuo mondo».

*in copertina l’opera “Ophelia meditativa” di Loredana Bernardo

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