Procida – Mentre al municipio continua l’opera di vaccinazione di massa fino a domani, sul territorio un’altra situazione sanitaria tiene banco. Sull’isola – infatti – potrebbe essere sbarcata una variante del Covid-19 in una scuola.

Lo si è appreso ieri l’altro da una circolare emanata dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo  Capraro, Rossella Salzano in cui si fa riferimento ad una comunicazione in tal senso ricevuta dalla ASL Napoli 2 Nord.

Nel provvedimento relativo alla classe terza E dell’istituto scolastico isolano, che si trova gia’ in isolamento, la Salzano riporta quanto ricevuto dal distretto 36 della azienda sanitaria:

“Vista l’insorgenza nella classe III sez. E, già in isolamento per la presenza di 1 caso di Covid, di ulteriori casi in un lasso di tempo non tanto breve da far sospettare che l’infezione possa essere sostenuta da una variante del virus Sars-Cov2, si ritiene comunque di sottoporre ad un unico TNF alla fine del periodo di isolamento già imposto alla classe, includendo anche i docenti che abbiano avuto contatto con i casi in questione, e che dovranno osservare anch’essi l’isolamento già imposto alla classe. Tanto premesso si chiede elenco degli studenti e dei docenti da sottoporre a TNF.”

Vista la conseguente penuria di docenti, la Salzano ha disposto la didattica a distanza fino al 5 maggio prossimo».

Fin qui tutto bene, se non fosse per una serie di incongruenze che cerchiamo di definire per fare chiarezza e soprattutto per tranquillizzare genitori e ragazzi.

Con riferimento alla classe e sezione attesa da possibile contagio, non risulta che la stessa sia stata posta in isolamento fiduciario e/o quarantena dopo la verifica di un positivo al sars-cov2 ma bensì come riporta la circolare 50 posta solamente in DAD. Si rappresenta ciò, perché in situazioni similari, erano stati approntati atti propedeutici molto più rigidi.

In questo caso solo i genitori – volontariamente e responsabilmente – non hanno atteso nessun provvedimento e di fatto si sono posti in autoisolamento domiciliare da giorni.

Il buon lavoro svolto dalla dirigente Salzano – a cui le mamme in questi mesi non hanno mai lesinato  ringraziamenti per come ha saputo gestire la situazione  – è sotto gli occhi di tutti.  Un lavoro di squadra che ha interessato anche il corpo docente che in DAD o meno, ha fatto la differenza per professionalità e abnegazione.

Oltre la scuola questi mesi hanno messo a dura prova anche le istituzioni sanitarie come l’ASL a cui forse l’appunto sulla circostanza, potrebbe essere quello per il futuro di rivedere il protocollo e cioè laddove possibile prevedere TNF alla classe intera subito dopo l’accertamento di un positivo tra il corpo discente e non poco prima del rientro in presenza.

La scuola – è bene ribadirlo – resta un luogo sicuro (al netto di qualche classe pollaio) dove la contagiosità è pressocché bassa e comunque in linea di massima come in tutti gli altri luoghi dove si sta gomito a gomito. 

La percentuale dei focolai in ambito scolastico si è mantenuta sempre bassa e le scuole non rappresentano i primi tre contesti di trasmissione in Italia, che sono nell’ordine il contesto familiare/domiciliare, sanitario assistenziale e lavorativo”.

È quanto ha rilevato l’Iss nel Rapporto “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di Sars-Cov-2: la situazione in Italia”.

Scuola che è ormai ai titoli di coda. Due anni di pandemia tra chiusure e aperture, computer, presenze e DAD. Un coacervo di situazioni che purtroppo non potrà che pesare sul bagaglio culturale ed educativo dei ragazzi. E forse visto che il sipario sta per calare da qui ad un mese, e su un territorio con un numero di contagi in aumento, pensare a una continuazione della DAD appare forse la cosa più giusta e necessaria da fare. 

Del resto in questi mesi da casa si è garantita la salute e non si è sminuita l’istruzione, contemperando bene le esigenze e, soprattutto, le priorità.

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