Gino Finelli –

Maurizio Cappiello, chirurgo dell’Ospedale Cardarelli di Napoli e Dirigente Nazionale Anaao- Assomed, il sindacato che raccoglie una larghissima fetta di medici della Sanità Ospedaliera Nazionale, in un recente articolo sulla nomina di Procida a capitale della cultura 2022 scrive: “Impossibile immaginare la riuscita di una manifestazione del genere in mancanza di adeguate garanzie di tipo sanitario”.

 Il dott  Cappiello che conosco da molti anni per essere stato nel periodo universitario un ottimo studente e successivamente uno specializzando dotato di grande intelligenza e spiccate doti sanitarie,  pone l’accento su una problematica di assoluta importanza e che già ho affrontato più volte sottolineando la necessità di non avere solo un Presidio Ospedaliero sull’Isola, ma di far sì che detto Presidio sia non solo efficiente, ma implementato e in grado di fornire i servizi essenziali per chi vive stabilmente sull’Isola e per chi in estate la frequenta.

Maurizio Cappiello scrive: “L’afflusso di turisti che tutti ci auguriamo nel 2022 con la speranza che la pandemia finisca, richiede una attenzione particolare sia nell’interesse dei Procidani che dei turisti che sceglieranno di venire a Procida per le loro vacanze” In tal senso dunque lancia un appello alle istituzioni Regionali ed ai vertici dell’ASL Napoli 2 Nord affinché rivedano il piano sanitario per il Presidio di Procida e si pongano come obiettivo il suo reale funzionamento.

Devo davvero complimentarmi con Maurizio che da mio ex allievo dimostra, ancora una volta, l’elevata sensibilità e la conoscenza profonda della sanità regionale. Non mi sbagliavo quando avevo individuato in lui cultura e grandi doti di organizzazione.

Lo spinoso problema dell’Ospedale di Procida che abbiamo negli anni più volte posto al centro dell’attenzione, ritorna oggi prepotentemente alla ribalta e diviene così una impellenza a cui le Istituzioni deputate non possono e non devono più sottrarsi. Davanti a noi vi sono molti mesi nei quali si può certamente progettare un sistema di sanità ospedaliera locale che possa implementare le attività già presenti e soprattutto rafforzare l’area di primo soccorso che allo stato appare debole e insufficiente a garantire sicurezza sanitaria sul territorio.

Ma come abbiamo già più volte detto e scritto per far ciò bisogna che nel Presidio, oltre a quanto necessario sul piano diagnostico e terapeutico, vi sia un organico stabile e una direzione che sappia gestire le attività e far fronte alle necessità.

Quante volte abbiamo negli anni chiesto, anche con manifestazioni di piazza, che non fosse toccato il nostro Ospedale e quante volte abbiamo lottato affinché esso non fosse dimensionato. Oggi che siamo alle soglie di un evento che ci pone al centro dell’attenzione abbiamo più che mai il diritto dovere di chiedere ad alta voce che questo atavico problema venga definitivamente risolto. Regione, ASL e Comune debbono fare la loro parte così come i cittadini, la stampa e tutti i media, a qualsiasi livello, devono far sentire forte la loro voce.

Da medico mi associo all’appello di Maurizio Cappiello e gli sono profondamente grato per aver messo in risalto una problematica e aver aperto così la strada a tutti noi per insistere con determinazione alla ristrutturazione, questa volta in senso di efficienza e funzionalità, del nostro Ospedale.

 

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